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Piano Sicurezza Cantiere; quando è obbligatorio ?

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claudio
6 Nov 2008, 16:12

Scrive in risposta al messaggio scritto dall'utente Maria il 15 Ott 2008, 08:06 (Chiudi Messaggio)
> per Gualtiero
>
> 1 domanda
> Se l'impresa che lavora sulla casa è un lavoratore
> autonomo e se si accolla tutti i lavori senza subappaltare nulla,
> lavorando da solo fino a completamento lavori
> In questa siutazione
> è ancora obbligatorio il PSC ?
>
> Se presente 1 o più lavoratori automoni
> = niente POS, niente PSC
> Art. 90 comma 3
> Art. 94 (non dice che
> serve il POS, come invece l'art. 96 lett. g) dice che serve)
>
> (attenzione
> intendo proprio lavoratore autonomo, non impresa dove al momento
> c'è uno solo lavoratore es. il titolare non ha ancora assunto nessuno)
>
>
> 2
> domanda
> la ditta che installa il ponteggio è inclusa o esclusa
> ai fini del PSC (domanda stupida ma voglio essere certo della risposta)
> E'
> sempre valido l'art. 90 comma 3 che indica che il PSC serve
> solo quando ci sono due imprese che lavorano anche non contemporaneamente:
> Nel caso di 1 lavoratore autonomo e di una impresa che monta e smonta
> il ponteggio non serve il PSC, ma serve il PIMUS.
> Il noleggio del
> ponteggio, compresa la mano d'opera per installarlo e rimuoverlo, è
> considerato un nolo a caldo, e in una circolare che ora non ricordo qual'è
> è stato chiarito che tutti i noli a caldo, vengono parificati ad
> impresa, quindi in caso di un nolo a caldo + una impresa, serve il PSC.
>
>


Domanda.
Mettiamo che si deve costruire una villetta di 100 mq. I lavori conferiti ad un'unica impresa che si assume l'onere di realizzarli fino al completo. Il committente e responsabile dei lavori ricevono le fatture solo da questa impresa. Quindi non predispongono il psc, non nominano il coordinatore, non fanno comunicazione asl. Al committente ed all'eventuale resp lavori sembra tutto ok.
Ma l'impresa nell'eseguire i lavori, nella sua organizzazione, si fa aiutare da altre imprese che fatturano a lei direttamente, (es elettricisti, foniture calcestruzzi, impianti vari, ponteggi etc). Ci vuole il psc? Secondo me no, perchè i lavori furono affidati ad unica impresa che li deve portare a termine, non penso che il proprietario abbia l'obbligo di verificare chi entra e chi esce dal cantiere.
   
Maria
6 Nov 2008, 16:32

Il responsbile dei lavori ed il direttore dei lavori sono tentuti a fare questi controlli e a riferire al committente che in cantiere ci sono altre imprese.

Inoltre è risaputo che i noli a caldo si parificano a seconda impresa.
Per quanto rigurada i fornitori questi non vengono computati, cioè non si considerano imprese che lavorano in cantiere (al contrario del nolo a caldo).

Poi la certificazione dell'esecuzione dell'impianto elettrico ed idraulico la fa chi effettivamente esegue i lavori e di solito, l'impresa edile non ha alle dipendenze elettricisti ed idraulici.

Inoltre ricordiamoci che il personale che lavora in cantiere deve esibire il cartellino di riconoscimento con l'indicazione dell'impresa per cui lavorano (è un obbligo di legge).

Inoltre spesso le varie imprese hanno sui loro automezzi il logo dell'impresa stessa.

In conclusione mi sembra quasi impossibile che il responsabile dei lavori non si accorga di nulla.
   
ma
6 Nov 2008, 22:53


Dopo circa 15 anni di discussioni, conferenze, seminari, proposte fatte sia dai governi di centro sinistra (Smuraglia) che da quelli di centro destra (Sacconi) si è arrivati a chiudere questo annoso problema di avere un unico testo sulla sicurezza sul lavoro.

