Sughero spruzzato

Bari: amianto seppellito da un parco verde

Approvata variante al Prg: il suolo dell’ex Fibronit non è edificabile

vedi aggiornamento del 17/11/2005
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16/06/2005 - La prima vittoria dei cittadini baresi nella battaglia Fibronit. Il Consiglio comunale ha recentemente approvato una variante al piano regolatore che rende non edificabile il suolo su cui un tempo sorgeva la Fibronit, la fabbrica di componenti per l’edilizia nota per la notevole quantità di amianto che ha lasciato in eredità al capoluogo barese, ed accusata di aver causato la morte di centinaia di operai.


Il Prusst del Comune di Bari – il programma di riqualificazione urbanistica – destinava l’area in oggetto a nuove residenze. Una disposizione contro la quale i cittadini, riuniti nel comitato Fibronit, si sono battuti in quanto avrebbe comportato la rimozione dell’amianto con la consequenziale e pericolosa dispersione nell’atmosfera delle polveri nocive. I citadini hanno invece preferito seppellire l'amianto nel verde. Non più dunque alloggi residenziali, bensì un grande parco pubblico, che sarà realizzato con 10 milioni di euro stanziati dalla Regione.

La fabbrica sorgeva in prossimità di abitazioni cittadine, tra l’estramurale Capruzzi e il quartiere Japigia. Nel 1985 è stata definitivamente chiusa e dal 23 gennaio 2002 è sotto sequestro. Tuttavia, il percorso giudiziario intrapreso per fare chiarezza non è stato sicuramente privo di difficoltà.
Ci sono state diverse richieste di condanna; un ex dirigente è già stato condannato a due anni e mezzo di reclusione perché accusato di omicidio colposo di 12 operai.
Contestati anche i reati di danneggiamento per distruzione e deterioramento delle falde acquifere che scorrono sotto l’area dello stabilimento, inquinate di fibre di amianto; e per provocazione di “emissione e dispersione nell’aria di polveri derivanti dalla lavorazione dell’amianto, idonee a cagionare danni alla salute dei cittadini”.

Rimane ancora da risolvere la questione dell’individuazione del proprietario dell’area. Il Comune sarebbe indirizzato sulla strategia del dialogo con il curatore fallimentare. Se ciò non dovesse essere possibile – anticipa il sindaco di bari Michele Emiliano – procederemo all'esproprio.

“Ora – auspica il Consigliere Carlo Paolini intervenuto in Consiglio Comunale - si tratta di allargare tale partecipazione propositiva, promuovendo un concorso di idee che coinvolga la città intera: il parco che nascerà sarà il parco che ci ricorderà la morte di tanti lavoratori innocenti, di persone ignare del pericolo che correvano; il parco dovrà necessariamente divenire un patrimonio di tutta la città e non solo di un quartiere o di una fascia di cittadini”. (riproduzione riservata)
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