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CONDONO EDILIZIO

Messaggi 60 di 120
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gianfranco
20 Nov 2004, 00:00

ho acquistato nel 2000, in una lottizzazione residenziale, in un comune del milanese, con diverse residenze dove in tutte le palazzine tutti gli appartamenti all'ultimo piano avevano accesso a mansarde direttamente collegate tramite scale interne, I sottotetti venivano venduti ad 1/3 del valore dell'appartamento già provvisti di luce, attacchi idraulici e due o tre finestre in falda. Quasi tutti i residenti hanno trasformato tali spazi. Subito dopo l'acquisto, sempre nel 2000 ho richiesto una DIA per aprire altre due finestre uguali. Ho fatto una ristrutturazione del sottotetto ricavandone una camera, uno studio, un bagno ed una cabina armadi. Sono circa 80 metri utili. Sto facendo la pratica del condono ma ho alcuni dubbi. Ritengo di appartenere alla classe di abuso 3 (60 euro oblazione), perchè ritengo sia una ristrutturazione interne di una superficie già esistente a cui ho cambiato la destinazione. Del resto da una eventuale aerofoto grammetrica non risulterebbe alcuna modifica della copertura esistente, ne maggior volumetria. Viceversa il tecnico comunale pretende di mettermi in classe 1 (la + costosa a 100 euro). Ho qualche possibilità di vincere???. In più è tutta la superficie calpestabile che va calcolata, anche quella dove l'altezz è di 70-80 cm dove ho messo degli armadietti, o devo calcolare le superfici solo da un'altezza minima ? e in questo caso quale è questa altezza? Vi ringrazio della risposta
   
roberto
23 Nov 2004, 11:07

Sono un privato e sono in dubbio se fare il condono di un magazzino su un terreno che e in atto un usucapione perche la causa e ancora pendente.
accetto consigli grazie
   
Vincenzo
23 Nov 2004, 18:12

Sono un ingegnere della provincia di Napoli. Volevo porre il seguente
quesito:
se un immobile è stato oggetto di domanda di condono ai sensi della L.724/94 (quindi pagati
oneri e oblazione) e per la stessa è stato formulato diniego, ripresentando la domanda con il nuovo condono va corrisposta ex novo l'oblazione?
Potete rispondermi? Grazie

   
Paola
26 Nov 2004, 16:33

In zona artigianale in cui è ammessa la destinazione d'uso residenziale con il limite massimo di 150mq già completamente realizzati, si sono adibiti a residenza locali siti al primo piano di un laboratorio artigianale concesionati come uffici e archivio per un totale di 80mq (tutti eccedenti i 150mq ammissibili). In quale tipologia di abuso ricade tale cambio di destinazione d'uso senza opere?
Quale categoria di costo deve essere considerata per l'anticipo degli oneri concessori? Quella relativa a immobili artigianali?
Un caloroso ringraziamento anticipato.
   
Franco Dessi
27 Nov 2004, 19:50

Ringraziandola anticipatamente vorrei porle i seguenti quesiti:
a) devo procedere al calcolo dell'oblazione per il condono di una mansarda realizzata in parziale difformità sia rispetto alla concessione che rispetto allo strumento urbanistico che prevede il limite massimo di altezza degli edifici. L'abuso è consistito in una sopraelevazione di 50 cm: come devo conteggiare il volume realizzato in eccesso? Esiste, come nei precedenti condoni edilizi, un parametro di conversione dei volumi in superfici?
b) se si condona la suddetta mansarda come superficie residenziale, le altezze continueranno ad incidere sul rilascio del certificato di agibilità?
   
