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Direttiva Bolkestein: approvata dal Parlamento Ue

Cancellato il principio del paese d’origine; escluse le professioni

vedi aggiornamento del 21/12/2009
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20/02/2006 - È stata approvata il 16 febbraio scorso in prima lettura dal Parlamento europeo la direttiva Bolkestein sulla liberalizzazione dei servizi nei Paesi dell'Unione europea.


Il testo approvato è però profondamente cambiato rispetto alla versione originale. Nei giorni scorsi 50 mila lavoratori hanno manifestato a Strasburgo contro la direttiva, denunciando i rischi di dumping sociale e di subordinazione dei diritti sociali al profitto.

Sparisce, dunque, la norma più controversa, quella sul paese d’origine: il prestatore dei servizi dovrà rispettare le leggi del Paese in cui opera e non quelle dello Stato di origine dell'azienda, come invece prevedeva il testo proposto dall'ex commissario Frits Bolkestein.

Il principio del paese d’origine è sostituito con quello della libera circolazione dei servizi; sono fissati limiti allo stabilimento all'estero, per motivi di sicurezza sociale, ambientale e di salute pubblica.

Per quanto riguarda i professionisti, ricordiamo che la proposta originaria prevedeva l’applicazione delle norme a tantissimi tipi di servizi, compresi quelli professionali di architetti e ingegneri.

E soprattutto gli ingegneri, per i quali non esiste una norma che regoli lo svolgimento della professione in un Paese diverso da quello di origine (a differenza degli architetti, disciplinati dalla direttiva sulle qualifiche professionali) temevano la concorrenza di colleghi stranieri, che avrebbero potuto derogare alle tariffe italiane e non sottostare agli obblighi di formazione e di iscrizione agli Ordini professionali.

La nuova versione della direttiva, invece, ha ristretto il suo campo di applicazione, e non riguarda i servizi professionali: infatti, in caso di contrasto, prevalgono le disposizioni della direttiva sul riconoscimento delle qualifiche professionali (36/2005/CE).

Inoltre, secondo la suddetta direttiva 36/2005/CE, l'accesso alle professioni è regolato dalle norme dello stato di origine, mentre l'esercizio dell'attività è disciplinato dal paese di destinazione.

Il testo passerà ora all' esame del Consiglio europeo e quindi tornerà all' assemblea di Strasburgo. (riproduzione riservata)
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