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La ricerca dei materiali migliori, delle tecniche di lavorazione più innovative, dei processi di cottura più adatti ai diversi materiali è l’ingrediente principale dei prodotti Fornace Sila.
Una continua tensione alla perfezione e i più moderni sistemi di lavorazione sono la garanzia dell’unicità, della grande qualità e dell’inalterabilità nel tempo di tutti i prodotti firmati Fornace Sila. Dalle origini fino ad oggi, infatti, sono le tecnologie più evolute, insieme alla qualità della materia prima e all’attenzione a ogni fase del ciclo produttivo, a distinguere la produzione dei manufatti per copertura Fornace Sila dal laterizio comune. |
Che risulta più economico, perché non sottoposto ai processi di lavorazione più accurati e costosi che invece Fornace Sila dedica ad ogni pezzo, ogni coppo ed ogni tegola che esce dallo stabilimento.
La perfezione qualitativa dei prodotti Fornace Sila non ha segreti, ma origini certe: una grande esperienza sviluppata nel mondo della ceramica, che viene impiegata per perfezionare e ottimizzare i prodotti in terracotta.
Fornace Sila, infatti, così come Ceramica Vandelli, Cemar e Ardogres, è un marchio del Gruppo Ceramiche Daytona, fiore all’occhiello dell’industria modenese. |