Franco
5 Dic 2004, 18:51

Scrive in risposta al messaggio scritto dall'utente gianfranco il 20 Nov 2004, 00:00 (Chiudi Messaggio)
> ho acquistato nel 2000, in una lottizzazione residenziale, in un comune
> del milanese, con diverse residenze dove in tutte le palazzine tutti
> gli appartamenti all'ultimo piano avevano accesso a mansarde direttamente
> collegate tramite scale interne, I sottotetti venivano venduti ad
> 1/3 del valore dell'appartamento già provvisti di luce, attacchi idraulici
> e due o tre finestre in falda. Quasi tutti i residenti hanno trasformato
> tali spazi. Subito dopo l'acquisto, sempre nel 2000 ho richiesto
> una DIA per aprire altre due finestre uguali. Ho fatto una ristrutturazione
> del sottotetto ricavandone una camera, uno studio, un bagno
> ed una cabina armadi. Sono circa 80 metri utili. Sto facendo la pratica
> del condono ma ho alcuni dubbi. Ritengo di appartenere alla classe
> di abuso 3 (60 euro oblazione), perchè ritengo sia una ristrutturazione
> interne di una superficie già esistente a cui ho cambiato la destinazione.
> Del resto da una eventuale aerofoto grammetrica non risulterebbe
> alcuna modifica della copertura esistente, ne maggior volumetria.
> Viceversa il tecnico comunale pretende di mettermi in classe 1 (la + costosa
> a 100 euro). Ho qualche possibilità di vincere???. In più è tutta
> la superficie calpestabile che va calcolata, anche quella dove l'altezz
> è di 70-80 cm dove ho messo degli armadietti, o devo calcolare le
> superfici solo da un'altezza minima ? e in questo caso quale è questa
> altezza? Vi ringrazio della risposta
>


Io ho un caso esattamente come il tuo: sottotetto non abitabile collegato all'appartamento sottostante mediante scala interna provvisto fin dall'origine dei vari attacchi per i diversi servizi. Io ne ho ricavato tre vani , un disimpegno e un servizio per un totale di circa 80 mq; il mio come il tuo è "un abuso" per necessità in quanto differentemente non sarebbe stato possibile alcuna costruzione a causa delle misure al di sotto del minimo.
In merito alla tipologia di abuso qui da me (comune di Borgaro Torinese): il tecnico comunale dice tipologia 3)mentre alcuni professionisti (geometri) dicono 1).
Io sono andato a leggermi la legge cui ci si riferisce nella tipologia 3) e mi sembra chiaro che io (noi) ci rientriamo perfettamente.
Pertanto io scelgo 3); nel caso di future contestazioni (in quanto dei tecnici comunali mi dicono che bisogna fidarsi fino ad un certo punto), darò battaglia con gli opportuni mezzi.
Vedo dalla varie E-mail di altri che il problema di questo caso e molto diffuso.
Teniamoci informati; Tu cosa hai deciso di fare?

Un saluto

   
Fabio
6 Dic 2004, 17:31

Salve.
Sono un ingegnere a cui è stato affidato un incarico ed ha una perplessità.
In un'area industriale in cui sono presenti più particelle sono stati costruiti 2 grossi capannoni industriali della stessa ditta, perfettamente regolari.
Ad una distanza di circa 3-4 metri da uno dei due capannoni è stato costruito abusivamente un piccolo capannone avente un volume superiore ai 750 mc, ma comunque avente un volume inferiore al 30% del volume del capannone industriale a fianco del quale è ubicato. Su di esso esiste il parere favorevole sia da parte dell'ufficiale sanitario, sia da parte del genio civile.
Vorrei sapere se è possibile sanarlo, considerandolo come un ampliamento del capannone preesistente.
Grazie.
   
marisa
7 Dic 2004, 15:27

un'unica unità immobiliare: 3 tipologie di abusi realizzati indipendentemente ed in epoche divere, la domanda di condono può essere unica? se si il versamento dell'anticipazione dell'oblazione va calcolato quindi sul totale?
   
karin
10 Dic 2004, 14:26

BUONGIORNO,

LA PRESENTE PER RICHIEDERE, CORTESEMENTE, INFORMAZIONI RELATIVE AD UNA SITUAZIONE - MOLTO MENO IMPORTANTE E DIFFICOLTOSA DI ALTRE PRESENTI SUL QUESTO FORUM ( ME NE RENDO CONTO ) , MA CHE DA TEMPO "PREOCCUPA" ALCUNE FAMIGLIE DI UNA CORTE.

IL PROBLEMA, IN BREVE, E' IL SEGUENTE.

