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Pronto il disegno di legge urbanistica in Sicilia

Tre livelli di pianificazione, standard ambientali e perequazione

vedi aggiornamento del 06/03/2006
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Dopo l’approvazione da parte della giunta, prevista tra qualche giorno, il Ddl andrà in assemblea per il voto definitivo.


Sulla scia del Ddl Lupi, che disciplinerà la materia a livello nazionale, anche la Sicilia sta per dotarsi di una nuova legge che sostituisce la 71/1978 e che introduce importanti novità.

Tra gli obiettivi: arginare lo spreco di territorio e lo scempio ambientale, favorendo il recupero del patrimonio edilizio esistente; snellire le procedure di approvazione dei vari strumenti urbanistici; semplificare le normative; adottare un approccio di tipo strategico al territorio.

La nuova legge introdurrà un sistema di pianificazione a tre livelli: i Piani Territoriali Regionali, Provinciali e Comunali. I Ptr saranno predisposti da un apposito ufficio regionale, poi adottati e approvati dalla giunta; avranno carattere strategico e di indirizzo. Introdotti anche i Piani Territoriali Regionali d’area, specifici per zone particolari, quali zone in cui è forte il fenomeno dell’abusivismo, coste, centri storici e aree protette.

I Piani Territoriali Provinciali, approvati dai consigli provinciali, avranno come obiettivi primari la tutela delle risorse culturali e naturali e la localizzazione di infrastrutture per la mobilità. Saranno di tipo strutturale, con funzioni di coordinamento della pianificazione comunale e definiranno la programmazione di lungo periodo.

I Piani Urbanistici Comunali, predisposti dagli uffici tecnici dei comuni e approvati dai consigli, saranno operativi e stabiliranno le destinazioni d’uso, avranno una validità di dieci anni con revisioni ogni cinque. I piccoli comuni potranno sostituirli con regolamenti edilizi.
Previsti anche i Piani Urbanistici Attuativi, ad iniziativa pubblica o privata, che saranno approvati solo se in possesso di certezza finanziaria.

Il Ddl abolisce i Consigli regionali per l’urbanistica e le commissioni edilizie, le cui funzioni saranno svolte mediante conferenze e accordi di pianificazione e accordi di programma.

Introdotto l’istituto del comparto edificatorio, con conseguente applicazione della perequazione, per non causare disparità di trattamento tra i proprietari rispetto alle destinazioni pubbliche o private dei suoli. Nuova anche la possibilità di utilizzare l’Ici come strumento di applicazione della perequazione.

Accanto agli standard tradizionali per servizi e attrezzature, sono previsti standard di qualità ambientale, al fine di limitare lo spreco di risorse e prevenire gli inquinamenti. (riproduzione riservata)
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