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Editori
Categoria: URBANISTICA
L'ANELLO DEBOLE. STATO ATTUALE E PROSPETTIVE DELLA PIANIFICAZIONE ALLA SCALA VASTA. SCONTO SOCI INU 20%
Una ricognizione riguardo la pianificazione di area vasta nel Friuli V.G. e sul ruolo della Provincia sulla base di quanto disposto dalla Legge sulle autonomie locali.

Autore: A cura di Sandro Fabbro ed Eddi Dalla Betta
Editore: INU Edizioni Srl
Pagine: 162
Anno: 2006
Lingua: Italiano
ISBN: 978 - 88 - 7603 - 004 - 1
Prezzo di copertina: € 20,00
Prezzo Edilportale: € 18,00
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DESCRIZIONE

Nel Friuli Venezia Giulia considerare la pianificazione alla scala vasta l'anello debole del processo di trasformazione del territorio non è, certo, un'esagerazione o un errore di valutazione.
Quanto è avvenuto, infatti, è verosimilmente il risultato di un'impostazione istituzionale che risale alla prima legge in materia urbanistica della neo costituita Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. All'epoca (anno 1968) vennero, infatti, disposte le progettazioni del piano urbanistico regionale, dei piani zonali (riferiti alle otto zone socio-economiche) e dei piani comprensoriali, elevando a ruolo di ente intermedio, collocato tra regione e comuni, una pluralità di istituzioni consortili, espressione sempre non di una volontà popolare (che sceglie i propri rappresentanti con elezioni) ma di una elezione di secondo grado (fatta cioè dagli eletti presenti nei consigli comunali).
Con il risultato che, accanto al PURG, che ha conosciuto la felice stagione di una accurata progettazione interdisciplinare e di una efficace attuazione territoriale, non si ricordano altri piani di area vasta. Se non quelli — sicuramente di grande valore progettuale per la specificità della disciplina tratta — dei piani di ricostruzione del Friuli terremotato.
Questa situazione (che non si registra in altre realtà nazionali, dove sono fiorite varie esperienze innovative, come, ad esempio, l'istituzione e l'operatività dei comprensori) si è mantenuta nel Friuli Venezia Giulia fino ai primi anni Novanta. Fino a quando, seguendo le tracce del processo di riforma delle disposizioni in materia di ordinamento delle autonomie locali, nella legge "quadro" urbanistica regionale (anno 1991) è stato indotto il Piano territoriale provinciale di coordinamento. Il PTPC è stata la risposta data nella nostra regione al dibattito sull'ente intermedio, riprendendo proprio quanto disposto dalla legge di riforma delle autonomie locali che attribuisce alle province compiti di programmazione e di coordinamento territoriale.
INDICE

Presentazione, Giorgio Drì
Introduzione, Pierluigi Properzi

RELAZIONI DI BASE
La scala vasta e le prospettive della copianificazione, Piero Cavalcoli
Le istituzioni di governo dell'area vasta: problemi attuali e prospettive di riforma, Leopoldo Coen

PARTE PRIMA. L’APPROCCIO BASATO SUL PIANO URBANISTICO: casi ed esperienze
Introduzione, Maria Alberta Manzon
La costruzione di un piano territoriale come “quadro di riferimento condiviso” per i comuni: il PTRP del Tarvisiano, Flavio Piva
Il rapporto tra “Piani ed "Architettura del paesaggio”: il caso del Piano Territoriale Regionale Particolareggiato della costiera triestina, Luciano Semerani
Alcune riflessioni a partire dai Piani Infraregionali di Ezit‑Trieste, Aussa Corno, Monfalcone e Tolmezzo, Edino Valcovich
L’approccio alla pianificazione di area vasta della Provincia di Gorizia, Alessandro Bon
Il ruolo delle province: tra vuoto normativo e prospettive future, William Starc
La Provincia di Udine e le modalità di integrazione ed attuazione delle pianificazioni settoriali, Sergio Contardo

PARTE SECONDA. L’APPROCCIO BASATO SU PROCESSI DI PIANIFICAZIONE CONDIVISA: casi ed esperienze
Introduzione alle relazioni, Roberto Gentilli
Dopo il PRUSST. Uarea udinese tra "Programmi complessi" e costruzione di una rete di pianificazioni condivise, Giorgio Cavallo
1 quadri ambientali e le valutazioni di compatibilità, di qualità e di sostenibilità: (Agende 21, EMAS, VAS, ecc.), Stefano Asquini
Comprensori montani tra ristrutturazione istituzionale e nuove geografie dello sviluppo. 1 nuovi programmi comunitari, Duilio Cosatto
Una visione binoculare tra pianificazione di area vasta e progetti territoriali. Le esperienze della Provincia di Pordenone, Bruno Asquini
L’architettura di uno strumento per il governo del territorio alla scala vasta: il PTCP della Provincia di Pordenone, Eddi Dalla Betta

PARTE TERZA. CONTRIBUTI AL DIBATTITO
Una nuova stagione per la pianificazione in Friuli Venezia Giulia, Federica Seganti
Il ruolo della Provincia e il rapporto con i Comuni, Luciano Del Frè
Riforma delle autonomie locali e riforma urbanistica regionale: nuovi ruoli per le Province, Elio De Anna
Piani, programmi e progetti in Provincia di Pordenone: la necessità di uno strumento di coordinamento alla scala intermedia, Corrado Della Mattia
Il Piano Territoriale Provinciale di coordinamento: uno strumento necessario per il governo del territorio, Massimo Greco

CONCLUSIONI
Problemi, soggetti e modalità di scala vasta: stato e prospettive in Friuli Venezia Giulia, Sandro Fabbro

MATERIALI E SCHEDE
La pianificazione di scala intermedia nel Friuli Venezia Giulia: materiali, Paola Cigalotto e Monica Bíanchettin
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Bozza non ancora in vigore 22/05/2012

Ministero dell’Economia e delle Finanze - Schema di decreto concernente le modalità con le quali i crediti non prescritti, certi, liquidi ed esigibili, maturati nei confronti delle Regioni, degli Enti locali e degli Enti del Servizio Nazionale Sanitario per somministrazione, forniture e appalti, possono essere compensati con le somme dovute a seguito di iscrizione a ruolo, ai sensi dell’articolo 31, comma 1-bis, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni dalla legge 30 luglio 2012, n. 122

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