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Scheda Evento

Progettare scuole insieme

Mostra laboratorio

SALONI DEL FORTE DI FORTEZZA, BRESSANONE (BOLZANO), dal 28/10/2017 al 01/04/2018
  • Ente OrganizzatoreFacoltà di scienze della formazione dell’Università di Bolzano, in collaborazione con la rete 'Spazio & Apprendimento'

Progettare una scuola è molto di più che pianificare la nascita di un edificio. Significa progettare per un futuro in cui si specchia la comunità cittadina o paesana, immaginare un luogo di incontro e di scambio per le generazioni che verranno, significa in fondo pensare compiutamente a quale ruolo giocherà la scuola nella vita delle persone, coinvolgendo insieme alle riflessioni pedagogico-didattiche una lettura politica, sociale, economica, culturale. È ormai da tempo che si studiano modalità per superare l’approccio top down nella costruzione di edifici pubblici, dall’amministrazione all’utente, dall’architetto al futuro inquilino. A queste si accompagnano proposte che rinforzano il concetto di partecipazione attiva e che poggiano sul coinvolgimento responsabile e ponderato dei vari attori che gravitano intorno alla scuola al processo che porta alla nascita della scuola.

In Alto Adige, secondo le Direttive per l’Edilizia Scolastica del 2010, le scuole sottoposte a piani di ristrutturazione o nuova edificazione devono dotarsi di un documento, il progetto organizzativo ad indirizzo pedagogico-culturale, più brevemente chiamato “concetto pedagogico”, che indichi in modo chiaro cosa si intende fare nella struttura, come si vuole abitarla e di cosa si ha bisogno per attuare questi propositi. Questo documento, approvato dalle intendenze scolastiche, è parte integrante della documentazione necessaria per fare partire il percorso progettuale. Attualmente, con il supporto attivo della rete interistituzionale altoatesina Spazio&Apprendimento, che raccoglie intorno a un tavolo tutte le istituzioni che gravitano intorno alla scuola, in Alto Adige sono stati realizzati diversi percorsi di progettazione condivisa. Anche nel resto d’Italia nascono progetti che intendono anteporre il processo pedagogico a quello architettonico. In Sardegna con ISCOLA, a Torino con il progetto TorinoFaScuola promosso dalla Fondazione Agnelli e dalla Compagnia S.Paolo, in tutta Italia con il concorso #scuoleinnovative promosso dal MIUR, oltre che con le iniziative di Avanguardie Educative del gruppo Indire, nasce una nuova sensibilità dell’universo pedagogico sulla necessità di maturare identità e appropriazione sullo spazio educativo, sviluppando processi condivisi per “dare forma” pedagogica agli spazi. Le scuole e la committenza spesso non sono preparate per rispondere a questo compito e cercano supporto per la definizione di questo documento. Chiedono delucidazioni sulle potenzialità della progettazione condivisa e i vantaggi che questa porta con sé.


La mostra laboratorio intende offrire un possibile metodo e strumento di lavoro alla comunità scolastica, ai progettisti e alla committenza per progettare in modo coerente e unitario il concetto della scuola come progetto culturale insieme. Attraversando dieci sale i visitatori saranno guidati in una sorta di PARCOUR, un percorso esperienziale alla ricerca di nuove idee per la scuola e delle migliori proposte per trasformare le idee in spazi.
 

Il percorso è infatti aperto a progettisti, alle Amministrazioni, alla comunità scolastica ( docenti e alunni) e intende offrire un possibile metodo e strumento di lavoro per progettare in modo coerente e unitario il concetto della scuola come progetto culturale insieme. Le scuole e la committenza spesso non sono preparate a questo nuovo approccio, chiedono delucidazioni sulle potenzialità della progettazione condivisa e i vantaggi che questa porta con sé. I visitatori saranno quindi guidati attraverso dieci sale in un percorso esperienziale alla ricerca di nuove idee per la scuola e delle migliori proposte per trasformare le idee in spazi.

"Siamo disponibili per visite guidate e giornate di workshop sul tema gratuite, cosa non usuale al giorno d’oggi: vogliamo davvero offrire  l’occasione di fare questa esperienza della fase zero, il punto di partenza per ragionare su un nuovo modo di fare scuole insieme, tra pedagogia, architettura e design", ci dice Beate Weyland, docente della Facoltà di Scienze della Formazione dell'Università di Bolzano, componente della direzione scientifica e curatrice della mostra con Kuno Prey e Paolo Bellenzier. 

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