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La composizione
Per ottenere una materia prima della massima purezza e omogeneità, l’argilla viene estratta da cave di monte, meno inquinate da elementi estranei o detriti che potrebbero compromettere la qualità delle tegole. Successivamente, la materia prima viene stoccata insieme al lapillo vulcanico in un silo di ricovero.
La macinazione a secco
Il primo passo della lavorazione è la collocazione del materiale stoccato nelle tramogge di carico, per compattare la materia sui nastri pesatori che controllano elettronicamente le percentuali che garantiranno una composizione omogenea e costante della materia definitiva. Dalle tramogge si alimenta l’impianto mulini per la prima fase qualitativa, la macinazione a secco, un processo molto delicato e dal costo elevatissimo che ha però il vantaggio di garantire l’eliminazione delle impurità della terra, e che viene effettuata, in Italia, solo dalla Fornace Sila.
Successivamente, una tramoggia centrale convoglia la miscela su un unico nastro, dove un macchinario chiamato ‘pre-muller’ (mulino a martelli) sgrossa ulteriormente la terra, che viene poi setacciata per eliminare eventuali corpi estranei. Tutto il materiale non sufficientemente raffinato viene indirizzato a due mulini per una seconda macinazione,e una seconda setacciatura.
La colorazione
Per i materiali colorati, all’aggiunta di ossidi e pigmenti (polvere di manganese, argilla caolinica), viene associata una “bagnatura” preliminare che consente al composto di essere inviato tramite nastri al sito dello stoccaggio, per la fase denominata di ‘riposo pre-lavorazione, necessaria ad eliminare l’elettrostaticità e renderla lavorabile.
L’essiccazione
Dopo circa 5 giorni, la materia viene convogliata in due cassoni alimentatori, dai quali viene poi estratta e inviata ai mescolatori-umidificatori, per determinarne la giusta umidità con aggiunta di piccole quantità di acqua.
I ‘pani’ ottenuti vanno ad alimentare le macchine impastatrici che amalgamano la materia e la restituiscono alle presse priva di aria, sotto forma di ‘gallette’ da cui poi saranno tratte le tegole. Le gallette, infatti, sono poi |
stampate nelle presse tegoliere nella forma desiderata e depositate su telai zincati, per un altro processo qualitativamente molto importante per un prodotto ceramico: l’essiccazione.
Gli essiccatoi, del tipo ‘a camera’, consentono di ottimizzare cicli e temperature anche con produzioni miste, mentre i cicli di essiccazione sono controllati da un sistema automatico che esclude qualsiasi possibilità di errore. Le tegole rimangono nelle celle di essiccazione per circa 20 ore, per poi passare alla colorazione, realizzata in cabine di tecnologia ceramica appositamente regolate per determinare l’altissima qualità delle finiture che distinguono le tegole della Fornace Sila.
Subito dopo, ogni tegola viene controllata e selezionata manualmente per individuare gli elementi difettosi (con rotture, crepe, etc): solo i pezzi perfetti andranno nel forno di cottura controllato da un computer in ogni singola manovra, che regola l'erogazione del metano per mantenere costante la temperatura programmata, di oltre 1000°C.
La lunghezza del forno, di 140 metri, permette alle tegole di rimanere a lungo a contatto con il fuoco. L’alta temperatura e la durata della cottura determinano un prodotto di qualità decisamente superiore, grazie a una maggiore greificazione della tegola, che acquisisce una resistenza meccanica elevatissima (ben 500 kg, contro i 130 kg richiesti dalle normative vigenti).
La cottura
Il processo di cottura dura circa 40 ore ed è composto dalla fase di pre-riscaldo, dalla cottura e dal raffreddamento, tutte regolate da sofisticati sistemi elettronici. A cottura ultimata, i prodotti vengono verificati, per poi passare alla fase di imballaggio.
L’imballo
Dopo la cottura e l’ultima selezione, per scartare eventuali prodotti difettosi, si procede alla composizione del bancale, che verrà poi inviato all’impianto di incappucciamento per essere confezionato con imballi termoretraibili.
In caso di prodotti particolarmente delicati, gli strati di tegole sono isolati da apposito materiale antiurto con doppia reggiatura, per evitare rotture accidentali causate dal trasporto. |
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TEGOLA ROMANA  |
Recentemente ribattezzata ‘embrice’, il nome della tegola romana deriva dalle sue origini: le antiche coperture romane. Si tratta infatti di una semplice tavella piatta con i bordi rialzati per incanalare l’acqua ed evitarne la risalita, di forma trapezoidale per poter essere posta in opera in sovrapposizione lungo gli assi perpendicolari alla linea di gronda. La copertura si completa con l’utilizzo del coppo di coperta che fa da collegamento tra due embrici.
La copertura ‘alla romana’ prodotta dalla Fornace Sila, oltre ad essere un omaggio alle sue illustri origini, permette soprattutto un rapido smaltimento delle acqua meteoriche, non trattiene elementi estranei alla struttura del manto di copertura, consente di ottenere una soluzione maggiormente versatile a livello di pedonabilità, |
agevolando in questo modo le eventuali ispezioni periodiche, e aumenta il prestigio estetico del tetto, grazie alle sue colorazioni indelebili, tipiche delle regioni del centro Italia.
Realizzata con la tecnologia della doppia lavorazione (estrusione e pressatura), elimina qualsiasi differenza dimensionali tipica degli elementi realizzati unicamente per estrusione ed aumenta l’aderenza ed il posizionamento tra gli elementi, grazie alle nervature capaci di garantire un’ottima stabilità.
L’accoppiamento tra embrice e coppo viene assicurato da un gancio studiato ad hoc, che facilita il processo di posa ed evita l’utilizzo della malta, che può rivelarsi, nel tempo, controproducente. |
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tegola romana tirrena |

tegola romana naturale |

tegola romana dell'etruria |
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| TEGOLA A COPPO tipo a mano |
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Fornace Sila, da sempre sensibile alle esigenze dell’architettura tradizionale, propone oggi due linee di tegole a coppo ad impasto ceramico: una con superficie liscia, l’altra con strutturazione ‘tipo a mano’.
La loro speciale morfologia deriva dalla fusione di una tegola piana (embrice) con una convessa (coppo) in un unico elemento dalla configurazione più articolata.
La parte piana di questo modello, infatti, offre una buona superficie di scorrimento per l’acqua piovana, mentre la parte convessa, appositamente più arcuata rispetto alle semplici tegole portoghesi, aiuta a ricreare il profilo tipico delle coperture in coppi, conferendo allo stesso tempo alle tegole una resistenza meccanica superiore.
È disponibile in diverse colorazioni, naturali ed anticate, che consentono di accordarsi cromaticamente con qualsiasi tipo di facciata, per acquisire o rinnovare il fascino dei tetti dei più rinomati centri storici italiani.
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