L’elaborato da una parte semplifica alcune procedure ed adempimenti e dall’altra migliora alcune tra le principali norme sulla sicurezza.
Le vecchie norme degli anni 50, i DPR 547/164/303 vengono abrogati, anche il D. Lgs. 626/94 dopo circa 15 anni di vita viene abrogato. Il termine "626" resterà ancora in uso per molto tempo, non sarà facile abituarsi a dire decreto legislativo 81 del 2008, o Testo Unico sulla Sicurezza; lo possiamo chiamare TUS?
Anche la direttiva cantieri in Italia recepita con il D. Lgs. 494/96 è stata abrogata, così come il decreto sulla cartellonistica, sulle vibrazioni, ecc..
Bisogna dar merito al governo Prodi ed ai suoi ministri per l’impegno che hanno messo in campo, il testo è sicuramente perfezionabile, ma porta con se una serie di vantaggi, vediamo insieme alcuni aspetti positivi che il testo introduce e altri aspetti che dovranno essere approfonditi.

   
ma
6 Nov 2008, 22:55

Scrive in risposta al messaggio scritto dall'utente ma il 6 Nov 2008, 22:53 (Chiudi Messaggio)
>
> Dopo circa 15 anni di discussioni, conferenze, seminari, proposte fatte
> sia dai governi di centro sinistra (Smuraglia) che da quelli di centro
> destra (Sacconi) si è arrivati a chiudere questo annoso problema
> di avere un unico testo sulla sicurezza sul lavoro.
>
> L’elaborato da
> una parte semplifica alcune procedure ed adempimenti e dall’altra migliora
> alcune tra le principali norme sulla sicurezza.
> Le vecchie norme
> degli anni 50, i DPR 547/164/303 vengono abrogati, anche il D. Lgs. 626/94
> dopo circa 15 anni di vita viene abrogato. Il termine "626" resterà
> ancora in uso per molto tempo, non sarà facile abituarsi a dire decreto
> legislativo 81 del 2008, o Testo Unico sulla Sicurezza; lo possiamo
> chiamare TUS?
> Anche la direttiva cantieri in Italia recepita con
> il D. Lgs. 494/96 è stata abrogata, così come il decreto sulla cartellonistica,
> sulle vibrazioni, ecc..
> Bisogna dar merito al governo Prodi
> ed ai suoi ministri per l’impegno che hanno messo in campo, il testo
> è sicuramente perfezionabile, ma porta con se una serie di vantaggi, vediamo
> insieme alcuni aspetti positivi che il testo introduce e altri
> aspetti che dovranno essere approfonditi.
>
>




Aspetti positivi:

* avere a disposizione un unico testo sulla sicurezza;
* aver semplificato alcuni adempimenti, es. non più necessaria la nomina del RSPP tramite raccomandata e relative sanzioni;
* aver allargato la valutazione dei rischi a quelli legati allo stress da lavoro;
* aver normato la funzione dei preposti, prevedendo per questa figura apposito percorso formativo;
* aver rafforzato la formazione dei lavoratori, dei preposti, dei datori di lavoro che svolgono la funzione di RSPP, degli RLS;
* l’introduzione per via normativa della delega di funzione evitando il ricorso alla giurisprudenza per definire tale aspetto;
* il riconoscimento dei modelli organizzativi, quali strumenti per meglio contribuire al miglioramento continuo delle condizioni di sicurezza;
* aver preso in considerazione i lavoratori autonomi, e in ambito alla formazione, aver considerato anche i lavoratori più deboli (lavoratori stranieri);
* aver introdotto la possibilità, in caso di pericoli gravi ed imminenti, (anche se l’allegato I non è cosi chiaro) di sospendere l’attività di impresa, l’auspicio e che si vada verso una graduale selezione del mercato arginando sempre di più le imprese che praticano il dumping imprenditoriale;
* aver uniformato la cartella sanitaria del lavoratore predisposta dal Medico Competente;
* aver previsto la possibilità di gestire la documentazione attraverso strumenti informatici, riducendo la carta (si riducono i costi, basta pensare a quanta cellulosa si può risparmiare) inoltre si facilita lo scambio delle informazioni e internet diventa ancora di più un ottimo strumento di lavoro.
* L’introduzione di alcuni requisiti (vedi allegato XVII) che le imprese che operano nei cantieri temporanei e mobili devono avere;
* l’aggiornamento formativo per i Coordinatori della Sicurezza (40 ore ogni 5 anni) e l’aggiornamento formativo degli addetti alle emergenze, prevenzione incendi.
* La revisione del sistema delle sanzioni per le figure interessate;
* sono nulli i contratti di appalto, subappalto e somministrazione che non indichino espressamente i costi della sicurezza (art. 26);

   
ma
6 Nov 2008, 22:56



Aspetti problematici:

