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Il Forum di Edilportale

calcolo prescrizione reato abuso edilizio

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umberto
9 Set 2010, 17:49

salve.
qualcuno saprebbe dirmi i tempi per la prescrizione del reato (penale) di abuso edilizio? Da quello che ho capito io la prescizione inizia a decorrere dal termine della condotta illecita (sequestro preventivo, conclusione dei lavori) però non riesco a capire quale siano i tempi.
In particoalre visto che l'abuso è stato commesso mentre entrava in vigore la legge 251/05 (ex Cirielli) quindi il reato è stato commesso prima, durante e dopo: quale regime si applica (3+4,5 anni oppure 4+5.5 anni)?.
Saluti a tutti e ringrazio anticipatamente chi vorrà darmi una mano a riolvere l'enigma.
   
Gildo
9 Set 2010, 19:55

nel caso in cui abbia commesso l'abuso in zona non vincolata la prescrizione è di tre anni, in caso sia stato commesso in zona vincolata -centro storico-paesaggistico ecc. la prescrizione è di quattro anni e mezzo-dalla data in cui sia stato eseguito l'ultimo lavoro o messo l'ultimo mattone o finito l'immobile.
saluti .
   
umberto
10 Set 2010, 17:22

Scrive in risposta al messaggio scritto dall'utente Gildo il 9 Set 2010, 19:55 (Chiudi Messaggio)
> nel caso in cui abbia commesso l'abuso in zona non vincolata la prescrizione
> è di tre anni, in caso sia stato commesso in zona vincolata -centro
> storico-paesaggistico ecc. la prescrizione è di quattro anni e mezzo-dalla
> data in cui sia stato eseguito l'ultimo lavoro o messo l'ultimo
> mattone o finito l'immobile.
> saluti .
>


Prima di tutto Ti ringrazio per la risposta. Quindi per capire, dato che l'abuso edilizio è iniziato prima dell'entrata in vigore della legge 251/05 (ex Cirielli) e concluso dopo ,il tempo minimo necessario a prescrivere è 3 anni anzichè 4 (l'area non è vincolata). Avresti qualche riferimento di qualche sentenza? Il mio avvocato non è molto convinto della cosa. Lui dice che, essendo il reato di abuso edilizio un reato continuato, la consumazione del reato si ha quando i lavori vengono ultimati (o blocati da un provvedimento di sequestro dell'immobile). Saluti.
   
Gildo
11 Set 2010, 08:21


   
umberto
11 Set 2010, 10:02

Scrive in risposta al messaggio scritto dall'utente Gildo il 11 Set 2010, 08:21 (Chiudi Messaggio)
>
>


?
   
umberto
11 Set 2010, 15:34

Scrive in risposta al messaggio scritto dall'utente Gildo il 11 Set 2010, 08:21 (Chiudi Messaggio)
>
>


Gildo, volevi darmi qualche altro cosiglio?
saluti.
   
Gildo
12 Set 2010, 22:19

caro Umberto,non conosco bene il tuo caso, tieni presente che la prescrizione parte dal giorno dell'accertamento, nel caso in cui siano stati trovati gli operai che vi stavano lavorando è chiaro che il reato era ancora in corso.Diverso è il caso in cui i lavori siano finiti o comunque fermi da anni. in questo caso sono utili testimoni che in tutti i casi hai il diritto che vengano sentiti dalla P.L. che ha rilevato l'abuso. In centinaia di casi che ho personalmente trattato il P.M. in sede di udienza ha sempre dichiarato prescritto il reato, in alcuni casi gli indagati hanno presentato fotografie con le date impresse compresi i testi che testimoniavano a loro favore.Attualmente ti posso dire che la Procura di Ca dove lavoro procede ad emettere decreto penale di condanna x gli abusi edilizi ove non sia presente vincolo. saluti se ha bisogno sono disponibile ad altri chiarimenti.
   