DA ALCUNI MESI IL SOTTOSCRITTO ED ALTRE 10 FAMIGLIE, HA ACQUISTATO UN APPARTAMENTO IN UNA CORTE NEL COMUNE DI LEVATE ( BERGAMO ).
QUESTA CORTE, NELL'AREA INTERNA CHE CARATTERIZZA QUESTO TIPO DI IMMOBILE, HA DEI GIARDINI CHE, A DIFFERENZA DEI CASI PIU' FREQUENTI, NON SONO GIARDINI COMUNI, MA SONO PRIVATI: CIOE' OGNI CONDòMINO POSSIEDE UN PEZZO DI GIARDINO ANTISTANTE IL PROPRIO APPARTAMENTO.

QUESTI GIARDINI SONO "DIVISI" DAL SENTIERO / CAMMINAMENTO CHE PORTA ALL'INGRESSO DI OGNI ABITAZIONE.

PURTROPPO, AD OGGI, IL COMUNE DI LEVATE NON AUTORIZZA I CONDòMINI A "RECINTARE" I PRORPI GIARDINI PRIVATI.
LA PROPOSTA CHE NOI ABBIAMO AVANZATO E' STATA QUELLA DI NON CREARE DELLE RECINZIONI O STACCIONATE, MA DI DELIMITARE OGNI PROPRIETA' PRIVATA CON DELLE FIORIERE, CHE OLTRE AD ABBELLIRE, FUNGONO ANCHE DA PERIMETRO DEI GIARDINI.

CHIEDO PERCIO' INFORMAZIONI, A VOI ESPERTI, SU COME POSSIAMO RISOLVERE QUESTO PICCOLO MA SIGNIFICATIVO PROBLEMA.
IL VANTAGGIO DI AVERE UN GIARDINO PRIVATO E' QUELLO DI POTERLO SFRUTTARE APPIENO ( SEMPRE NEI LIMITI LEGISLATIVI E NEI TERMINI DEL REGOLAMENTO CONDOMINIALE ), MA IN QUESTA SITUZIONE NON E' POSSIBILE, VISTO CHE, NON ESSENDOCI DELIMITAZIONI, I GIARDINI VENGONO VISTI COME PARTI COMUNI ( INVECE OGNI FAMIGLIA HA PAGATO DI TASCA PROPRIA IL GIARDINO IN BASE ALLE REALI METRATURE E CREDO PERCIO' CHE SI ABBIA IL DIRITTO DI DELIMITARE LA PROPRIA AREA PRIVATA)

DOMANDA: METTENDO A PERIMETRO DI OGNI GIARDINO QUESTE FIORIERE, RISCHIAMO DI AVERE PROBLEMI CON IL COMUNE ?
RISCHIAMO DI DOVER PAGARE PER OTTENERE UN CONDONO EDILIZIO ? ( ANCHE SE DI EDILIZIO NON HA NULLA , VISTO CHE LE FIORIERE NON SONO MURI O CANCELLI )


