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Scheda Evento

Notte dei Ricercatori

Cinque eventi promossi dal Fondo Francesco Moschini con A.A.M. Architettura Arte Moderna

BARI, dal 28/09/2007 al 30/09/2007

Cinque eventi per la “Notte dei Ricercatori” di Bari promossi dal Fondo Francesco Moschini in collaborazione con A.A.M. Architettura Arte Moderna a cura di Vincenzo D’Alba, Francesco Maggiore, Lino Sinibaldi Bari, Museo Storico Civico, strada Sagges 13 dal 28 al 30 settembre 2007 orario di apertura: venerdì 28 dalle 19.00 alle 22.00, sabato 29 dalle 17.30 alle 20.30, domenica 30 dalle 10.00 alle 13.00 Il Fondo Francesco Moschini in collaborazione con A.A.M. Architettura Arte Moderna presenta, in occasione dell’edizione 2007 della “Notte dei Ricercatori”, cinque iniziative legate al mondo dell’arte e dell’architettura. La “Notte dei Ricercatori” è un insieme di avvenimenti con seminari, conferenze, mostre e spettacoli, che si svolgono contemporaneamente in tutta Europa all’interno di strutture universitarie e musei. In Puglia, l’evento è promosso dalla Regione e dall’Agenzia A.R.T.I. con la stretta collaborazione delle Università. Le cinque iniziative, coordinate dal Fondo Francesco Moschini Archivio A.A.M., sono ospitate negli spazi del Museo Storico Civico di Bari. Qui, in una triplice mostra, sono allestite tre sezioni, comprendenti rispettivamente: le pubblicazioni sull’opera di Carlo Scarpa, tratte dalla biblioteca dello stesso Fondo; le 120 locandine, realizzate nei vent’anni di didattica di F. Moschini al Politecnico di Bari; le 14 schede tematiche del primo Dossier, che segna l’avvio del Progetto T.E.S.I.. A queste tre occasioni espositive se ne aggiungono due di tipo divulgativo: una, intitolata “Percorsi di lettura”, in cui si indicano alcune bibliografie tematiche, a partire dai temi che mettono in rapporto città e architettura; l’altra riguardante il lancio ufficiale del sito-archivio A.A.M. Architettura Arte Moderna. Nell’insieme di questi cinque eventi si riconosce la poetica di Francesco Moschini sempre tesa a comporre frammenti culturali ed essenziali, come parti ideali di una ricerca, di un discorso e di una narrazione, tanto immaginata quanto necessaria. 1. 120 locandine per vent’anni di didattica al Politecnico di Bari Il legame, ormai ventennale, tra il professore F. Moschini e il polo universitario barese è il risultato di una costante e operosa attività didattica, segnata dall’interessamento e dallo studio di varie tematiche non specificatamente architettoniche e ingegneristiche. Le 120 locandine esposte ripercorrono in maniera attenta e puntuale la storia di questo sodalizio. A partire dai primi anni ’90, in parallelo con la parte istituzionale dei corsi di Storia dell’Architettura e dei corsi di Storia dell’Arte Contemporanea per le Facoltà di Ingegneria e di Architettura, si è promossa una continua attività sperimentale attraverso l’apporto di qualificati “contributi esterni”. Si tratta di cicli di incontri tematici, articolati all’interno del complesso “Sistema dell’Arte”: letterario, cinematografico, teatrale, artistico e musicale. Con precisi programmi critici si è inteso evidenziarne le “pluralità” formando parallelismi e intrecci disciplinari, allo scopo di sollecitare “sguardi incrociati”, contaminazioni e attraversamenti del e nel contemporaneo. F. Moschini ha strutturato i suoi corsi secondo un’ottica di “Didattica Permanente” e “Continuativa”, non limitata al corso di un anno accademico, bensì prolungata all’intero arco degli studi. Questo permette e comporta non solo costanti aggiornamenti e integrazioni dei materiali didattici ma anche maggiore coinvolgimento degli studenti. Pertanto i “contributi esterni”, diversi di anno in anno, rappresentano l’occasione per un’ideale prosecuzione del percorso formativo avviato all’interno dei corsi di Storia. Dall’inizio degli anni ‘90 ad oggi continuano a tenersi incontri e conferenze, nel cui susseguirsi si riconosce chiaramente lo spirito tassonomico teso a incanalare, all’interno di determinate tematiche, “teoria, storia e progetto” e a svelare, inoltre, le complessità disciplinari. Lo dimostrano i titoli lapidariamente narrativi delle locandine, quindi delle lezioni: “Il progetto