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In questa sezione troverete tutti i dossier realizzati da edilportale nel campo dell'edilizia.

 
PROJECT FINANCING:
BREVI CONSIDERAZIONI SUL DISEGNO DI LEGGE "CASTELLI - LUNARDI" RECANTE DISPOSIZIONI IN MATERIA DI TURBATA LIBERTÀ DEGLI INCANTI ED ASTENSIONE DAGLI INCANTI
Lo scorso 10 Settembre 2002, il pre-Consiglio dei Ministri si è riunito; nell'ordine del giorno era prevista la discussione di un provvedimento che si propone di reprimere il fenomeno degli appalti truccati nel campo dei lavori pubblici attraverso la riformulazione e l'inasprimento degli artt. 353 e 354 del codice penale (reato di turbativa d'asta). La discussione della proposta dei Ministri della Giustizia e dei Trasporti ed Infrastrutture (dai quali il ddl prende il nome) è stata rinviata, probabilmente, ai primi di Ottobre 2002.

Il ddl nasce dal timore che i grandi appalti di opere pubbliche, che dovrebbero partire a breve, possano rappresentare un'ottima occasione per la criminalità organizzata.

Il finanziamento pubblico alle opere da realizzare, accresciuta la quota dalla legge 166/2002, rende sicuramente appetibile la partecipazione alle gare di appalto per tutti coloro i quali si propongono fini illeciti dalla partecipazione ad una gara. Il fenomeno di società, controllate o gestite direttamente dalla criminalità organizzata, che partecipano ad una gara non è raro, soprattutto in determinate regioni del territorio nazionale. Da tempo, si legge nella relazione illustrativa del provvedimento, tali società " sono in grado di influenzare o controllare, mediante la creazione di cartelli d'imprenditori…il risultato non di singole gare ma dell'intero sistema degli appalti pubblici". La relazione aggiunge che "il fenomeno risulta oggi particolarmente preoccupante in vista degli ingenti nuovi flussi di finanziamento che il Governo intende destinare alla realizzazione delle opere pubbliche".

A fronte di ciò, l'esistente normativa di prevenzione e repressione dei reati penali di turbativa d'asta appariva inadeguata. A tal scopo, il ddl Castelli - Lunardi si propone di riformare ed inasprire le norme esistenti.

Contenuti della riforma

La riforma parte proprio dalla riscrittura dell'art. 353 c.p. ("Turbata libertà degli incanti"): l'art. 1 del disegno di legge prevede che chi impedisca o turbi "la gara nei pubblici incanti e nelle licitazioni private per conto di pubbliche amministrazioni" venga punito con la reclusione da 2 a 5 anni ed una multa da 1,000 a 3,000 € (oggi, la pena massima in vigore è di 2 anni di reclusione e multa da 200 mila lire ad un massimo di due milioni di lire, ovvero da 103 a 1,032 €).

Inoltre, si rende autore del reato chiunque tenga un comportamento violento od usi minacce, doni, promesse, collusioni ed altri mezzi fraudolenti nonché artifizi e raggiri (quest'ultima previsione, aggiunta dal ddl Castelli - Lunardi, avvicina il reato alla truffa ex art. 640 c.p.).

Pene maggiori sono previste nel caso in cui autori del reato siano pubblici ufficiali e funzionari preposti allo svolgimento delle gare; in tal caso, le pene previste vanno dai 3 agli 8 anni di carcere e la multa da 1,500 a 5,000 € (l'attuale normativa prevede, per il momento, la reclusione da 1 a 5 anni e la multa da 1 a 4 milioni di lire, ovvero da 516 a 2,056 €).
Le pene stabilite in questi casi si applicano anche in caso di pubblico incanto e/o licitazione privata, dirette da pubblici ufficiali o persone legalmente autorizzate; ma le pene sono ridotte alla metà.

La portata della norma è anche ampliata fino a comprendere ogni categoria di "procedura ad evidenza pubblica" e dunque appalti-concorso e gare informali. In questo, la riforma accoglie un orientamento giurisprudenziale consolidato che aveva ampliato l'ambito di applicazione delle norme penali fino a ricomprendere, appunto, tutte le ipotesi di esistenza di una gara fra più concorrenti caratterizzata dalla fissazione preventiva di criteri predeterminati dalla pubblica amministrazione per l'individuazione di un vincitore (cfr., ad esempio, Cassazione 29/09/1998 Tarquini ed altri).

 

 

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Dossier a cura di: Avv. Angelo de Angelis
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