IN ATTESA DI VOSTRO GENTILE RISCONTRO, VI RINGRAZIO VIVAMENTE PER L'ATTENZIONE E VI PORGO I MIGLIORI SALUTI
   
SARA MONTESANO
22 Gen 2005, 01:00

Scrive in risposta al messaggio scritto dall'utente karin il 10 Dic 2004, 14:26 (Chiudi Messaggio)
> BUONGIORNO,
>
> LA PRESENTE PER RICHIEDERE, CORTESEMENTE, INFORMAZIONI
> RELATIVE AD UNA SITUAZIONE - MOLTO MENO IMPORTANTE E DIFFICOLTOSA DI ALTRE
> PRESENTI SUL QUESTO FORUM ( ME NE RENDO CONTO ) , MA CHE DA TEMPO
> "PREOCCUPA" ALCUNE FAMIGLIE DI UNA CORTE.
>
> IL PROBLEMA, IN
> BREVE, E' IL SEGUENTE.
>
> DA ALCUNI MESI IL SOTTOSCRITTO ED ALTRE 10
> FAMIGLIE, HA ACQUISTATO UN APPARTAMENTO IN UNA CORTE NEL COMUNE DI LEVATE
> ( BERGAMO ).
> QUESTA CORTE, NELL'AREA INTERNA CHE CARATTERIZZA QUESTO
> TIPO DI IMMOBILE, HA DEI GIARDINI CHE, A DIFFERENZA DEI CASI PIU'
> FREQUENTI, NON SONO GIARDINI COMUNI, MA SONO PRIVATI: CIOE' OGNI CONDòMINO
> POSSIEDE UN PEZZO DI GIARDINO ANTISTANTE IL PROPRIO APPARTAMENTO.
>
> QUESTI
> GIARDINI SONO "DIVISI" DAL SENTIERO / CAMMINAMENTO
> CHE PORTA ALL'INGRESSO DI OGNI ABITAZIONE.
>
> PURTROPPO, AD OGGI, IL COMUNE
> DI LEVATE NON AUTORIZZA I CONDòMINI A "RECINTARE" I PRORPI
> GIARDINI PRIVATI.
> LA PROPOSTA CHE NOI ABBIAMO AVANZATO E' STATA QUELLA
> DI NON CREARE DELLE RECINZIONI O STACCIONATE, MA DI DELIMITARE OGNI
> PROPRIETA' PRIVATA CON DELLE FIORIERE, CHE OLTRE AD ABBELLIRE, FUNGONO
> ANCHE DA PERIMETRO DEI GIARDINI.
>
> CHIEDO PERCIO' INFORMAZIONI, A
> VOI ESPERTI, SU COME POSSIAMO RISOLVERE QUESTO PICCOLO MA SIGNIFICATIVO
> PROBLEMA.
> IL VANTAGGIO DI AVERE UN GIARDINO PRIVATO E' QUELLO DI POTERLO
> SFRUTTARE APPIENO ( SEMPRE NEI LIMITI LEGISLATIVI E NEI TERMINI
> DEL REGOLAMENTO CONDOMINIALE ), MA IN QUESTA SITUZIONE NON E' POSSIBILE,
> VISTO CHE, NON ESSENDOCI DELIMITAZIONI, I GIARDINI VENGONO VISTI COME
> PARTI COMUNI ( INVECE OGNI FAMIGLIA HA PAGATO DI TASCA PROPRIA IL
> GIARDINO IN BASE ALLE REALI METRATURE E CREDO PERCIO' CHE SI ABBIA IL
> DIRITTO DI DELIMITARE LA PROPRIA AREA PRIVATA)
>
> DOMANDA: METTENDO A
> PERIMETRO DI OGNI GIARDINO QUESTE FIORIERE, RISCHIAMO DI AVERE PROBLEMI
> CON IL COMUNE ?
> RISCHIAMO DI DOVER PAGARE PER OTTENERE UN CONDONO EDILIZIO
> ? ( ANCHE SE DI EDILIZIO NON HA NULLA , VISTO CHE LE FIORIERE
> NON SONO MURI O CANCELLI )
>
>
> IN ATTESA DI VOSTRO GENTILE RISCONTRO,
> VI RINGRAZIO VIVAMENTE PER L'ATTENZIONE E VI PORGO I MIGLIORI SALUTI


IL VS QUESITO NON E' CHIARO; COSA STA SCRITTO IN ESITO ALLA PROVENIENZA SULL'ATTO DI ACQUISTO?
QUANDO VI SONO STATE VENDUTE LE SINGOLE UNITA' COME ERANO RIPORTATI I GIARDINI QUALI CORTE O COME PARTE DEI SINGOLI SUBALTERNI CATASTALI?
QUALI MOTIVAZIONI ADDUCE IL COMUNE,? A MIO AVVISO CON UN SEMPLICE PROCEDIMENTO DIA POTETE TRANQUILLAMENTE RECINTARE ANCHE CON PALIZZATE E IN OSSERVANZA DEL CODICE CIVILE, URBANISTICAMENTE SAREBBE OPPORTUNO CONOSCERE L'EVENTUALE REGOLAMENTO EDILIZIO DEL COMUNE, ESISTE NEL CASO UN SITO WEB? FORSE IL COMUNE RITIENE CHE VI SIANO GLI ESTREMI DI UNA LOTTIZZAZIONE, SE COSI FOSSE O VI SIANO GLI ESTREMI POTRESTE RIVALERVI SUI VENDITORI.
   
