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Iva 10% ristrutturazioni: possibile proroga

Ieri accordo dei 25: Iva ridotta per altri cinque anni

vedi aggiornamento del 29/03/2006
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02/02/2006 - È arrivato ieri sera il sì della Polonia alla proroga per i prossimi cinque anni del regime agevolato per l’Iva.


Nell’Ecofin del 24 gennaio scorso i venticinque ministri delle finanze europei non avevano raggiunto l’intesa per la proroga del regime agevolato per l’Iva sui settori ad alta intensità di manodopera, tra cui i lavori di ristrutturazione edilizia.

Nel vertice di Bruxelles si era discusso della proposta, avanzata dal ministro austriaco, di prorogare per i prossimi cinque anni il regime agevolato dell’Iva al 10%, scaduto il 31 dicembre 2005. La proposta dell’Austria è stata un tentativo di mediazione tra l’orientamento di Polonia, Repubblica Ceca e Cipro, che vorrebbero prorogare a tempo indeterminato l’agevolazione, e gli altri Paesi.

La questione, quindi, è stata rimandata di alcuni giorni perché, trattandosi di un argomento fiscale, qualsiasi decisione del consiglio Ecofin deve essere presa all'unanimità dai ministri.

Ricordiamo che in Italia il regime agevolato al 10% per le attività di recupero edilizio, è stato introdotto con la Finanziaria per l’anno 2000, in attuazione della facoltà concessa dall’Unione Europea, in via sperimentale dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2003, di testare gli effetti di questa riduzione su “taluni servizi al alta intensità di lavoro”. Il termine è stato poi prorogato al 31 dicembre 2005 con la direttiva 2004/15/CE del 10 febbraio 2004, al fine di dare al Consiglio il tempo di esprimersi sulla proposta, avanzata dalla Commissione nel 2003, di revisione delle aliquote ridotte IVA.

Poiché il periodo di sperimentazione è scaduto, la legge Finanziaria per il 2006 non ha prorogato l’agevolazione, in attesa che il tema delle aliquote ridotte venga affrontato in sede europea.

I tre Paesi contrari alla soluzione proposta dalla presidenza austriaca hanno avuto tempo fino al 29 gennaio per valutare se aderire alla proposta.

Lunedì 30 la Polonia ha fatto sapere – tramite il ministro delle Finanze - che non intendeva aderire all’accordo, accolta da tutti gli altri Paesi, di estendere di cinque anni le attuali aliquote ridotte su alcune categorie di servizi a elevata intensità di manodopera.

L’opposizione polacca era motivata dal tentativo di inserire tra le agevolazioni anche la proroga di quelle previste nell’accordo di adesione all’Ue, che scadrebbero nel 2007.

Ieri, infine, la Polonia ha deciso di aderire all'accordo già sottoscritto dagli altri, che permette a nove paesi Ue pre-allargamento di mantenere l'Iva sui servizi sotto il 15%.

L'accordo è stato raggiunto dopo che la Polonia ha ottenuto di mantenere l'Iva ridotta sulla casa oltre la scadenza del 2007. (riproduzione riservata)
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