L'ACCIAIO RESISTE AL FUOCO

Il caso degli edifici industriali

C'è voluto del tempo per modificare di un po' lo spirito ed in particolar modo per comprendere che la stabilità al fuoco di una struttura NON porta necessariamente ad un miglioramento della sicurezza al fuoco di un edificio.
Sono due concetti totalmente diversi!

A questo proposito, è interessante notare che il CEN (Centro Europeo di Normalizzazione) ha approvato nel settembre 2002 il testo dell'Eurocodice 1, parte 1-2, relativo alle ''Azioni sulle strutture (sottoposte) al fuoco''. Questo testo apre la porta ad un nuovo concetto di calcolo della sicurezza, concetto globale basato sul fuoco naturale e che prende in conto in maniera probabilistica i rischi reali e l'efficacia d'altronde provata delle misure attive (Sistemi d'allarme, sprinkler, evacuatori di calore e di fumo, etc.).

In effetti, in materia di ''sicurezza'' al fuoco di un edificio, bisogna distinguere in primo luogo tra la sicurezza delle persone e la salvaguardia dei beni. Il secondo aspetto apre d'altro canto la porta alla più vasta questione della riduzione delle perdite totali, materiali e finananziarie.


» Relativamente alla sicurezza delle persone, si sa che al dilà degli 80-100 gradi piu' nessuna vita umana è possibile. E' dunque nella fase di latenza dell'incendio (ignizione primaria), che si trova ben al di sotto del punto dove l'incendio divampa all'improvviso chiamato '' flashover '', fase in cui si deve poter evacuare le persone. Durante questa fase la sicurezza al fuoco non dipende in alcun modo dalla struttura né dal materiale in cui la struttura stessa é stata realizzata.
Infatti, la temperatura già troppo alta per la vita umana, risulta troppo bassa per poter mettere in pericolo la stabilità della costruzione.

La sola regola é di assicurare la possibilità agli occupanti di abbandonare il luogo dell'incendio in questo breve lasso di tempo. L'evacuazione del fumo risulta altrettanto importante, addirittura di primaria importanza, per consentire uzna evacuazione in tutta sicurezza delle persone.

Questo ragionamento é ben confermato dalle piu' recenti statistiche Europee in materia di incendi avvenuti negli edifici industriali, che dimostrano che le perdite di vite umane in questi casi sono praticamente nulle! I sistemi di allarme, il numero di uscite di sicurezza ed la loro corretta indicazione, sono dei fattori essenziali per la sicurezza, ed all'occorrenza, si sono dimostrati efficaci; la struttura dell'edificio e il materiale in cui é stato realizzato non entrano in alcun conto.


» In merito alla salvaguardia dei beni materiali, è dimostrato che che la stabilità al fuoco della struttura é il meno redditizio fra i ''mezzi di protezione'' (in termini di rapporto la riduzione delle perdite in caso d'incendio ed il costo dell'investimento);

Muri taglia fuoco, sprinkler ed evacuatori di fumo (e di calore) si posizionano molto meglio!

E' quindi del tutto inesatto dire che i metodi di sicurezza ''attiva'' (sprinkler, di rilevamento automatico, intervento dei pompieri,etc.) sono soltanto complementari dei metodi di sicurezza ''passiva'' (quali protezioni, rivestimenti, ect.). Inoltre non si deve temere di poter osare nel dire che: il solo vero mezzo per assicurare i due obiettivi primari, la sicurezza delle persone e la salvaguardia dei beni, consiste nell'impedire con tutti i metodi possibili l'innesco dell'incedio e, se cio' dovesse accadere, nell'impedirene con ogni mezzo la sua estensione.

In definitva, un concetto globale della sicurezza al fuoco deve venire impiegato.
Questo oggi é possibile grazie agli Eurocodici.


Questo concetto prende in considerazione tutti gli elementi in grado di giocare un ruolo nel caso dell'accadimento di un incendio, e dunque di influenzarne il risultato in termini globali di vite umane e di perdite materiali. Consiste in primis di quantificare in maniera precisa, dunque in termini di cifre, il rischio reale, e di definire in seguito le protezioni passive realmente necessarie per assicurare una sicurezza realistica contro l'incendio.

In un simile contesto, la resistenza al fuoco della struttura non é piu' necessariamente l'elemento determinante. La protezione della struttura dovrà venire presa in considerazione solo se l'insieme degli altri mezzi non produce una sicurezza la fuoco sufficente, includendo i due obiettivi primari.

Questo concetto domanda ancora d'essere trascritto nelle diverse legislazioni nazionali, ma è fin d'ora certo che verrà recepito ed impiegato, poiché accettato a livello europeo.

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