raccontato”, con gli incontri di F. Purini e di F. Prati; “I Maestri raccontati”, da ricordare P. Ciorra su Quaroni e G. Priori su Aymonino e Portoghesi; “Le nuove generazioni”, con gli interventi del gruppo A.B.D.R., di N. Di Battista, di E. Pitzalis; “Racconti di città” come Berlino, descritta da L. M. Andresen. Altrettanto importanti sono: il ciclo delle “Conversazioni”, tenute da L. Krier, V. Gregotti e A. Mendini; il ciclo “Arte e Architettura / Il Sistema dell’Arte”, con la gallerista M. Bonomo, il collezionista A. Baldassarre e con gli artisti S. Di Stasio, P. Gandolfi e M. Tirelli; il ciclo “Fotografia e Architettura”, con O. Barbieri. Tra gli appuntamenti fissi, che ricorrono ogni anno, sono da segnalare la lezione di M. Beccu dedicata ai “croquis de voyage, skizzenbuch, appunti di viaggio” e la lezione tenuta da A. Zattera sui “modelli di architettura”. A queste lezioni si affiancano “Seminari intensivi” e “Maratone didattiche” di storia dell’architettura, tenute da G. Bonaccorso, E. Del Gesso, A. Fassio e “Rassegne Cinematografiche” con la proiezione di film come “Metropolis”, “Il ventre dell’Architetto” e “Mamma Roma”. Per l’anno in corso è già in programma una triplice rassegna di film dedicati alla Puglia, ai Maestri di architettura e alle grandi città. Questi sono alcuni dei temi e protagonisti che hanno segnato i vari anni accademici, proponendo un universo teorico per certi versi inedito, per altri sedimentato. 2. Carlo Scarpa: Opera Completa Una selezione di libri tratti dalla biblioteca Fondo Francesco Moschini, dedicata all’opera di Carlo Scarpa, costituisce la prima sezione espositiva. La cospicua raccolta di testi documenta l’attività dell’architetto veneziano nella sua pluriforme produzione: dai primi oggetti artigianali in vetro di Murano ai disegni di posate, dagli allestimenti museografici e restauri fino ai progetti architettonici. La collezione comprende sia i volumi dedicati all’opera completa, che gli approfondimenti monografici riguardanti alcune delle opere; ulteriori pubblicazioni sono quelle inerenti tematiche rappresentative del suo percorso progettuale, tra tutte il dettaglio architettonico che ne rivela la fondamentale cifra compositiva. La raccolta può vantare pubblicazioni italiane e straniere: dai monografici di riviste (tra cui il numero 21 di “GA Document” del 1988, il 7 di “Rassegna” del 1981, il 50 di “AMC” del 1979, il 3-4 “Controspazio” del 1972) alle edizioni più rare e alle tirature limitate, come “Carlo Scarpa designer” edito dalla Editrice Trevigiana nel 1984, fino all’esemplare curato dallo stesso C. Scarpa per Onorina Brion, stampato in duecento copie dalla Stamperia Valdonega di Verona nel 1977. Non mancano, quindi, le monografie delle collane più divulgative dove si esaminano i vari aspetti dell’intera sua opera. L’opera di C. Scarpa nel continuo intrecciarsi tra artigianato, arte e architettura mostra perentoriamente la sua completezza e ambiguità. La satura grafia degli elaborati progettuali ed esecutivi, al di là della storicizzazione a cui è stata sottoposta, descrive un singolare tentativo di far coincidere fino in fondo progettazione e realizzazione del manufatto architettonico: se per altri architetti il processo costruttivo comporta sempre una interruzione, per C. Scarpa, diventa il momento perfetto per l’autentico compimento dell’opera. Proprio riflettendo sull’opera finita si può constatare come non esista in essa una “caduta”, al contrario un’ulteriore definizione dei materiali, insieme ad una maggiore espressione. È la linearità delle “corrispondenze”, invece che la loro divergenza, a custodire il vero “segreto” dell’opera. Inutile descrivere i riferimenti storici dell’universo geometrico che ne scaturisce; se si vuole, è sufficiente ricordare le precise allusioni alla luce e allo spazio bizantini. Evidentemente la rigidità dei principi a cui egli programmaticamente si sottopone non esclude, come egli confessa, parti irrisolte, anche se solo sul piano del dettaglio o del frammento tecnologico. Questi ultimi concetti e definizioni, che da soli descrivono la poetica dell’architetto veneziano, sono stati presi a prestito dalla critica, per avvalorare e decifrare anche quella condizione di isolamento e di separazione che lo contraddistingue. I manufatti scarpiani sembrano interrogarsi continuamente sulle loro funzioni, alla ricerca di una identità che assicuri loro una posizione, quindi una legittimazione. In effetti, il meccanicismo, di cui le opere sono il risultato, rappresenta il vero vocabolario di C. Scarpa, in grado, comunque, di stabilire una costante illusione e coincidenza tra funzione e decorazione. In un appunto si legge: “piccolo foro, non serve a niente ma non importa”. 