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INFORMATICA I fregi del Partenone di Atene ricostruiti al computer
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I fregi del Partenone di Atene ricostruiti al computer

di Roberta Dragone
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Saranno presto offerte al pubblico tutte le trasformazioni delle varie epoche ricomposte in 3D

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17/06/2004 – Le centinaia di sculture del Partenone di Atene ricostruite virtualmente e in 3D. Non si tratta di una semplice idea, bensì di una iniziativa già realizzata dall’Institute for creative technologies dell’Università della California del Sud, che ha utilizzato un software italiano prodotto dal Visual Computing Group del Cnr di Pisa. Per la prima volta sono visibili insieme tutti gli altorilievi del Partenone attualmente sparsi in diversi musei: 2200 scansioni digitalizzate in 3D che racchiudono 160 metri lineari di fregio, 52 metope e parte dei due frontoni del tempio. Il professor Paul Debevec, coordinatore dell’équipe informatica canadese e responsabile del progetto, spiega in che modo sia stato possibile portare a compimento la grande impresa di grafica computerizzata al servizio dei beni culturali. Per la scansione tridimensionale delle sculture sono stati utilizzati un videoproiettore ed una telecamera digitale: la luce a strisce emessa dal videoproiettore, deformando la geometria dell’oggetto, ne ha consentito la perfetta ricostruzione in tre dimensioni. Successivamente si è passati alla “reflectance information”. Sono state cioè esaminate le sculture originali al fine di cogliere il modo in cui la superficie di ogni pezzo riflettesse la luce. Tutte le informazioni su luce e colore raccolte dall’osservazione dell’originale sono poi state digitalizzate in 3D. Soluzione che ha permesso di riprodurre l’opera nelle diverse trasformazioni subite nel corso delle varie epoche ed in tutte le scale. Roberto Scopigno, ricercatore del Visual Computing Group del Cnr di Pisa, spiega che, nonostante l’idea di non scoraggiare i potenziali utenti della nuova tecnologia, si prevede che l’opera completa ricostruita virtualmente non sarà offerta gratuitamente su internet, ma trasferita su cd-rom. Questo alla luce della considerevole mole di lavoro che l’iniziativa ha comportato, nonché della vasta banca dati raccolta. Maggiori informazioni sul progetto
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