umberto
12 Set 2010, 23:35

Il fatto che la prescrizione parta dal momento dell'accertamento o dalla conclusione dei lavori sono d'accordo. Nel mio caso dato che l'accertamento è avvento dopo l'entrata in vigore della legge 251/05 e per la precisione il 10/05/2006, volevo capire se si potevano applicare i termini di prescrizione vigenti prima dell'entrata in vigore della legge 251/05 in quanto più favorevoli. Questo perchè il reato di abuso è iniziato ad aprile 2004 e concluso appunto il 10/05/2006 con il sequestro dell'immobile. Ho letto che l'abuso edilizio è un reato continuato e quindi se si applicasse la cosiddetta "favor rei" la prescrizione minima sarebbe di 3 anni e non di 4 come prevede appunto la ex Cirielli. Avresti qualche sentenza con la quale hanno già affrontato/chiarito il probelma?
Attendendo una tua risposta Ti ringrazio per l'attenzione che mi dedichi .
Cordiali saluti.
   
umberto
13 Set 2010, 23:01

Scrive in risposta al messaggio scritto dall'utente Gildo il 12 Set 2010, 22:19 (Chiudi Messaggio)
> caro Umberto,non conosco bene il tuo caso, tieni presente che la prescrizione
> parte dal giorno dell'accertamento, nel caso in cui siano stati
> trovati gli operai che vi stavano lavorando è chiaro che il reato era
> ancora in corso.Diverso è il caso in cui i lavori siano finiti o comunque
> fermi da anni. in questo caso sono utili testimoni che in tutti
> i casi hai il diritto che vengano sentiti dalla P.L. che ha rilevato l'abuso.
> In centinaia di casi che ho personalmente trattato il P.M. in
> sede di udienza ha sempre dichiarato prescritto il reato, in alcuni casi
> gli indagati hanno presentato fotografie con le date impresse compresi
> i testi che testimoniavano a loro favore.Attualmente ti posso dire
> che la Procura di Ca dove lavoro procede ad emettere decreto penale di
> condanna x gli abusi edilizi ove non sia presente vincolo. saluti se
> ha bisogno sono disponibile ad altri chiarimenti.
>


Gildo, hai per caso una risposta al mio ultimo quesiti?
saluti.
   
umberto
20 Set 2010, 10:29

Scrive in risposta al messaggio scritto dall'utente umberto il 12 Set 2010, 23:35 (Chiudi Messaggio)
> Il fatto che la prescrizione parta dal momento dell'accertamento o dalla
> conclusione dei lavori sono d'accordo. Nel mio caso dato che l'accertamento
> è avvento dopo l'entrata in vigore della legge 251/05 e per la
> precisione il 10/05/2006, volevo capire se si potevano applicare i termini
> di prescrizione vigenti prima dell'entrata in vigore della legge
> 251/05 in quanto più favorevoli. Questo perchè il reato di abuso è iniziato
> ad aprile 2004 e concluso appunto il 10/05/2006 con il sequestro
> dell'immobile. Ho letto che l'abuso edilizio è un reato continuato
> e quindi se si applicasse la cosiddetta "favor rei" la prescrizione minima
> sarebbe di 3 anni e non di 4 come prevede appunto la ex Cirielli.
> Avresti qualche sentenza con la quale hanno già affrontato/chiarito il
> probelma?
> Attendendo una tua risposta Ti ringrazio per l'attenzione
> che mi dedichi .
> Cordiali saluti.


Salve a tutti.
Nessun'altro può darmi qualche consiglio utile?
saluti.
   
carlo
5 Ott 2011, 23:02

Scrive in risposta al messaggio scritto dall'utente Gildo il 12 Set 2010, 22:19 (Chiudi Messaggio)
> caro Umberto,non conosco bene il tuo caso, tieni presente che la prescrizione
> parte dal giorno dell'accertamento, nel caso in cui siano stati
> trovati gli operai che vi stavano lavorando è chiaro che il reato era
> ancora in corso.Diverso è il caso in cui i lavori siano finiti o comunque
> fermi da anni. in questo caso sono utili testimoni che in tutti
> i casi hai il diritto che vengano sentiti dalla P.L. che ha rilevato l'abuso.
> In centinaia di casi che ho personalmente trattato il P.M. in
> sede di udienza ha sempre dichiarato prescritto il reato, in alcuni casi
> gli indagati hanno presentato fotografie con le date impresse compresi
> i testi che testimoniavano a loro favore.Attualmente ti posso dire
> che la Procura di Ca dove lavoro procede ad emettere decreto penale di
> condanna x gli abusi edilizi ove non sia presente vincolo. saluti se
> ha bisogno sono disponibile ad altri chiarimenti.
>



