Legambiente: Rapporto Ecomafia 2004
Oltre 246mila i reati contro ambiente e territorio
09/04/2004 - Dal 1994 al 2003 sono stati oltre 246mila i reati contro ambiente e territorio, quasi 155mila le persone arrestate o denunciate, e più di 40mila i sequestri effettuati. È quanto emerge dal Rapporto Ecomafia 2004 realizzato da Legambiente e presentato martedì scorso a Roma, presso la sede dell’associazione.
Si tratta delle aggressioni avvenute negli ultimi dieci anni nei settori rifiuti, abusivismo edilizio, contaminazione degli appalti, racket di animali e traffico delle opere d’arte.
Campania, Puglia, Calabria e Sicilia risultano le regioni dove si concentra il 40% delle infrazioni, mentre il Lazio si guadagna la pole position nell’illegalità nel ciclo del cemento, che da sola fa salire la percentuale della criminalità ambientale al 43%.
Il business delle ecomafie nell’ultimo decennio è stato stimato per un valore di 132 miliardi di euro circa, con una particolare impennata nel 2003: superati i 18,9 miliardi di euro con un incremento, rispetto al 2002, del 14,2%.
L'abusivismo edilizio sembra aver ormai consolidato le proprie radici. Le costruzioni illegali realizzate in Italia nel periodo di tempo preso in considerazione nel Rapporto sono oltre 405mila, di cui oltre la metà (57%) nel Mezzogiorno.
Solo nel 2003 le costruzioni abusive sono state più di 40mila, per una superficie complessiva di oltre 5,4 milioni di metri quadrati ed un valore immobiliare superiore ai 2,7 miliardi di euro: circa 9mila edifici abusivi in più rispetto all’anno precedente.
Percentuali molto alte, ma destinate a crescere ancora se si considera la concessione della proroga per la presentazione delle domande di condono. A tal proposito Roberto Della Sella, presidente di Legambiente, dichiara: “Dallo Stato arrivano messaggi più o meno diretti di accondiscendenza verso l’illegalità. Basti pensare al condono edilizio che rivitalizza il business dei clan mafiosi che ruotano intorno al mattone, preannunciando tra l’altro un ingente esborso di denaro da parte degli Enti locali”.
Nel programma messo a punto da Legambiente per combattere gli eco-reati, compare la proposta di istituire un Ufficio nazionale per la lotta all'abusivismo edilizio, magari alle dipendenze del ministero dell'Ambiente e del territorio, con funzioni operative e di coordinamento, che supporti Comuni ed Enti parco nelle attività di demolizione di tutto ciò che è comunque non sanabile, nonché in quelle di repressione del nuovo abusivismo (cioè a partire dal 31 marzo 2003).
Misura necessaria al ripristino della legalità sarebbe, inoltre – secondo Enrico Fontana, responsabile del settore ambiente e legalità dell’associazione – l’introduzione nel Codice Penale dei delitti contro l’ambiente. Provvedimento che sarebbe previsto anche da Consiglio d’Europa e commissione europea. (riproduzione riservata)
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