* l’aver affidato, nei cantieri temporanei e mobili, al progettista e al direttore dei lavori l’incarico di Responsabile dei Lavori non è scontato che tale scelta porti ad un miglioramento della sicurezza, in altre parole queste figure sono molto impegnate sui fronti del risparmio energetico, acustica, aspetti architettonici, strutturali, ......, siamo sicuri che possano investire anche in sicurezza?
* ancora nei cantieri temporanei e mobili si pone un problema interpretativo sul comma 11 dell’art. 90, vi sono n. 2 letture possibili:
Prima ipotesi:
nel privato, solo i lavori con permesso a costruire sono sottoposti alla nomina del coordinatore delle sicurezza, le pratiche edilizie in DIA (Denuncia di Inizio Attività) sono escluse?
Seconda ipotesi:
l’ultimo capoverso del comma 11 art. 90 rinvia all’art. 92 comma 2;
l’art. 92 comma 2 rinvia all’art. 90 comma 5;
l’art. 90 comma 5 rinvia a comma 4 il quale rinvia al comma 3;
Sembra, per i lavori privati in questa seconda ipotesi, che per le pratiche diverse dal Permesso a Costruire (quindi le DIA) in caso vi siano almeno due imprese si proceda alla nomina del solo coordinatore in esecuzione, il quale predisporrà il PSC, ecc., in questo modo si avrebbe la copertura come precedentemente garantita dal D. Lgs. 494/96.
Quale delle due ipotesi? Rimane il dubbio è necessario che quanto prima vi sia un chiarimento.
La comunicazione annuale (art. 18) dei nominativi degli RLS all’INAIL forse è troppo burocratica sarebbe stato meglio dire che la nomina dovrà essere aggiornata ad ogni cambiamento, e poi come fare queste nomine con una comunicazione via raccomandata? Che dati riportare?
   
manuela
13 Nov 2008, 16:34

Scrive in risposta al messaggio scritto dall'utente Maria il 15 Ott 2008, 08:06 (Chiudi Messaggio)
> per Gualtiero
>
> 1 domanda
> Se l'impresa che lavora sulla casa è un lavoratore
> autonomo e se si accolla tutti i lavori senza subappaltare nulla,
> lavorando da solo fino a completamento lavori
> In questa siutazione
> è ancora obbligatorio il PSC ?
>
> Se presente 1 o più lavoratori automoni
> = niente POS, niente PSC
> Art. 90 comma 3
> Art. 94 (non dice che
> serve il POS, come invece l'art. 96 lett. g) dice che serve)
>
> (attenzione
> intendo proprio lavoratore autonomo, non impresa dove al momento
> c'è uno solo lavoratore es. il titolare non ha ancora assunto nessuno)
>
>
> 2
> domanda
> la ditta che installa il ponteggio è inclusa o esclusa
> ai fini del PSC (domanda stupida ma voglio essere certo della risposta)
> E'
> sempre valido l'art. 90 comma 3 che indica che il PSC serve
> solo quando ci sono due imprese che lavorano anche non contemporaneamente:
> Nel caso di 1 lavoratore autonomo e di una impresa che monta e smonta
> il ponteggio non serve il PSC, ma serve il PIMUS.
> Il noleggio del
> ponteggio, compresa la mano d'opera per installarlo e rimuoverlo, è
> considerato un nolo a caldo, e in una circolare che ora non ricordo qual'è
> è stato chiarito che tutti i noli a caldo, vengono parificati ad
> impresa, quindi in caso di un nolo a caldo + una impresa, serve il PSC.
>
>



per Maria

1-che cos'è il PIMUS?????
2 - non ho capito: se ho un cantiere per istallazione rivestimento a cappotto per una palazzina bifamiliare isolata, con ponteggio che non occupa suolo pubblico e con un unica impresa, il PSC serve o no? il POS della mia impresa basta?
3- devo fare la notifica preliminare?
4- devo avere comunque il progetto del ponteggio?
   