caro gildo, siccome parli proprio di ca, la città dove abito, ti chiedo:
sono stati fatti lavori abusivi (terrazza verandata) ma non c'è stato nessun accertamento nè tantomeno sanatoria, ma e i lavori abusivi sono finiti prima del 1987 (c'è documentazione fotografica), l'abuso cade in prescrizione? come bisogna comportarsi con il comune?
grazie se mi puoi dare chiarimenti.
   
gildo
13 Ott 2011, 21:51

Scrive in risposta al messaggio scritto dall'utente carlo il 5 Ott 2011, 23:02 (Chiudi Messaggio)
>
> caro gildo, siccome parli proprio di ca, la città dove abito, ti chiedo:
> sono
> stati fatti lavori abusivi (terrazza verandata) ma non c'è
> stato nessun accertamento nè tantomeno sanatoria, ma e i lavori abusivi
> sono finiti prima del 1987 (c'è documentazione fotografica), l'abuso
> cade in prescrizione? come bisogna comportarsi con il comune?
> grazie
> se mi puoi dare chiarimenti.




caro carlo, il reato penale si prescrive , ma l’illecito amministrativo rimane, nel caso tuo la veranda fa superficie coperta per cui aumenta la superficie del lotto, di conseguenza rientra nella contravvenzione di cui all’art.44 lett.b del d.p.r.380/01 a meno ché non siamo in centro storico o altro. potresti essere scoperto solamente nel caso di vendita dell’immobile, in quanto il notaio ha bisogno di verificare se non vi siano abusi, oppure come sta succedendo in tutto il territorio , che l’agenzia del territorio verifica gli accatastamenti e li confronta con le ultime aerofotogrammetrie ( visibili anche su sardegna territorio) e ti manda a casa l’avviso d’accatastamento, nel caso non provvedi lo fanno loro d’ufficio a tue spese ( 2.500 €). il consiglio che posso darti è di stare tranquillo, nel caso in cui qualcuno ti denunci il reato è prescritto, rimane in piedi solo l’amministrativo che dovresti cercare di sanare in qualche modo anche approfittando della l.r. n° 4 (cosi detta piano casa che non costa molto ) dichiarando che intendi realizzare ciò che hai, naturalmente lo devi demolire prima di fare una dichiarazione mendace. saluti gildo


" carlo " >ni...@gmail.com< in data 5 ott 2011, 23.02 ha scritto:

> caro gildo, siccome parli proprio di ca, la città dove abito, ti chiedo: sono stati
> fatti lavori abusivi (terrazza verandata) ma non c'è
> stato nessun accertamento nè tantomeno sanatoria, ma e i lavori abusivi
> sono finiti prima del 1987 (c'è documentazione fotografica), l'abuso
> cade in prescrizione? come bisogna comportarsi con il comune?
> grazie se mi puoi dare chiarimenti.
   
marco
18 Nov 2011, 10:12

salve.non riesco ad arrivare ad una soluzione per il mio problema.
nel 1980 i miei genitori hanno comperato una stalla,che è poi stata trasformata in abitazione,con progetto permessi e abitabilità tutti regolari.
io nel mese di settembre 2011,ho cominciato dei lavori di manutenzione ordinaria,imbiancatura esterna,e rivestimenti di bagni e cucina.
sono venuti dei tecnici del comune a fare un controllo,e mi hanno detto che lamia casa dal 1995 era sottoposta a vincolo.controllando l'interno della casa hanno notato delle differenze rispetto al disegno che avevano(era ancora la stalla per loro),io sono andato dal geometra che aveva fato i lavori nel 1980 e lui aveva dei disegni della casa diversi da come in realtà è,perchè dice che una volta si faceva un po' alla buona che una parete in più o i meno era uguale,e anche l'altezza di 2.70m non c'è.
nel 2000 la casa è stata accatastata come è adesso con disegni che rispecchiano lo stato attuale delle cose pareti finestre scala (nel disegno del 1980 del geometra c'erano queste diversità).
ora premesso che non sono state fatte modifiche dal 1980 ma è stata colpa del geometra che non ha presentato i disegni corretti e non ha controllato l'altezza della casa,cosa devo fare?
è andato tutto in prescrizione?
grazie




