Riforma del project financing, ddl all’esame del Senato
Viene disciplinato anche il partenariato pubblico privato
14/12/2005 - È stato esaminato nella seduta di ieri dalla Commissione Lavori pubblici del Senato il ddl di riforma del project financing.
Nel testo predisposto dal Presidente della commissione, Luigi Grillo (FI), sono state inserite molte delle proposte contenute nel ddl di Paolo Brutti (Ds). Il testo unitario si occuperà sia di project financing che di partenariato pubblico privato (Ppp).
Le proposte di Brutti riguardano in primo luogo la valutazione delle candidature dei promotori: è prevista la cancellazione della gara della “fase 2” per la scelta del promotore, a condizione che ci siano più aspiranti promotori con proposte tutte giudicate di pubblico interesse, e che sia pubblicato un bando di ricerca del promotore.
In tal caso l’amministrazione riapre il confronto dando 45 giorni di tempo per formulare proposte migliorative e chiedendo una cauzione supplementare del 2,5%. Al vincitore di questo confronto comparativo viene assegnata direttamente la concessione.
Per quanto riguarda la finanza di progetto, il ddl chiarisce i contenuti obbligatori dell’asseverazione del piano economico-finanziario elaborata su dati del dichiarante non soggetti al controllo da parte della società di asseverazione, rendendoli meno onerosi.
È previsto inoltre che l’amministrazione abbia quattro mesi di tempo per valutare le proposte dei promotori, scaduti i quali sono dovuti gli interessi legali sulle spese sostenute dal privato.
Viene affrontato anche l’istituto del Ppp, di origine europea. Il partenariato pubblico privato viene praticamente assimilato alla concessione, anche dal punto di vista delle modalità di affidamento (articolo 19 legge Merloni).
Nella seduta di ieri sono stati illustrati gli emendamenti presentati dal gruppo dei Verdi mentre Brutti dei DS ha presentato nuovi emendamenti al testo in esame.
Il relatore ha ritenuto opportuna una riunione informale dei senatori al fine di chiarire su quali punti si possa arrivare ad una condivisione delle norme da approvare.
Il presidente Grillo ha quindi rinviato l'esame congiunto dei disegni di legge.
Vedi il testo del Ddl (riproduzione riservata)
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