poddo76
15 Nov 2008, 19:45

Scrive in risposta al messaggio scritto dall'utente Maria il 8 Ott 2008, 08:49 (Chiudi Messaggio)
> Buongiorno
> io sono CSE e vi chiarisco alcuni dubbi:
>
> Il POS va sempre
> fatto.
> Il PSC solo se nello stesso cantiere lavorano almeno due imprese
> anche non contemporaneamente.
> I 200 uomini giorno si prendono
> in considerazione solo per fare o non fare la comunicazione all'ASL.
> Nel
> pubblico il PSC in fase di progettazione va sempre fatto.
> Nel privato
> il PSC in fase di progettazione va fatto solo per le opere che necessitano
> di permesso di costruire.
>
> I lavoratori autonomi sono gli
> unici che non fanno il POS.
>
>
>
>







I 200 uomini giorno si prendono
> in considerazione solo per fare o non fare la comunicazione all'ASL.

Siamo sicuri che valga ancora il limite dei 200 uomini giorno per la comunicazione all'asl? Secondo l'articolo 99, la notifica preliminare (e quindi la comunicazione all'ASL) va fatta nei cantieri di cui all'art. 90 comma 3, cioè in presenza di più imprese (senza menzione dei 200 uomini giorno).
Grazie
   
Maria
17 Nov 2008, 10:12

Buongiorno

Dai vari convegni/corsi ecc. a cui ho partecipato, è emerso che la notifica preliminare va fatta quando in cantiere ci sono + di 200 uomini giorno (anche l'ASL concorda), di conseguenza ho adottato anch'io questo sistema, visto che non è un gran onere per me fare questa comunicazione, mi sono adeguata ai pareri di chi è più esperto di me.

Per quanto riguarda Manuela:
- il PIMUS è il piano di montaggio uso e smontaggio dei ponteggi, e lo deve preparare la ditta che monta il ponteggio;
- non ha importanza se il pnteggio è su suolo pubblico o meno, il PSC serve quando il ponteggio è un "nolo a caldo", cioè montato da un'altra impresa. (in merito a questo c'è una circolare ministeriale che chiarisce che per qualunque nolo a caldo, si considera l'impresa che fa questo lavoro come altra impresa, quindi entra nel conteggio del numero di imprese ai fini dell'obbligatorietà del PSC. Quindi impresa edile che fa il cappotto, + impresa di ponteggisti che monta il potenggio = 2 imprese = obbligo di PSC.
Il progetto del ponteggio, dipende dalle dimensioni dello stesso. (vedere normativa)
   
Gualtiero
29 Nov 2008, 18:34

Scrive in risposta al messaggio scritto dall'utente Maria il 17 Nov 2008, 10:12 (Chiudi Messaggio)
> Buongiorno
>
> Dai vari convegni/corsi ecc. a cui ho partecipato, è emerso
> che la notifica preliminare va fatta quando in cantiere ci sono +
> di 200 uomini giorno (anche l'ASL concorda), di conseguenza ho adottato
> anch'io questo sistema, visto che non è un gran onere per me fare questa
> comunicazione, mi sono adeguata ai pareri di chi è più esperto di
> me.
>
> Per quanto riguarda Manuela:
> - il PIMUS è il piano di montaggio
> uso e smontaggio dei ponteggi, e lo deve preparare la ditta che monta
> il ponteggio;
> - non ha importanza se il pnteggio è su suolo pubblico
> o meno, il PSC serve quando il ponteggio è un "nolo a caldo", cioè
> montato da un'altra impresa. (in merito a questo c'è una circolare ministeriale
> che chiarisce che per qualunque nolo a caldo, si considera
> l'impresa che fa questo lavoro come altra impresa, quindi entra nel conteggio
> del numero di imprese ai fini dell'obbligatorietà del PSC. Quindi
> impresa edile che fa il cappotto, + impresa di ponteggisti che monta
> il potenggio = 2 imprese = obbligo di PSC.
> Il progetto del ponteggio,
> dipende dalle dimensioni dello stesso. (vedere normativa)



   
molfam
3 Dic 2008, 12:00

Scrive in risposta al messaggio scritto dall'utente claudio il 6 Nov 2008, 16:03 (Chiudi Messaggio)
>
>
> Sei fantastica molto preparata complimenti.