" umberto " >um...@amengineering.it< in data 9 set 2010, 17:49 ha scritto:

> salve. qualcuno saprebbe dirmi i tempi per la prescrizione del reato (penale)
> di abuso edilizio? da quello che ho capito io la prescizione
> inizia a decorrere dal termine della condotta illecita (sequestro preventivo,
> conclusione dei lavori) però non riesco a capire quale
> siano i tempi. in particoalre visto che l'abuso è stato commesso mentre
> entrava in vigore la legge 251/05 (ex cirielli) quindi il reato è stato
> commesso prima, durante e dopo: quale regime si applica (3+4,5
> anni oppure 4+5.5 anni)?. saluti a tutti e ringrazio anticipatamente
> chi vorrà darmi una mano a riolvere l'enigma.
   
Robby
18 Nov 2011, 12:33

salve
premetto che dalla descrizione è molto difficile inquadrare il problema, non per sua mancanza ma perchè la delicatezza del caso necessita di una visione diretta sia dei luoghi sia dei documenti prima di esprimere qualsiasi parere.
in linea generale comunque immagino che i permessi del 1980 che lei considera regolari in realtà non lo siano completamente, in quanto la regolarità del permesso non è il semplice attestato ma la coincidenza degli elaborati progettuali allegati con lo stato reale dei luoghi
se come dice i disegni approvati sono difformi il permesso regolarizza quei disegni e non lo stato effettivo dei luoghi.
da come descrive il fatto temo che occorra una sanatoria (se possibile) per regolarizzare le difformità (reali) non indicate nello stato legittimato (disegni approvati)
se da come descrive si tratta di semplici pareti su un cambio d'uso approvato direi che non dovrebbero esserci problemi (per il vincolo) e nemmeno i costi sono proibitivi.
relativamente alla eventuale negligenza del tecnico è teoricamente possibile in quanto responsabile dell'incarico da lui eseguito (e pagato) ma in pratica può presentare difficoltà.
in primis la dimostrazione che sia stata una sua negligenza (sicuramente per difendersi dirà che le pareti sono state eseguite dopo (facendo forza che sarebbero emerse al momento dell'agibilità).
in secondo luogo le denunce per danni (ovviamente possibili) potrebbero costare più che il danno stesso.
penso sia saggio prima della strada dura vedere se possibile una sanatoria e i costi e vedere se possa valere la pena la strada della denuncia per il recupero dei danni.
qualora emergessero prove (dimostrabili) della negligenza del tecnico darei quanto meno avviso al suo albo professionale, non ha effetti positivi per il suo caso ma lui dovrebbe (rare volte succede però) incorrere in sanzioni disciplinari evitando in tal modo che queste superficialità si ripetano
cordialmente
   
