Campania, cave chiuse e rincari dei materiali
Il Piano delle attività estrattive chiude le cave non autorizzate
12/09/2005 - Notevoli rincari, in Campania, dei materiali per il settore edilizio quali laterizi e inerti.
Il vigente Piano regionale delle attività estrattive sta imponendo la progressiva chiusura di moltissime cave, privando le imprese edili della regione di una fondamentale fonte di approvvigionamento dei materiali da costruzione.
Le difficoltà di reperimento stanno dunque provocando aumenti dei prezzi che raggiungono il 25-30%.
Il Piano delle attività estrattive ha l’obiettivo di chiudere tutte le cave abusive che in Campania hanno causato un vero e proprio scempio del territorio, con conseguente dissesto idrogeologico e frane. Secondo studi della Regione, in Campania esistono ben 1.532 cave autorizzate, chiuse o abbandonate e 180 cave prive dell’autorizzazione regionale e spesso situate in aree vincolate.
La repentina indisponibilità di nuovo materiale, e il conseguente aumento dei prezzi, sta mettendo in difficoltà gli imprenditori edili che chiedono un intervento pubblico analogo a quello disposto dal Ministero delle Infrastrutture per fronteggiare gli aumenti dei materiali e dei prodotti derivati dall’acciaio e dal rame. (riproduzione riservata)
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