è suffuciente non dimenticare la fase - verifica requisiti idoneità tecnica professionale dell'impresa esecutrice - . Il responsabile dei lavori - DEVE - verificare se quell'unica impresa dell'esecuzione lavori - può davvero far tutto - non basta che lo affermi - saluti
   
Alkimista
3 Dic 2008, 15:07

Scrive in risposta al messaggio scritto dall'utente Maria il 15 Ott 2008, 08:06 (Chiudi Messaggio)
> per Gualtiero
>
> 1 domanda
> Se l'impresa che lavora sulla casa è un lavoratore
> autonomo e se si accolla tutti i lavori senza subappaltare nulla,
> lavorando da solo fino a completamento lavori
> In questa siutazione
> è ancora obbligatorio il PSC ?
>
> Se presente 1 o più lavoratori automoni
> = niente POS, niente PSC
> Art. 90 comma 3
> Art. 94 (non dice che
> serve il POS, come invece l'art. 96 lett. g) dice che serve)
>
> (attenzione
> intendo proprio lavoratore autonomo, non impresa dove al momento
> c'è uno solo lavoratore es. il titolare non ha ancora assunto nessuno)
>
>
> 2
> domanda
> la ditta che installa il ponteggio è inclusa o esclusa
> ai fini del PSC (domanda stupida ma voglio essere certo della risposta)
> E'
> sempre valido l'art. 90 comma 3 che indica che il PSC serve
> solo quando ci sono due imprese che lavorano anche non contemporaneamente:
> Nel caso di 1 lavoratore autonomo e di una impresa che monta e smonta
> il ponteggio non serve il PSC, ma serve il PIMUS.
> Il noleggio del
> ponteggio, compresa la mano d'opera per installarlo e rimuoverlo, è
> considerato un nolo a caldo, e in una circolare che ora non ricordo qual'è
> è stato chiarito che tutti i noli a caldo, vengono parificati ad
> impresa, quindi in caso di un nolo a caldo + una impresa, serve il PSC.
>
>


Apprezzo la tua preparazione Maria, ma non sono d'accoedo con te soprattutto su una tua opinione, sulla quale io penso:
Se in un cantiere sono presenti più persone (siano esse Lavoratori autonomi, dipendenti di un unica impresa, ecc ecc) bisogna che tutti facciano il loro Piano Operativo di Sicurezza (ovviamente ove ci sia solo un impresa, non se ne farà uno per ogni lavoratore dipendente ma uno unico); dico questo percheè praticamente, bisogna che il coordinatore conosca le particolari lavorazioni che ogni Lavoratore dovrà effettuare, per un maggiore grado di coordinamento tra gli stessi lavoratori, che latrimenti sarebbe carente; quindi tutti i lavoratori autonomi, imprese, imprese subappaltatrici,ecc ecc sono tenute a consegnare prima del loro ingresso in cantiere il proprio POS.
   
Maria
3 Dic 2008, 15:43

Per Alkimista

non capisco su cosa non sei d'accordo.

In vari interventi che ho fatto sia in questa discussione (pagina precedente) che in altre ho sempre ribadito che il POS è obbligatorio, (anche in assenza di PSC), ed ogni impresa deve fare il suo POS.
Solo i laovratori autonomi sono esentati da redigere il POS.

Poi la normativa dice che la dove ci sono solo lavoratori autonomi, il PSC non va fatto ed ovviamente anche i POS.
In questo caso ripeto quello che dice la normativa, poi ben venga il committente che assume 10 lavoratori automoni e da l'incarico ad un professionista di fare il PSC e il coordinamento in fase di esecuzione. Niente impedisce di fare il PSC anche dove non serve.

Poi è ovvio che il POS va fatto prima di entrare in cantiere, la normativa stessa lo impone, in modo tale da dare il tempo al coordinatore di leggerli e verificarne i contenuti.
Mi sembra che abbiamo detto le stesse cose, che poi sono quelle che impone la legge.
   