marco
20 Nov 2011, 16:49

Scrive in risposta al messaggio scritto dall'utente Robby il 18 Nov 2011, 12:33 (Chiudi Messaggio)
> salve
> premetto che dalla descrizione è molto difficile inquadrare il
> problema, non per sua mancanza ma perchè la delicatezza del caso necessita
> di una visione diretta sia dei luoghi sia dei documenti prima di
> esprimere qualsiasi parere.
> in linea generale comunque immagino che i
> permessi del 1980 che lei considera regolari in realtà non lo siano completamente,
> in quanto la regolarità del permesso non è il semplice attestato
> ma la coincidenza degli elaborati progettuali allegati con lo
> stato reale dei luoghi
> se come dice i disegni approvati sono difformi
> il permesso regolarizza quei disegni e non lo stato effettivo dei luoghi.
> da
> come descrive il fatto temo che occorra una sanatoria (se possibile)
> per regolarizzare le difformità (reali) non indicate nello stato
> legittimato (disegni approvati)
> se da come descrive si tratta di
> semplici pareti su un cambio d'uso approvato direi che non dovrebbero
> esserci problemi (per il vincolo) e nemmeno i costi sono proibitivi.
> relativamente
> alla eventuale negligenza del tecnico è teoricamente possibile
> in quanto responsabile dell'incarico da lui eseguito (e pagato)
> ma in pratica può presentare difficoltà.
> in primis la dimostrazione
> che sia stata una sua negligenza (sicuramente per difendersi dirà che
> le pareti sono state eseguite dopo (facendo forza che sarebbero emerse
> al momento dell'agibilità).
> in secondo luogo le denunce per danni (ovviamente
> possibili) potrebbero costare più che il danno stesso.
> penso
> sia saggio prima della strada dura vedere se possibile una sanatoria
> e i costi e vedere se possa valere la pena la strada della denuncia per
> il recupero dei danni.
> qualora emergessero prove (dimostrabili) della
> negligenza del tecnico darei quanto meno avviso al suo albo professionale,
> non ha effetti positivi per il suo caso ma lui dovrebbe (rare
> volte succede però) incorrere in sanzioni disciplinari evitando in tal
> modo che queste superficialità si ripetano
> cordialmente



grazie,capisco la difficoltà nel rispondere non avendo spiegato bene il problema.
ma la prescrizione è attuabile?dato che il progetto consegnato al catasto è del 2000?
quindi dal 2000 ad oggi non ci sono stati cambiamenti.
e ancora,il geometra mi dice che mancando anche l'altezza minima di 2,70 metri è possibile dover smantellare il pavimento in marmoe scavare per recuperare centimetri,c'è una tolleranza minima?
e poi unaltra cosa è inconcepibile per me.
sul sito del comune ci sono le cartine del nuovo p.s.c. che entrerà i vigore tra pochi mesi e su cui la mia casa non è più sottoposta a vincolo,mentre con il vecchio p.r.g. il vncolo permane,significa che per un cavillo di pochi mesi io devo essere vessato per poi perdere anche il valore aggiunto che la casa avrebbe come bene vincolato?
mi sembra di vivere un incubo.
vi ringrazio di nuovo,in attesa di risposte.



" robby " >r...@infinito.it< in data 18 nov 2011, 12:33 ha scritto:

> salve premetto che dalla descrizione è molto difficile inquadrare il problema,
> non per sua mancanza ma perchè la delicatezza del caso necessita
> di una visione diretta sia dei luoghi sia dei documenti prima
> di esprimere qualsiasi parere. in linea generale comunque immagino
> che i permessi del 1980 che lei considera regolari in realtà non lo siano completamente,
> in quanto la regolarità del permesso non è il semplice
> attestato ma la coincidenza degli elaborati progettuali
> allegati con lo stato reale dei luoghi se come dice i disegni approvati
> sono difformi il permesso regolarizza quei disegni e non lo stato effettivo
> dei luoghi. da come descrive il fatto temo che occorra una sanatoria
> (se possibile) per regolarizzare le difformità (reali)
> non indicate nello stato legittimato (disegni approvati) se da
> come descrive si tratta di semplici pareti su un cambio d'uso approvato
> direi che non dovrebbero esserci problemi (per il vincolo) e nemmeno i costi
> sono proibitivi. relativamente alla eventuale negligenza del
> tecnico è teoricamente possibile in quanto responsabile dell'incarico
> da lui eseguito (e pagato) ma in pratica può presentare
> difficoltà. in primis la dimostrazione che sia stata una sua negligenza
> (sicuramente per difendersi dirà che le pareti sono state eseguite
> dopo (facendo forza che sarebbero emerse al momento dell'agibilità). in
> secondo luogo le denunce per danni (ovviamente possibili)
> potrebbero costare più che il danno stesso. penso sia saggio prima
> della strada dura vedere se possibile una sanatoria e i costi e vedere
> se possa valere la pena la strada della denuncia per il recupero
> dei danni. qualora emergessero prove (dimostrabili) della negligenza del
> tecnico darei quanto meno avviso al suo albo professionale,
> non ha effetti positivi per il suo caso ma lui dovrebbe (rare volte
> succede però) incorrere in sanzioni disciplinari evitando in tal modo che queste superficialità si ripetano cordialmente
   
