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Codice Ambiente: via libera del Governo e firma di Ciampi

Approvato dal Consiglio dei Ministri il 29 marzo scorso; poche le modifiche apportate dopo i rilievi di Ciampi

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vedi aggiornamento del 28/04/2006

04/04/2006 - La nuova versione del Testo Unico in materia ambientale è stata firmata ieri dal Presidente della Repubblica. Approvata in via definitiva dal Consiglio dei Ministri il 29 marzo scorso. Si è appreso dell'approvazione dal parte del Governo con qualche giorno di ritardo perché il provvedimento non era riportato nel consueto comunicato stampa che Palazzo Chigi diffonde dopo ogni seduta.

I nuovi testi (decreto legislativo e allegati) sono comparsi sul sito del Ministero dell’Ambiente, in sostituzione della precedente versione del 10 febbraio 2006.
Ricordiamo che il Codice, dopo l’approvazione del 10 febbraio, è stato inviato al Quirinale per la firma del Presidente della Repubblica; il 20 marzo Ciampi ha chiesto al Governo chiarimenti sul decreto legislativo, sollevando alcuni rilievi di metodo. Le obiezioni hanno riguardato il mancato parere del Consiglio di Stato e il parere negativo della Conferenza Stato-Regioni, condiviso delle associazioni ambientaliste e giunto quando l’iter era ormai terminato.

Il Presidente Ciampi ha chiesto quindi di conoscere le motivazioni dell’approvazione del testo pur in assenza del parere del consiglio di Stato, e i motivi della totale chiusura manifestata dalle Regioni; interrogativi anche sul mancato coinvolgimento, a livello di consultazione, delle associazioni ambientaliste.

Dopo pochi giorni il Governo ha inviato al Presidente della Repubblica la nuova versione del Testo lievemente modificata rispetto alla precedente. Ai rilievi formulati il Governo ha risposto che il parere del Consiglio di Stato non era obbligatorio in quanto il Codice, non contenendo la disciplina relativa alle aree protette, all’inquinamento acustico e all’energia, non può essere considerato un Testo Unico.

La posizione contraria delle Regioni invece, - fanno sapere da Palazzo Chigi - non è stato presa in considerazione perché quello trasmesso era un documento della Conferenza dei Presidenti e non un vero e proprio parere negativo della Conferenza Unificata.

La Conferenza unificata aveva infatti deciso di non esprimere alcun parere, perché in totale disaccordo con il modo di operare del Governo. Regioni, Province e Comuni accusavano l’Esecutivo di non aver rispettato l’impegno a cooperare con le Regioni nella stesura del Codice.

Negli stessi giorni le Regioni avevano denunciato l’impatto drammatico del Testo Unico sulla normativa regionale, a causa data dell’incompatibilità con le norme regionali vigenti.

Da non dimenticare la mobilitazione del mondo accademico e scientifico contro il Codice: un appello, la cui prima firmataria è stata il Premio Nobel Rita Levi Montalcini, è stato indirizzato alle più alte cariche dello Stato per chiedere di non approvare il Codice.

Tra le modifiche apportate dopo i rilievi di Ciampi, vi è la retromarcia del Governo sull’abrogazione della norma (art. 17 comma 46 L. 127/1997) che consente alle associazioni ambientaliste di intraprendere azioni giudiziarie in difesa dell’ambiente.

Il presidente di Legambiente, Roberto Della Seta, ha definito “irrilevanti” le modifiche apportate al Decreto a seguito dei chiarimenti chiesti da Ciampi.

Il provvedimento sarà presto pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

(riproduzione riservata)

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