Codice ambiente: pronti i primi nove decreti attuativi
Norme per il riutilizzo delle acque, disciplina delle gare, registri rifiuti
05/05/2006 - Sono stati firmati dal Ministro Matteoli i primi nove decreti attuativi del Codice dell’ambiente (DLgs 152/2006). A pochi giorni dall’entrata in vigore (29 aprile), sono stati infatti emanati i provvedimenti di attuazione previsti dal Codice.
I decreti sono stati resi noti attraverso il sito internet www.comdel.it della Commissione istituita dal Ministero, che ha redatto il Codice.
Si tratta, in particolare di:
Istituzione dell’autorità di vigilanza sulle risorse idriche e i rifiuti (art. 159 comma 1)
Il comitato di Vigilanza dell’uso delle risorse idriche (Coviri) diventa Autorità per la vigilanza sulle risorse idriche e sui rifiuti. L’Autorità è costituita dai presidenti e dai componenti del Coviri e dell’Osservatorio Nazionale sui rifiuti che restano in carica per sette anni.
Norme tecniche per il riutilizzo delle acque reflue (art. 99 comma 1)
Sono stabiliti i criteri per il riutilizzo delle acque reflue domestiche, urbane ed industriali regolamentando le destinazioni d’ uso e i requisiti di qualità per favorire il risparmio idrico e la tutela qualitativa e quantitativa delle risorse idriche.
Modalità di aggiudicazione da parte dell’Autorità d’ambito del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani (art. 202, comma 1)
Il decreto disciplina modalità e termini secondo cui le Autorità d’ambito aggiudicano il servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani, stabilendo che la gestione del servizio venga aggiudicata mediante gara ad evidenza pubblica disciplinata dai principi e dalle disposizioni comunitarie.
Modalità di aggiudicazione del servizio idrico integrato (art. 150, comma 2)
Il decreto detta le modalità delle procedure di gara e stabilisce che la disciplina prevista si applica anche nella scelta del socio privato, preventiva alla costituzione delle società miste.
Definizione dei limiti esterni dell’estuario (art. 74, comma 1, lettera e)
Il decreto stabilisce che l’estuario è l’area di transizione i cui limiti sono compresi tra le acque dolci e le acque costiere. Per mappare gli estuari d’Italia, il decreto dà all’Icram 18 mesi di tempo per condurre uno studio su tutto il territorio nazionale.
Registri di carico e scarico dei rifiuti (articoli 190 e 195)
Il decreto approva i modelli di registro di carico e scarico dei rifiuti escludendo da questo adempimento i piccoli produttori artigiani che non hanno più di tre dipendenti, per cui sarà emanato un nuovo provvedimento.
Criteri, procedure e modalità per il campionamento e l’analisi delle terre e rocce da scavo (art. 186, comma 3)
Il decreto stabilisce i metodi di campionamento e la preparazione dei campioni, i limiti per le concentrazioni di inquinanti, la periodicità delle analisi.
Disciplina per l’esecuzione del monitoraggio della spesa ambientale (art. 55, comma 5)
Secondo il decreto la spesa ambientale continuerà ad essere monitorata dall’Anci. Viene disciplinata anche l’esecuzione delle attività di raccolta ed elaborazione dei dati. Le spese monitorate sono quelle di Stato, Enti locali ed altri organismi di diritto pubblico.
Gestione dei registri delle imprese autorizzate alla gestione dei rifiuti (art. 212 comma 23)
Il decreto stabilisce che il Comitato nazionale dell’Albo dia pubblicità ai registri delle imprese autorizzate alla gestione dei rifiuti. L’inserimento nei registri è su base volontaria. (riproduzione riservata)
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