Robby
21 Nov 2011, 09:04

salve
purtroppo non mi risultano prescrizioni, a meno che non siano previte nelle leggi della sua regione (ma dubito) qui in emilia non ne sono a conoscenza
col condono dell'85 si sanarono abusi fin dal 1942, invocammo anche in quel periodo una prescrizione poichè in molti casi erano costruzioni realizzate nell'immediato dopoguerra ma la motivazione fu che la prescrizione non si forma poichè l'opera abusiva permane, ed il reato si rinnova ogni giorno (incredibile ma fu quella la motivazione)
per quanto riguarda i pochi mesi, capisco poco poichè per evitarlo (dal momento che mi scrive stia decadendo) basta presentare la domanda una volta entrato in vigore il nuovo strumento urbanistico.
rimane il problema della conformità alle norme dell'epoca in cui fu realizzata l'opera difforme che penso possa essere superato in quanto c'è tendenza della magistratura a soprassedere su questa conformità e si fa strada l'idea che sia necessaria una sola conformità.
capisco benissimo il suo stato, l'ho visto centinaia di volte nei miei clienti durante i tre precedenti condoni ed anche nelle sanatoria che molte volte sono costretto ad eseguire anche per la chiusura di una sola porta o una finestra spostata di 20-30 cm, e tutto con quel terrorismo psicologico che fa la tv spacciano 'chi ha qualcosa di abusivo come un assassino quando molte volte ha solo un tramezzo interno spostato di qualche centimetro, che molte volte non ha commesso neppure lui ma il costruttore o il precedente proprietario, ma viene trattato come il responsabile di tutti i mali.
cordialmente
   
marco
21 Nov 2011, 09:46

Scrive in risposta al messaggio scritto dall'utente Robby il 21 Nov 2011, 09:04 (Chiudi Messaggio)
> salve
> purtroppo non mi risultano prescrizioni, a meno che non siano
> previte nelle leggi della sua regione (ma dubito) qui in emilia non ne
> sono a conoscenza
> col condono dell'85 si sanarono abusi fin dal 1942,
> invocammo anche in quel periodo una prescrizione poichè in molti casi
> erano costruzioni realizzate nell'immediato dopoguerra ma la motivazione
> fu che la prescrizione non si forma poichè l'opera abusiva permane,
> ed il reato si rinnova ogni giorno (incredibile ma fu quella la motivazione)
> per
> quanto riguarda i pochi mesi, capisco poco poichè per evitarlo
> (dal momento che mi scrive stia decadendo) basta presentare la
> domanda una volta entrato in vigore il nuovo strumento urbanistico.
> rimane
> il problema della conformità alle norme dell'epoca in cui fu realizzata
> l'opera difforme che penso possa essere superato in quanto c'è
> tendenza della magistratura a soprassedere su questa conformità e si
> fa strada l'idea che sia necessaria una sola conformità.
> capisco benissimo
> il suo stato, l'ho visto centinaia di volte nei miei clienti durante
> i tre precedenti condoni ed anche nelle sanatoria che molte volte
> sono costretto ad eseguire anche per la chiusura di una sola porta o
> una finestra spostata di 20-30 cm, e tutto con quel terrorismo psicologico
> che fa la tv spacciano 'chi ha qualcosa di abusivo come un assassino
> quando molte volte ha solo un tramezzo interno spostato di qualche
> centimetro, che molte volte non ha commesso neppure lui ma il costruttore
> o il precedente proprietario, ma viene trattato come il responsabile
> di tutti i mali.
> cordialmente



grazie per le parole di conforto.
c'è almeno un'idea di quello che può essere la sanzione?
dato che il livello di vincolo è il più basso si può ipotizzare una sanzione clemente oppure sia che si tratti di un castello o di una stalla l'ammenda è uguale.
cioè io ho visto che le multe vanno da 500 a 50000 euro oltre all'arresto,ma è a discrezione del giudice oppure per cose meno gravi c'è un metodo e per più gravi un'altro?
nel senso che non ho costruito un grattacielo sopra la " domus aurea " ,ma risultano delle difformità in un progetto riguardante una ex stalla.
ringrazio di nuovo
ah!la regione è emilia romagna provincia di rimini



