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Il campanile di San Zenone, d'età romanica, è il più antico di Cesena e l'unico conservatosi di quel tempo. L'attigua e omonima chiesa costituisce un piccolo gioiello di architettura religiosa
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Autore:
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Valentina Orioli, Denis Parise (a cura di)
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Editore:
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ALINEA EDITRICE
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Pagine:
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88
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Anno:
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2009
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Lingua:
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Italiano
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ISBN:
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9788860554284
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Prezzo di copertina: € 16,00 Prezzo Edilportale: € 13,60
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DESCRIZIONE
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Fra le molteplici conseguenze dello sviluppo urbanistico novecentesco si collocano fattori ostativi per una fruibile ricezione della veduta cittadina: per rendersene conto basta recarsi nella cattedrale e osservare in controfacciata la scenografica visione del recinto cittadino, con tutte le emergenze in bella mostra, che Girolamo Cialdieri (Urbino 1593-1680) dipinge in una grande tela proveniente dall'antica e scomparsa San Severo; nel quadro la leggibilità di chiese e campanili assume uno straordinario valore documentale, compreso il meno elevato all'estrema destra che subito s'identifica per quello di San Zenone. Oggi il piccolo complesso, ai margini dell'abitato urbano contenuto dalla medievale cinta muraria, è incastonato in via Uberti : anzi, la sua torre campanaria ha subito un vero e proprio assedio, a tal punto che con fatica la si può intercettare dalla sede stradale, mentre soltanto dai piani alti del prospiciente palazzo Ghini è possibile goderne una vista completa e ravvicinata. Il campanile di San Zenone, d'età romanica, è pertanto il più antico di Cesena e l'unico conservatosi di quel tempo. L'attigua e omonima chiesa, forse poco nota agli odierni Cesenati anche per la ridotta officiatura, costi-tuisce un piccolo gioiello di architettura religiosa, oggi leggibile nel suo impianto settecen-tesco, caratterizzato e valorizzato dal ciclo di affreschi che Giuseppe Milani (Fontanellato 1716? - Cesena 1798) dedicò alle Storie di San Zenone, il vescovo titolare del tempio sin dall'età di mezzo. Questo edificio torna ora - grazie alla proficua sinergia fra Soprintendenza, Diocesi e Fondazione - a risplendere, dopo un canti ere di restauri che ha interessato campa-nile, chiesa e decorazione pittorica. In tal modo la città si riappropria di un prezioso segmento del suo patrimonio storico, architettonico, artistico e di fede: non va infatti dimenticato che per secoli San Zenone ha custodito il venerato omonimo Crocifisso, oggetto di gran culto e assidua devozione; di quel dolente simulacro – in seguito trasferito in cattedrale e lì attualmen-te venerato – il presente ripristino torna a mostrare l'antica e suggesti va sede. Il recupero e la rinnovata fruizione di un importante bene culturale qual è un edificio sacro contribuisce alla risignificazione dei luoghi della fede che hanno marcato l'esistenza della città, alla valorizza zio-ne del tessuto urbano che il tempo inevitabilmente vela, al risveglio di memorie costituite dai nostri padri e a noi lasciate in eredità. Anche la salvaguardia dei beni comunitari assume pertanto il ruolo di un'operazione culturale: cui tutti siamo chiamati e che sempre ci interpella ogni qual volta si materializzi l'emergenza, specie là dove storia e arte si coniugano armoniosamente.
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INDICE
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Contenuto: San Zenone a Cesena: cenni storici Valentina Orioli; I restauri della chiesa di San Zenone a Cesena Denis Parise; La diagnostica sugli affreschi Salvatore Lorusso, Chiara Matteucci; Cronaca di un restauro Maria Letizia Antoniacci; Giuseppe Milani in San Zenone: i dipinti murali Marina Cellini; Andrea Mainardi, San Zenone vescovo; Apparati - La memoria epigrafica Marino Mengozzi; La chiesa di San Zenone nelle memorie del canonico Giovanni Urtoller a cura di Pietro Turci; I restauri della chiesa di San Zenone a Cesena
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