ciro.messina@libero.it
28 Feb 2005, 08:30

Scrive in risposta ad una news pubblicata da Edilportale, il 23 Feb 2005 (Chiudi News)
Condono edilizio
Chi ha presentato domanda e vuole rinunciarvi ha diritto di farlo purchè il comune non si sia già pronunciato su di essa

23/02/2005 - I giudici del TAR Toscana sezione di Firenze si sono pronunciati recentemente sulla possibilità che un cittadino ha di ritirare in tutto o in parte una domanda di condono edilizio.
> La questione sottoposta ai giudici è relativa ad un ricorso presentato da un cittadino e intentato contro il Comune al quale aveva presentato domanda di condono perchè questo aveva rigettato l'istanza del cittadino a ritirare la domanda.
> A questo riguardo i giudici hanno ritenuto che, come regola generale, gli atti propulsivi posti in essere dal soggetto privato nella fase preparatoria del procedimento amministrativo possono essere modificati e ritirati dall’interessato fino al momento in cui non sia intervenuto il provvedimento terminale della fattispecie provvedimentale. Così questa regola è applicabile alla sanatoria, per cui fino a quando l’Amministrazione non si è pronunciata sulla domanda di condono, il richiedente può legittimamente modificare, sostituire o anche rinunciare alla richiesta di sanatoria, non ostandovi nell’ordinamento una norma impeditiva di tale potere.
>
> Vedi lo speciale condono;
>
>
> speciale condono




in merito al più volte riportato parere sulla non possibilità di condonare fabbricati non residenziali, vorrei fare presente che la legge si compone non solo degli articoli ma anche degli allegati , quando questi sono regolarmente pubblicati in Gazzetta . Pertanto essendo riportato nella tipologia di domanda " non residenziali , vuol dire che sono compresi anche fabbricati diversi dal residfenziale e quindi !!!!!!!!
   
daniele
1 Mar 2005, 12:10

Scrive in risposta al messaggio scritto dall'utente caterina il 16 Giu 2004, 18:36 (Chiudi Messaggio)
> Salve sono un professionista che opera nella regione Veneto in una zona
> a ridosso del Fiume Po, quindi una larga fascia pari a mt. 150 è sottoposta
> oltre che a vincolo idorgeologico per mt. 20 anche a vincolo Beni
> ambientali. Un cliente vorrebbe usufruire del condono edilizio per
> sanare alcuni abusi che sono in tipologia 1. Alla domanda fatta all''U.T.
> comunale sull''ammissibilità mi sono sentita rispondere che è fattibile
> solo se trattasi di abusi eseguiti prima dell''imposizione del
> vincolo anno 1985.
> Ci sarebbe anche un cambio d''uso senza opere da superficie
> accessoria a superficie residenziale con aumento delle unità
> immobiliari abitative da 2 a 3. Il cambio d''uso in base alla normativa
> regionale non è soggetta ad alcuna autorizzazione o permesso, ma trattandosi
> di zona agricola E2 non sarebbe ammissibile in quanto l''aumento
> di unità residenziali non è legato alla conduzione del fondo agricolo
> per altro esiguo.E in quale tipologia identificare il cambio d''uso?
> grazie


E' sanabile comunque in subordine al parere favorevole da parte della soprintendenza per i beni ambientali ed architettonici di competenza
   
Michele Luigi
13 Mag 2005, 14:21

gradirei sapere se i termini di presentazione di richiesta di condono edilizio nella regione Campania sono scaduti o se è in discussione presso gli organi competenti una riapertura dei suddetti termini
   
luigi angelo
17 Mag 2005, 19:03

Molti clienti,ai quali sto consegnando i billettini per il versamento della seconda rata del condono 326/03, mi chiedono: se non pago che succede?
   
Emanuele
19 Mag 2005, 10:15

Salve a tutti. L'anno scorso ho fatto un'abuso edilizio che sto sanando. La modalità di pagamento che ho scelto è fraziona in tre rate di cui una già pagata. Il problema è che non so quando scade la seconda rata!! So che dovrebbe scadere verso la fine di Maggio ma non so con esattezza il giorno!! Tenedo conto che la regione in cui mi trovo è il Lazio qualcuno saprebbe darmi questa informazione? Vi ringrazio Anticipatamente e vi auguro una buona giornata.