" robby " >r...@infinito.it< in data 21 nov 2011, 09:04 ha scritto:

> salve purtroppo non mi risultano prescrizioni, a meno che non siano previte
> nelle leggi della sua regione (ma dubito) qui in emilia non ne
> sono a conoscenza col condono dell'85 si sanarono abusi fin dal 1942,
> invocammo anche in quel periodo una prescrizione poichè in molti
> casi erano costruzioni realizzate nell'immediato dopoguerra ma la motivazione
> fu che la prescrizione non si forma poichè l'opera abusiva
> permane, ed il reato si rinnova ogni giorno (incredibile ma fu quella la motivazione)
> per quanto riguarda i pochi mesi, capisco poco poichè
> per evitarlo (dal momento che mi scrive stia decadendo)
> basta presentare la domanda una volta entrato in vigore il nuovo strumento
> urbanistico. rimane il problema della conformità alle norme dell'epoca
> in cui fu realizzata l'opera difforme che penso possa essere
> superato in quanto c'è tendenza della magistratura a soprassedere
> su questa conformità e si fa strada l'idea che sia necessaria una sola
> conformità. capisco benissimo il suo stato, l'ho visto centinaia
> di volte nei miei clienti durante i tre precedenti condoni ed
> anche nelle sanatoria che molte volte sono costretto ad eseguire
> anche per la chiusura di una sola porta o una finestra spostata di 20-30
> cm, e tutto con quel terrorismo psicologico che fa la tv spacciano
> 'chi ha qualcosa di abusivo come un assassino quando molte volte
> ha solo un tramezzo interno spostato di qualche centimetro, che molte
> volte non ha commesso neppure lui ma il costruttore o il precedente
> proprietario, ma viene trattato come il responsabile di tutti i mali. cordialmente
   
Robby
21 Nov 2011, 15:38

salve
come le ho detto nella mia prima risposta occorre verificare la situazione e vedere le difformità, quindi non si può fare un conteggio.
vado a intuito ed esperienza (ma ben chiaro è solo un idea)
da come scrive mi pare di capire si tratti di variazioni durante i lavori, e non sostanziali visto che il tecnico ha detto che una volta non si regolarizzavano.
questo modo di operare (avveniva anche qui) pur non regolare veniva tollerato per abusi minori, addirittura molti tecnici ritenevano che si potessero sanare col semplice accatastamento e non presentavano le varianti
non mi sembra che ci sia un mutamento d'uso, poiché da quel che leggo è stato regolarizzato dalla richiesta passata.
non mi pare che ci siano maggiorazioni di superfici (queste vanno pagate a misura)
mi pare di capire che le difformità siano di minore entità e in genere vengono pagate a forfait
magari se la cava con il minimo di 500 euro.
penso che sarebbe saggio sentire un tecnico che sarà più preciso, poichè ci sono anche molte scappatoie per diminuirla (molte multe dipendono dal modo in cui si imposta la richiesta)
un trucco, fare emergere l'esecuzione delle difformità nel 2010, potrebbe includersi nella nuova norma di opere che prevede una muta di soli 256 euro (ma non contiamoci troppo)
ma ripeto sono cose che vanno verificare direttamente dal confronto dei progetti con lo stato reale.
un consiglio non si senta in colpa, non ha rubato il pane ad un bambino ha solo fatto lavori per migliorare la sua casa e lasci perdere le sciocchezze che dicono in tv che trattano tutti gli abusi come se avessero demolito il colosseo.
cordialmente