Alkimista
3 Dic 2008, 16:08

Scrive in risposta al messaggio scritto dall'utente Maria il 3 Dic 2008, 15:43 (Chiudi Messaggio)
> Per Alkimista
>
> non capisco su cosa non sei d'accordo.
>
> In vari interventi
> che ho fatto sia in questa discussione (pagina precedente) che
> in altre ho sempre ribadito che il POS è obbligatorio, (anche in assenza
> di PSC), ed ogni impresa deve fare il suo POS.
> Solo i laovratori
> autonomi sono esentati da redigere il POS.
>
> Poi la normativa dice che
> la dove ci sono solo lavoratori autonomi, il PSC non va fatto ed ovviamente
> anche i POS.
> In questo caso ripeto quello che dice la normativa,
> poi ben venga il committente che assume 10 lavoratori automoni e da
> l'incarico ad un professionista di fare il PSC e il coordinamento in
> fase di esecuzione. Niente impedisce di fare il PSC anche dove non serve.
>
> Poi
> è ovvio che il POS va fatto prima di entrare in cantiere,
> la normativa stessa lo impone, in modo tale da dare il tempo al coordinatore
> di leggerli e verificarne i contenuti.
> Mi sembra che abbiamo detto
> le stesse cose, che poi sono quelle che impone la legge.



Non sono d'accordo sul fatto che i lavoratori autonomi siano dispensati da fare il POS, non l'ho trovato da nessuna parte nella normativa e cmq non lo trovo logico ai fini della sicurezza, in quanto in un cantiere posso essere presenti molti lavoratori autonomi che devono essere coordinati, ed il POS è uno degli stumenti per coordinarli al meglio.
   
Maria
3 Dic 2008, 16:25

Per Alkimista

Anch'io non sono d'accordo che i lavoratori autonomi non debbano fare i POS, l'ho detto in più discussioni, ma purtroppo il D.lgs. 81/2008 all'art. 94 Obblighi dei lavoratori autonomi, non fa menzione del POS, come invece lo inserisce nell'art. 96 lett. g) Obblighi dei datori di lavoro ....

E come CSE non posso obbligare un lavoratore autonomo a farmi il POS.
   
Alessadro
16 Dic 2008, 17:57

Scrive in risposta al messaggio scritto dall'utente Maria il 9 Ott 2008, 08:13 (Chiudi Messaggio)
> per Mauro
> Come ho già scritto il POS E' SEMPRE OBBLIGATORIO!
>
> Invece
> il PSC sono se ci sono due imprese che lavorano anche non contemporaneamente.
> Quinidi
> se l'impresa A subappalta ad uno o più lavoratori autonomi,
> non serve il PSC, ma se subappalta ad un'altra impresa (o più)
> allora bisogna fare anche il PSC.
>
>
>



Ciao Maria,
vedo che molto informata e mi permetto di chiederti una precisazione:
sei sicura che in caso di subappalto a lavoratore autonomo da parte di unica impresa non si ricada nell'obbligo di PSC?

Per intenderci:
ristrutturazione di privato in DIA (senza permesso di costruire), unica impresa affidataria senza rischi specifici (demolizione di tramezze, rifacimento impianti) non necessita di PSC. Se però l'impresa chiama un lavoratore autonomo (es: idraulico, elettricista) da quale riferimento del DL81 posso desumere di non ricadere nel art90 comma 5, richiamato dal 92 comma 2?

Spero di non sembrare troppo "cavilloso" ma è sempre meglio porsi i problemi prima.

Grazie mille

Alessandro
   
Maria
17 Dic 2008, 10:45

Buongionro
purtroppo questo forum è impostato male, ci vorrebbero varie sezioni per dividere gli argomenti.

La risposta alla sua domanda è stata più volte indicata, in varie discussioni legate alla necessità o meno del PSC.

Comunque la risposta è nella lettura dell'art. 90 comma 3, li si parla di imprese, il lavoratore autonomo non è una impresa.
Quindi "nei cantieri ove è prevista la presenza di più imprese, anche non contemporanea, il committente .... designa il CSE.

Ovviamente per impresa si fa riferimento alla noramtiva esistente che definisce chi sono gli artigiani, chi sono le imprese ecc.

