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UMIDITA' VADE RETRO - LA TECNOLOGIA DEI
SISTEMI AD ELETTRO OSMOSI ATTIVA BLANDA

Schema risalita umidità |
RISANAMENTO MURATURE UMIDE con il sistema
ELKINET
Il problema dell'umidità murale
ascendente è causato da un fenomeno fisico naturale.
L'umidità di risalita in un muro non sufficientemente
isolato, si manifesta, come avviene nelle piante, mediante
capillarità dal terreno.
In questo processo è misurabile una tensione elettrica
fra terreno (polo positivo) e muro (polo negativo).
Questo è noto come fenomeno dell'elettro osmosi.
ELKINET Italia propone la soluzione al problema mediante deumidificazione
murale applicando il processo inverso a quello esistente
in natura.
Tecnologia rivoluzionaria, il sistema di deumidificazione
murale ELKINET rappresenta la soluzione definitiva
per il risanamento e la conservazione di opere murarie afflitte
da umidità capillare ascendente.
In oltre 10 anni di successi, il sistema, già brevettato
in diversi paesi europei, ha subito costanti miglioramenti,
divenendo il più versatile e completo sul mercato con
alcune centinaia di impianti realizzati sul territorio italiano.

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Il sistema di deumidificazione Elkinet è una
soluzione interessante per due diversi ordini di interventi,
tra i più complessi nell'ambito del recupero e del
risanamento edilizio: la deumidificazione
delle murature ed il recupero
del cemento armato. La versatilità del sistema
Elkinet permette infatti anche interventi sull cemento armato
ammalorato. Se infatti fino a pochi decenni orsono si riteneva
che una struttura in cemento armato fosse di durata eterna,
recenti studi hanno dimostrato che anche questo materiale
è soggetto a corrosione a seguito di processi che producono
una trasformazione elettrochimica, ovvero ossidazione del
ferro, riduzione dell'ossigeno e trasporti degli elettroni.
RISANAMENTO
DI MURATURE UMIDE - LA ELETTRO OSMOSI ATTIVA

Schema applicativo del sistema Elkinet |
In effetti non sempre si opera adeguatamente
nell'affrontare il problema delle murature umide. Di
solito, quando si vuole limitare o togliere l'umidità
dai muri, si ricorre all'impermeabilizzazione, senza rendersi
ben conto che una cosa è proteggere il muro da ulteriori
infiltrazioni d'acqua, altra è eliminare l'umidità
in eccesso presente nell'interno stesso della muratura. Fatto
curioso: quasi mai una gara d'appalto riporta la dicitura
"deumidificazione murale". Si menzionano piuttosto
sostituzione di intonaci, creazione di vespai, drenaggi, costruzione
di controparti, o generali e diffuse impermeabilizzazioni.
Il fenomeno di risalita dell'umidità
capillare si verifica - come è constatabile - nei muri
in maniera analoga a quanto avviene nelle piante. Nel terreno,
la reazione chimica fra sali minerali ed acqua produce correnti
elettrostatiche. Dunque, si forma un campo elettrico naturale,
con poli positivo e negativo. Come noto, secondo il concetto
di batteria, nella "risalita" il negativo attira
il positivo.
Da questa considerazione nacque l'idea che per ottenerne l'inversione
fosse sufficiente l'opportuno inserimento nelle murature di
semplici barre metalliche, capaci per caratteristiche e posizione
di alimentare una elettro osmosi passiva a contrasto del fenomeno.
Il concetto coglieva nel segno, con un unico difetto: gli
elementi metallici erano destinati nel tempo ad essere sacrificali,
annullando quindi l'effetto stesso di bonifica.
Il passo successivo fu di introdurre nella muratura conduttori
metallici in ferro o rame (fili a nudo), questa volta sotto
tensione elettrica.
Ma anche in questo caso l'uso di corrente continua troppo
elevata (con tensioni da 6 a 40 V), a contatto con i sali
minerali interni, corrodeva i conduttori (desalinizzazione
per elettrolisi) annullando di fatto il passaggio elettrico.
Fu chiaro che per garantire una conducibilità efficace
e continua nel tempo bisognava a tutti i costi evitare la
ionizzazione salina e la conseguente ossidazione dei conduttori.

Applicazione linea anodica sulle colonne del Teatro Bolshoj
di Mosca |
Attualmente, con elettrodi in materiale plastico, quali speciali
conduttori, il metodo è collaudato. Solo con questo
materiale plastico si ottiene una trasmissione ottimale di
corrente. I valori di tensione rimangono bassissimi (2,8 Volt)
e l'intensità di corrente misura 2mAmpère per
metro lineare. L'installazione del sistema richiede che venga
preventivamente fissata al massimo livello del bagna-asciuga
del muro, su una sola facciata, una rete plastica elastica
particolare. Questo elemento, che funge da semiconduttore
elettrico sul polo negativo esistente nel muro, viene ricoperto
con nuovo intonaco traspirante (malta di calce e sabbia).
Quindi si sposta verticalmente nel terreno il polo negativo
del muro, inserendo particolari puntazze ad intersezione,
collegate fra loro ed agenti come dispersori per il terreno.
Finalmente il campo elettrico artificiale, venutosi a creare,
inverte verso il terreno il flusso ascendente dell'umidità,
che, convogliata per via capillare, torna alla sua sede originale.
Un'apposita centralina elettronica digitale gestisce la corrente
elettrica continua ad impulsi, garantendo l'inversione di
polarità. È importante che non si intervenga
sulla struttura biologica del muro in modo traumatico, come
nei sistemi ad azionamento meccanico (taglio murale) e chimico
(iniezione di sostanze epossidiche e siliconiche). Sono tutelati
sia la staticità, sia il giusto tasso di umidità
relativa. Questo sistema si presta ad un'azione delicata su
qualsiasi tipo di muro, senza sgretolarlo né provocare
danni a malte ed intonaci tant'è che viene utilizzato
anche nel caso di restauri di delicati affreschi. I risultati
si constatano in pochi mesi e su qualsiasi tipo di muratura,
anche in opere murarie di sottosuolo (terrapieno) e su marmi.
RISANAMENTO
DEL CEMENTO ARMATO