Emanuele
   
Matteo
20 Mag 2005, 11:49

Cari lettori,
ho comprato nell'anno 2004 un appartamento sito nel comune di Alassio (SV), prima adibito a stanza d'albergo, per il quale è stata regolarmente presentata (e pagata) la domanda di adesione al condono edilizio (anno 2004). L'ex "stanza d'albergo" è stata regolarmente accatastata come appartamento, ma prima di fare qualsiasi modifica interna (soprattutto lo spostamento dei muri interni) dobbiamo aspettare che il Comune approvi la domanda di condono (o che la faccia visionare ed approvare da una società esterna). Il problema è che non so quanto tempo ci vorrà per avere risposta !!!!!! Rischio di rimanere col mio appartamento (con le stanze interne attrezzate ad albergo) per diversi anni, pur avendo rispettato i termini del condono e pagato lo stesso!!!!!!!!!! Il Comune ad oggi non è in grado di dirmi quanto tempo ci vorrà, non sanno neppure chi visionerà le domande di condono (più di mille!!!!!!)!!!!!!! E neppure quando lo faranno!!!!!!!!!!
Cosa posso fare? Cosa rischio se ristrutturo il mio appartamento abusivamente senza presentare la DIA, rimandando tale presentazione a quando il Comune mi farà avere risposta positiva sul condono?
Qualcuno potrebbe denunciarmi? Che tipo di sanzione rischio? Quanto?

Mi scuso per le troppe domande, ma è una situazione talmente paradossale che non sembra vera!!!!!
Per poter usufruire del MIO appartamento dovrei commettere un abuso su un immobile appena condonato!!!!!!!!!!!!! VIVA L'ITALIA!!!!!!!!!!!


Credo che avrete capito che la questione per me è di vitale importanza..........comprai quell'appartamento per poter mandare mio figlio (2 anni) al mare (poichè necessita di clima temperato anche d'inverno per problemi di salute), ma non so se potrò usufruirne prima di alcuni anni!!!!!!!!

Vi prego consigliatemi sul da farsi.

Cordialmente Vi ringrazio e Vi saluto
   
luigi angelo
23 Mag 2005, 09:34

Scrive in risposta al messaggio scritto dall'utente Emanuele il 19 Mag 2005, 10:15 (Chiudi Messaggio)
> Salve a tutti. L'anno scorso ho fatto un'abuso edilizio che sto sanando.
> La modalità di pagamento che ho scelto è fraziona in tre rate di cui
> una già pagata. Il problema è che non so quando scade la seconda rata!!
> So che dovrebbe scadere verso la fine di Maggio ma non so con esattezza
> il giorno!! Tenedo conto che la regione in cui mi trovo è il Lazio
> qualcuno saprebbe darmi questa informazione? Vi ringrazio Anticipatamente
> e vi auguro una buona giornata.
>
> Emanuele


la seconda rata dell'oblazione e dell'eccedenza del 10% alla regione scadono il 31.05.5, mentre la seconda rata degli oneri concessori va pagata entro il 30 giugno
   