3. Percorsi di lettura: scritti su città, paesaggi e luoghi All’interno dei corsi di Storia dell’Architettura e di Storia dell’Arte Contemporanea si affiancano nuove iniziative collaterali, tra cui i “percorsi di lettura”. Una selezione di questi è stata redatta per la “Notte dei ricercatori” seguendo due filoni, uno costituito da “libri teorici” sulla città, l’altro da “libri letterari” su città, paesaggi e luoghi. Nel primo caso figurano testi fondamentali di maestri dell’architettura, come Le Corbusier, Wright e Kahn, ma anche di antropologi e sociologi, quali Z. Bauman e M. Castells. In particolare, sono segnalati “L’architettura della città” di A. Rossi, “Origine e sviluppo della città moderna” di C. Aymonino; mentre per il secondo filone: “Maximum City. Bombay città degli eccessi” di M. Suketu, “Istanbul” di O. Pamuk. I “percorsi di lettura” si configurano come forma iniziatica di introduzione allo studio e vogliono restituire e registrare le sfaccettature culturali presenti non solo nell’arte e nell’architettura, ma anche nell’ambito delle trasformazioni che esse determinano. Suggerendo delle serie di percorsi bibliografici tematici si cerca di fornire strumenti e materiali di conoscenza utili soprattutto alla lettura del progetto architettonico e alla maturazione di una visione critica. 4. Il Sito-Archivio A.A.M. Architettura Arte Moderna Il sito www.aamgalleria.it rappresenta sicuramente una tappa importante per la storia della galleria A.A.M., che da trent’anni espone, colleziona e promuove iniziative culturali. La pubblicazione e consultazione on line mette in evidenza, nonostante l’incorporeità del mezzo, la grande stratificazione di contenuti e si sottrae contemporaneamente a una superficiale linearità di lettura. È qui riproposta quella medesima volontà, che la galleria AAM da sempre persegue, di escludere sia una “percezione distratta” che una “presa di coscienza veloce”. Infatti l’informatizzazione di tutto il materiale, permettendo una ricostruzione precisa della storia, fondata sulla cronologia e sui personaggi, si compone come un vero e proprio archivio web per lo studio dell’arte e dell’architettura. Valentina Ricciuti ha tradotto e incarnato nella progettazione grafica del sito questi caratteri della collezione e, al tempo stesso, il ruolo che l’Aamgalleria.it dovrà assumere. L’astensione da un comune atteggiamento commerciale e pubblicitario è affiancata dalla sobrietà dei titoli delle sezioni e dei percorsi informatici; araldici rimangono invece i frontespizi digitali, a richiamare la complessità dei soggetti e l’importanza e rarità dei documenti. Il pluriennale e faticoso lavoro di catalogazione e digitalizzazione è stato coordinato da Gabriel Vaduva che ha messo in evidenza le risorse antologiche e analogiche del sito, attraverso una meticolosa ricerca di appunti, lettere, testi e immagini appartenenti all’archivio A.A.M. Architettura Arte Moderna. A partire dall’home page, contrassegnata dal logo disegnato da F. Purini, si sviluppa in maniera centrifuga un menu di titoli tenuti assieme dalla stretta corrispondenza delle informazioni che ne rivelano chiaramente la struttura classificatrice e capillare. Rimandi, sottoinsiemi, concatenazioni definiscono un metodo paratattico in cui i link rappresentano la precisa volontà di visualizzare e tematizzare opere e progetti. Importante e imprescindibile, per una fedele descrizione della galleria, è il link pubblicazioni dedicato all’aspetto e all’attività editoriale. Nel caso della galleria A.A.M. questo diventa fondamentale per la sua “riconoscibilità culturale” e la “ricollocazione storica”. Attraverso le pubblicazioni è possibile ricostruisce il percorso intellettuale della galleria iniziato nel 1978 e, al tempo stesso, leggere