Poi condivido in pieno le osservazioni che fanno i colleghi ed adettiai lavori che un cantiere dove operano una impresa con 2, 3 o più lavoratori autonomi, non è tanto diverso da un cantiere dove lavorano 2 imprese, quindi dal punto di vista della sicurezza e del coordinamento dei vari lavoratori, ci potrebbero essere forti lacune.
Ma questo è ciò che l'attuale normativa indica, quindi chi non vuole fare di più, non è tenuto legalmete a farlo.
Spero di aver chiarito i suoi dubbi.


   
emiliano
29 Dic 2008, 01:00

Scrive in risposta al messaggio scritto dall'utente Maria il 17 Dic 2008, 10:45 (Chiudi Messaggio)
> Buongionro
> purtroppo questo forum è impostato male, ci vorrebbero varie
> sezioni per dividere gli argomenti.
>
> La risposta alla sua domanda
> è stata più volte indicata, in varie discussioni legate alla necessità
> o meno del PSC.
>
> Comunque la risposta è nella lettura dell'art. 90
> comma 3, li si parla di imprese, il lavoratore autonomo non è una impresa.
> Quindi
> "nei cantieri ove è prevista la presenza di più imprese,
> anche non contemporanea, il committente .... designa il CSE.
>
> Ovviamente
> per impresa si fa riferimento alla noramtiva esistente che definisce
> chi sono gli artigiani, chi sono le imprese ecc.
>
> Poi condivido
> in pieno le osservazioni che fanno i colleghi ed adettiai lavori che
> un cantiere dove operano una impresa con 2, 3 o più lavoratori autonomi,
> non è tanto diverso da un cantiere dove lavorano 2 imprese, quindi
> dal punto di vista della sicurezza e del coordinamento dei vari lavoratori,
> ci potrebbero essere forti lacune.
> Ma questo è ciò che l'attuale
> normativa indica, quindi chi non vuole fare di più, non è tenuto legalmete
> a farlo.
> Spero di aver chiarito i suoi dubbi.
>
>
>


Risposta a Ma
   
marcello
5 Gen 2009, 16:05

Scrive in risposta al messaggio scritto dall'utente Maria il 8 Ott 2008, 08:49 (Chiudi Messaggio)
> Buongiorno
> io sono CSE e vi chiarisco alcuni dubbi:
>
> Il POS va sempre
> fatto.
> Il PSC solo se nello stesso cantiere lavorano almeno due imprese
> anche non contemporaneamente.
> I 200 uomini giorno si prendono
> in considerazione solo per fare o non fare la comunicazione all'ASL.
> Nel
> pubblico il PSC in fase di progettazione va sempre fatto.
> Nel privato
> il PSC in fase di progettazione va fatto solo per le opere che necessitano
> di permesso di costruire.
>
> I lavoratori autonomi sono gli
> unici che non fanno il POS.
>
>
>
>




il psc va fatto anche con lavori in DIA art 90 comma 11..ovviamente nel momento in cui ci sono due imprese...ed è l'unico caso in cui chi deve redigere il documento è il CS
   
Claudio
5 Gen 2009, 17:13

Una bella cooperativa che ha al suo interno tutte le figure professionali che servono per costruire la casa nonchè tutte le attrezzature. Alcuni soci sono inquadrati come dipendenti, altri soci sono lavoratori con partita iva che fatturano alla stessa. Meno di 200 UG impiegati. Il committente affida a questa cooperativa i lavori. Quindi ad un'unica impresa che fa tutto. Secondo me il PSC e tutto il resto non si deve fare. Solo il POS.
   
Mattia
20 Gen 2009, 19:28

Vorrei porvi un altro quesito in merito...
Stando a T.U. la nomina del CSP e relativo PSC si rende obbligatoria solo se vi è la presenza di più imprese, anche non in contemporanea nel cantiere.
Il limite di 200 uomini-giorno non viene più citato nel nuvo T.U.>>>Stando a i vosti messaggi mi pare di aver capito che serve solo a decidere se bisogna inviare comunicazione all'ASL competente oppure no.
In questo caso se ho un cantire per cui il conteggio uomini-giorno è AMPIAMENTE superiore a 200, ma opera solo una imprese (al limite avvalendosi di qualche lavoratore autonomo) il PSC non va fatto..basta solo che l'impresa rediga il POS.
corretto..?
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