   
Robby
21 Nov 2011, 15:56

salve
mi perdoni la lungaggine ma visto che siamo tutti due in emilia-romagna
per farsi un idea può consultare la legge regionale n 23 del 2004 è quella che usiamo per le sanatorie.
in particolare l'art. 17 tratta l'accertamento di conformità che mi pare sia il suo caso.
in essa può avere un idea delle sanzioni in relazione alla gravità dell'abuso.
la cifra che lei mi ha scritto è proprio quella per abusi minori (ammesso, come penso, che il suo lo sia)
i 500 euro minimi sono proprio previsti in quell'articolo e la cifra da lei riportata non è 50.000 ma soli 5.000 ed è un massimo.
questa viene valutata a seconda dell'aumento di valore che ha subito l'immobile a seguito delle opere abusive.
da come mi descrive il suo mi pare proprio molto basso per questo che penso (sempre salvo verifica) al minimo di 500 euro.
unico problema che trovo è quello dell'altezza interna (che non avevo visto prima) che forse è un po più impegnativo e potrebbe vanificare tutti i discorsi l'altezza di 2,70 è la minima per poter considerare un vano abitabile (ma su cambi d'uso si riesce qualche volta a derogare, dipende da come è stato redatto il vecchio progetto)
per questo è necessario sentire un tecnico
quindi
cordialmente
   
marco
22 Nov 2011, 15:21

Scrive in risposta al messaggio scritto dall'utente Robby il 21 Nov 2011, 15:56 (Chiudi Messaggio)
> salve
> mi perdoni la lungaggine ma visto che siamo tutti due in emilia-romagna
> per
> farsi un idea può consultare la legge regionale n 23 del
> 2004 è quella che usiamo per le sanatorie.
> in particolare l'art. 17
> tratta l'accertamento di conformità che mi pare sia il suo caso.
> in essa
> può avere un idea delle sanzioni in relazione alla gravità dell'abuso.
> la
> cifra che lei mi ha scritto è proprio quella per abusi minori
> (ammesso, come penso, che il suo lo sia)
> i 500 euro minimi sono proprio
> previsti in quell'articolo e la cifra da lei riportata non è 50.000
> ma soli 5.000 ed è un massimo.
> questa viene valutata a seconda dell'aumento
> di valore che ha subito l'immobile a seguito delle opere abusive.
> da
> come mi descrive il suo mi pare proprio molto basso per questo
> che penso (sempre salvo verifica) al minimo di 500 euro.
> unico problema
> che trovo è quello dell'altezza interna (che non avevo visto prima)
> che forse è un po più impegnativo e potrebbe vanificare tutti i discorsi
> l'altezza di 2,70 è la minima per poter considerare un vano abitabile
> (ma su cambi d'uso si riesce qualche volta a derogare, dipende da
> come è stato redatto il vecchio progetto)
> per questo è necessario sentire
> un tecnico
> quindi
> cordialmente



la ringrazio di nuovo,è stato molto gentile,spero di poter risolvere a breve,anche perchè mi sarei dovuto sposare,ma senza casa non posso farlo.
una volta presentato il progetto con le varianti in sanatoria c'è un tempo approssimativo per vederle accettate dal comune?o come succede di solito il tempo va da una setimana a 10 anni?
grazie di nuovo



" robby " >r...@infinito.it< in data 21 nov 2011, 15:56 ha scritto:

> salve mi perdoni la lungaggine ma visto che siamo tutti due in emilia-romagna per farsi
> un idea può consultare la legge regionale n 23 del
> 2004 è quella che usiamo per le sanatorie. in particolare l'art.
> 17 tratta l'accertamento di conformità che mi pare sia il suo caso. in
> essa può avere un idea delle sanzioni in relazione alla gravità dell'abuso.
> la cifra che lei mi ha scritto è proprio quella per abusi
> minori (ammesso, come penso, che il suo lo sia) i 500 euro minimi sono
> proprio previsti in quell'articolo e la cifra da lei riportata
> non è 50.000 ma soli 5.000 ed è un massimo. questa viene valutata a seconda
> dell'aumento di valore che ha subito l'immobile a seguito delle
> opere abusive. da come mi descrive il suo mi pare proprio molto
> basso per questo che penso (sempre salvo verifica) al minimo di 500
> euro. unico problema che trovo è quello dell'altezza interna (che
> non avevo visto prima) che forse è un po più impegnativo e potrebbe
> vanificare tutti i discorsi l'altezza di 2,70 è la minima per poter
> considerare un vano abitabile (ma su cambi d'uso si riesce qualche
> volta a derogare, dipende da come è stato redatto il vecchio progetto)
> per questo è necessario sentire un tecnico quindi cordialmente
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