quell’assoluta volontà storicizzante, frutto di una osservazione isolata e virtuosa. Un database, contenente gli oltre 40.000 volumi tra libri, riviste e cataloghi, donati da F. Moschini al Politecnico di Bari, permette di eseguire, inoltre, accurate ricerche bibliografiche. Attualmente questa biblioteca è collocata all’interno del DAU Dipartimento di Architettura e Urbanistica e ospita, oltre ad un consistente insieme di libri a carattere multidisciplinare, una delle più complete collezioni di cataloghi d’arte e di architettura legati agli eventi espositivi del Novecento. Il Fondo si configura come uno “spazio di riflessione critica” su diversi fronti culturali e si caratterizza per la volontà di istituire un dialogo permanente tra differenti linguaggi. 5. Progetto T.E.S.I. Tesi Europee Sperimentali Interuniversitarie Tra le iniziative recentemente avviate dal Fondo Francesco Moschini Archivio A.A.M., il Progetto T.E.S.I. rappresenta un momento di sintesi tra la specifica attività didattica e la più ampia attività culturale. Attraverso il dossier esposto, sono tracciati, in 14 schede, i lineamenti pratici e teorici del programma di partecipazione e di progetto. Fuoriuscendo dal consueto accademismo delle tesi di laurea, si auspica e organizza un dialogo critico tra laureandi di diversi luoghi e ambiti disciplinari. Lo scopo è di promuovere lo studio e la partecipazione come fondamentale principio formativo. Stabilendo per ogni settore scientifico-disciplinare un unico argomento, quale vincolo programmatico, si intendono avvicinare conoscenze formative diverse. È previsto, quindi, un coinvolgimento trasversale che permetta agli studenti appartenenti a settori disciplinari differenti di coordinarsi sul medesimo tema. Per dare maggiore scientificità e completezza all’oggetto di studio vengono organizzati, in parallelo, dibattiti, lezioni e seminari. Alla scadenza di ogni anno accademico, conferenze, mostre e pubblicazioni presentano il lavoro e i risultati cui si è giunti. Per questo primo anno, in via sperimentale, il progetto è stato avviato per il settore scientifico-disciplinare “Ingegneria civile e Architettura”, con il tema: Il Palazzo delle Biblioteche: Teoria, Storia e Progetto. Ipotesi per il Campus Universitario di Bari. Il documento esposto, che si pone come premessa al tema d’anno del Progetto T.E.S.I. 2007.2008, sezione “Ingegneria Civile e Architettura”, illustra il luogo e la storia del Campus di Bari, area in cui si ipotizza la realizzazione del Palazzo delle Biblioteche. Lo scopo è quello di fornire le basi e le direttive comuni di lavoro agli studenti laureandi che intendono partecipare all’iniziativa. La struttura pluriforme del dossier corrisponde, in effetti, al campionario morfologico dell’intera area universitaria che è stato necessario restituire per raggiungere l’obiettivo di aprire un discorso propedeutico alla pratica teorica, storica e progettuale. Composto da 14 schede tematiche fornisce, da un lato un quadro completo degli edifici, delle strutture, delle proprietà e del patrimonio del Campus e dall’altro un ampio panorama degli avvenimenti che ne hanno segnato la storia, finora poco esplorata ma significativa per le implicazioni nella cultura della città di Bari e della sua Università. Il vero e proprio corpus iconografico del volume è rappresentato dalle schede analitiche. A partire dalle descrizioni degli edifici presenti nell’area universitaria, si sono analizzate le Biblioteche, i Musei e le Collezioni in essi presenti. Una scheda raccoglie i dati e fornisce le caratteristiche di ogni area di progetto. Tre schede sono dedicate alla conoscenza dei fatti attraverso lo studio delle fonti, per mezzo di una relazione storico-critica, di una cronologia degli avvenimenti, di una selezione di estratti che, dagli anni ’30 ad oggi, antologizzano le vicende più importanti. Alcuni estratti presentano un taglio analitico e descrittivo, mentre altri più celebrativo e occasionale; inoltre per agevolarne la lettura si è deciso di ordinarli cronologicamente. Il documento si conclude con una bibliografia suddivisa per parti tematiche, ognuna delle quali compilata secondo l’anno di pubblicazione.

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