Applicazione del sistema ELKINET C per risanamento del
cemento armato |
Più recentemente questa tecnologia
si è confrontata con i gravi problemi di deterioramento
del cemento armato. Sappiamo oggi che questa materia artificiale,
un tempo considerata "eterna", è caratterizzata
invece da meccanismi di equilibrio interno assai delicati:
una anche lieve diminuzione del valore pH - p. e. per azione
di gas acidi e di cloruri - innesca complessi fenomeni di:
- corrosione delle armature con formazione di ossidi
- aumento di volume della massa ferrosa
- tensioni disgregative nel copriferro
- peggioramento progressivo dello stato di degrado.
La mancata durata del cemento armato è riconducibile
a due cause principali:
- la carbonatazione del calcestruzzo
- i cloruri presenti nel calcestruzzo.
Il processo è intuibile ed inizia dalle crescenti quantità
di anidride carbonica nell'aria che riducendo il valore alcalino
del calcestruzzo, indeboliscono la superficie del copriferro.
Altro fattore di degrado deriva dai sali aggiunti con funzione
antigelo già in fase di gettata del calcestruzzo o
sparsi su molte strutture prima del periodo invernale o ancora,
presenti in prossimità del mare. Anche la produzione
industriale di materie plastiche derivate dal cloro (p.e.
PVC) determina la rottura della pellicola di ossido e l'aggressione
ai ferri interni dell'armatura con un ritmo di corrosione
più elevato di quello indotto da carbonatazione.
Ora accade che fra sali ed umidità ambientale avvenga
una reazione chimica che produce acido cloridrico, potenziale
elettrochimico capace di determinare celle elettrolitiche
sull'armatura del calcestruzzo con tensioni variabili di oltre
0,4 Volt.
Un trattamento capace di bloccare l'azione dell'anidride carbonica
e dei cloruri dovrebbe essere effettuato prima che la carbonizzazione
raggiunga l'armatura e preferibilmente ancor prima che i cloruri
penetrino in misura massiccia nel cemento. Spesso è
troppo tardi per poter solo rivestire la superficie con una
protezione. Il più frequente tipo di riparazione "a
toppe" (anche detto "passivo") può aggravare
nel tempo l'estensione dei danni in quanto comporta differenze
di potenziale elettrico. Infatti il nuovo cemento applicato
dopo un'accurata pulizia mediante abrasione elettromeccanica
e spazzolatura, è a pH 12-13, valore decisamente maggiore
di quello presente nel manufatto (pH 3-4). La malta rinnovata
si ritrova a contatto di in un ambiente diverso e l'armatura
- contornata da cemento contenente cloruri - influenza la
zona sottoposta alle riparazioni trasformandole in vere "piccole
batterie", cioè nuovi punti di corrosione.
La moderna tecnologia risale invece a monte e si concentra
sulle trasformazioni elettrochimiche che stanno alla base
dei meccanismi corrosivi. La soluzione prospettata è
una protezione catodica basata sull'immissione nella struttura
di correnti a bassa tensione ed intensità. L'armatura
diviene catodo (polo negativo), mentre la protezione anodo
(polo positivo). Creatosi un passaggio di corrente nel calcestruzzo
da anodo a catodo - in presenza di umidità elevata
il calcestruzzo si comporta come un elettrolito - si blocca
la corrosione: con le correnti elettriche indotte l'umidità
esistente viene spinta verso l'armatura, resa polo negativo,
ed in sua prossimità si scinde in idrogeni e ioni OH,
con ripristino della alcanizzazione dell'infrastruttura. Così,
anziché asportare tutto il calcestruzzo carbonato,
collegare all'armatura una messa a terra e ripristinare le
spigolature. Previo controllo di continuità, si eliminano
eventuali cortocircuiti ed i ferri restano elettricamente
negativi. Le correnti elettriche in gioco hanno tensione di
1 Volt e intensità iniziale di circa 2,8 mA per m²,
poi assestata su 1,5 mA per m².
Per informazioni sul sistema di RISANAMENTO
MURATURE UMIDE ELKINET contattare:
ELKINET
ITALIA
Via Castelmorrone,12
20129 Milano (MI) Italia
Tel. +390270100777
Fax +390276110665
URL: www.elkinet.it
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