gigi00
24 Mag 2005, 19:00

Scrive in risposta al messaggio scritto dall'utente Matteo il 20 Mag 2005, 11:49 (Chiudi Messaggio)
> Cari lettori,
> ho comprato nell'anno 2004 un appartamento sito nel comune
> di Alassio (SV), prima adibito a stanza d'albergo, per il quale è
> stata regolarmente presentata (e pagata) la domanda di adesione al condono
> edilizio (anno 2004). L'ex "stanza d'albergo" è stata regolarmente
> accatastata come appartamento, ma prima di fare qualsiasi modifica
> interna (soprattutto lo spostamento dei muri interni) dobbiamo
> aspettare che il Comune approvi la domanda di condono (o che la faccia
> visionare ed approvare da una società esterna). Il problema è che non
> so quanto tempo ci vorrà per avere risposta !!!!!! Rischio di rimanere
> col mio appartamento (con le stanze interne attrezzate ad albergo) per
> diversi anni, pur avendo rispettato i termini del condono e pagato
> lo stesso!!!!!!!!!! Il Comune ad oggi non è in grado di dirmi quanto tempo
> ci vorrà, non sanno neppure chi visionerà le domande di condono (più
> di mille!!!!!!)!!!!!!! E neppure quando lo faranno!!!!!!!!!!
> Cosa
> posso fare? Cosa rischio se ristrutturo il mio appartamento abusivamente
> senza presentare la DIA, rimandando tale presentazione a quando il
> Comune mi farà avere risposta positiva sul condono?
> Qualcuno potrebbe
> denunciarmi? Che tipo di sanzione rischio? Quanto?
>
> Mi scuso per le
> troppe domande, ma è una situazione talmente paradossale che non sembra
> vera!!!!!
> Per poter usufruire del MIO appartamento dovrei commettere
> un abuso su un immobile appena condonato!!!!!!!!!!!!! VIVA L'ITALIA!!!!!!!!!!!
>
>
> Credo
> che avrete capito che la questione per me è di
> vitale importanza..........comprai quell'appartamento per poter mandare
> mio figlio (2 anni) al mare (poichè necessita di clima temperato anche
> d'inverno per problemi di salute), ma non so se potrò usufruirne prima
> di alcuni anni!!!!!!!!
>
> Vi prego consigliatemi sul da farsi.
>
> Cordialmente
> Vi ringrazio e Vi saluto
>


Caro Matteo,

se la domanda di condono fosse corredata di tutti i documenti necessari previsti dalla legge ed eventualmente quelli abitualmente richiesti dal Comune per un normale Permesso di Costruire (ex concessione edilizia), dovresti ottenere il tuo Permesso di Costruire in Sanatoria entro 60 giorni.

L'art. 20 del Testo Unico dell'Edilizia lo prevede al comma 3, mentre il successivo art. 21 prescrive che, nel caso di ritardo, con raccomandata A.R. indirizzata al Responsabile dell'Ufficio Tecnico, tu possa sollecitare il pronunciamento sulla tua istanza che dovrebbe avvenire entro i successivi 15 giorni.
Decorso inutilmente anche questo termine, potresti richiedere l'intervento sostitutivo della Regione, per la nomina di un Commissario ad Acta, che dovrebbe provvedere a fare ciò che il Comune non avesse fatto.

Ho cercato di semplificare senza stravolgere le norme.

Ti consiglio di recarti ancora una volta all'Ufficio Tecnico, per rammentare quanto sopra, ricordando anche a Lorsignori che la giusisprudenza si è ampliamente espressa riguardo alla necessità di rispettare anche per i Permessi di Costruire in Sanatoria i medesimi tempi previsti per gli ordinari Permessi di Costruire.

Spero tu possa risolvere il problema, altrimenti batti un colpo: cercherei di essere più preciso.

gigi00

   
Fabrizio
25 Mag 2005, 10:48

Salve, per diversi motivi non ho potuto provvedere ai pagamenti relativi alle scadenze dell'oblazione del 20/12/04 e 31/12/04. Vorrei provvedere entro il 30/06/04 insieme alla scadenza degli oneri concessori e pagare quindi le 2 rate dell'oblazione e le 2 rate deglia on. accessori.
Cosa può succedere?
Grazie per l'attenzione.
   
Emanuele
26 Mag 2005, 14:51

Scrive in risposta al messaggio scritto dall'utente Emanuele il 19 Mag 2005, 10:15 (Chiudi Messaggio)
> Salve a tutti. L'anno scorso ho fatto un'abuso edilizio che sto sanando.
> La modalità di pagamento che ho scelto è fraziona in tre rate di cui
> una già pagata. Il problema è che non so quando scade la seconda rata!!
> So che dovrebbe scadere verso la fine di Maggio ma non so con esattezza
> il giorno!! Tenedo conto che la regione in cui mi trovo è il Lazio
> qualcuno saprebbe darmi questa informazione? Vi ringrazio Anticipatamente
> e vi auguro una buona giornata.
>
> Emanuele


Grazie Luigi Angelo!!!

Emanuele
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