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Punta Perotti: i dettagli sulle tre fasi di demolizione

Niente esplosivo per palazzo Quistelli, ma uno “sbriciolamento” mediante braccio meccanico. 23 e 24 aprile le ultime tappe

vedi aggiornamento del 21/01/2009
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20/04/2006 - Domenica 23 e lunedì 24 aprile sarà concluso l’intervento di demolizione dei fabbricati A e B dei tre blocchi del complesso “Punta Perotti” a Bari. Nessun colpo di scena sul proseguimento del programma di demolizione, bensì una novità sulla modalità di abbattimento del fabbricato C, noto come palazzo Quistelli. Il terzo ed ultimo blocco della “saracinesca” del lungomare barese non sarà fatto crollare mediante microcariche esplosive, ma con l’ausilio di uno speciale macchinario dotato di un braccio modulare in grado di sollevarsi sino a 52 metri di altezza.

Ad annunciarlo è la General Smontaggi, aggiudicataria della gara per la demolizione, che assicura: “la demolizione sarà diversa, ma non meno spettacolare”.

“Il progetto iniziale – spiega l’Assessore al Contenzioso Cinza Capano – prevedeva una demolizione in parte meccanica, in parte mediante esplosivo”. La novità consiste nella scelta di procedere con modalità solo meccaniche. Decisione che sarebbe stata resa necessaria da una prescrizione di evacuazione, imposta dalla Commissione Esplosivi, di un’area doppia rispetto a quella approvata, troppo consistente per poter garantire i massimi livelli di sicurezza.

A demolire il blocco Quistelli sarà l’escavatore cingolato “PMI 980 Superlong Demolition”, un macchinario da 140 tonnellate di peso con un motore endotermico da 14.000 cc di cilindrata, di cui esistono solo 4 produzioni al mondo; di queste 2 in Europa. La General Smontaggi lo definisce una sorta di dinosauro “roditore”; è dotato di accessori intercambiabili (cesoia per il taglio di acciaio al carbonio o pinza per il taglio del cemento e frantumatore per il calcestruzzo) dal peso variabile di 1500/4500 kg, che necessita per il trasferimento di ben quattro trasporti, dei quali uno “eccezionale”.
Giovedì 27 aprile – assicura Stefano Chiavalon, autore del progetto di demolizione – il macchinario già partirà per raggiungere il capoluogo barese. Si tratta di un trasporto eccezionale che richiederà due o tre giorni di viaggio. Dopo un paio di giorni di assemblaggio, potrà avere inizio l’ultima fase di abbattimento. Con tutta probabilità dal prossimo 3 maggio. L’edificio verrà “sbriciolato” dall’alto verso il basso, e l’operazione durerà circa 30 giorni.
“Intanto – spiega l’architetto – in cantiere c’è già una macchina con un braccio di 27 metri che può tranquillamente iniziare la demolizione di palazzo Quistelli, almeno fino a 16 metri” (vedi foto in basso).

Chiavalon ha fornito ulteriori dettagli anche sulle prossime due tappe, previste per il 23 ed il 24 aprile. Domenica 23 aprile saranno buttati giù 70mila metri cubi di volumetria, esattamente come avvenuto il 2 aprile scorso. L’intervento interesserà l’ultimo modulo del fabbricato B, che avrà una direzione di caduta completamente diversa rispetto a quella dei moduli abbattuti domenica 2 aprile, in quanto sarà ribaltato non verso nord, ma verso la ferrovia. Nella stessa giornata verranno giù anche due moduli del fabbricato A, la cui direzione di caduta avverrà invece con la stessa tipologia dei moduli demoliti durante la prima fase del 2 aprile. Saranno utilizzati in tutto 350 chilogrammi di esplosivo, innescati da 3500 metri di miccia.

Lunedì 24 aprile sarà completato l’abbattimento del secondo fabbricato, quello più vicino al mare, per complessivi 23mila metri cubi di volumetria, che richiederanno l’utilizzo di 150 chilogrammi di esplosivo e 1500 metri di miccia.

Terminata l’attività di riduzione volumetrica delle macerie – che, ricordiamo, saranno frantumate in loco prima mediante escavatori cingolati che consentiranno la riduzione del 95% del calcestruzzo, e poi per mezzo di un frantoio mobile – sulla superficie verrà steso uno strato di terreno vegetale. (riproduzione riservata)
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Altri Commenti

nick georgakopoulos, atene, grecia

calcestruzzo in ottime condizioni ma pochi ferri. fosse in greccia con le regole antisismiche vigenti dal 1995 sarebbe un lavoro difficile demolire punta perotti.

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