Combustibile da rifiuti e certificati verdi
Un Dm ammette anche il CDR-Q agli incentivi per le fonti rinnovabili
12/05/2006 - È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 106 del 9 maggio 2006, il Decreto del Ministero delle Attività Produttive 2 maggio 2006 relativo alla produzione di energia elettrica mediante combustibile da rifiuti di qualità elevata (CDR-Q).
Il decreto si è reso necessario per sanare il contrasto sorto tra l’art. 229 del Codice dell’ambiente (DLgs 152/2006), entrato in vigore il 29 aprile scorso, e l'art. 12, comma 3, del decreto del Ministero delle attività produttive 24 ottobre 2005.
L’art. 229 del Codice prevede, al comma 6, che CDR e CDR-Q beneficiano del regime di incentivazione previsto dal DLgs 387/2003, art. 17 comma 1, cioè il regime riservato alle fonti rinnovabili, e che si applica anche ai rifiuti in quanto fonti energetiche.
L’articolo 12 comma 3 del Decreto Ministeriale 24 ottobre 2005 prevede invece, in attuazione della legge 308/2004 (delega ambientale), che la produzione di energia elettrica da parte di impianti che utilizzano combustibile da rifiuti non ha diritto ai certificati verdi.
Tale disposizione ha generato un contenzioso amministrativo presso il TAR Lazio.
L’articolo 1 del nuovo decreto modifica l’art. 12 comma 3, del DM 24 ottobre 2005 prevedendo che la produzione di energia elettrica degli impianti che utilizzano combustibile da rifiuti di qualità elevata (CDR-Q) ha diritto ai certificati verdi.
Il provvedimento risponde inoltre alla necessità di fornire una compiuta disciplina delle modalità di utilizzo del CDR-Q, e di promuovere con urgenza l'utilizzo del CDR-Q che costituisce fonte energetica alternativa e rinnovabile, particolarmente rilevante in situazioni di carenze e crisi energetiche anche al fine di concorrere al raggiungimento degli obiettivi derivanti dal Protocollo di Kyoto.
L’allegato 1 al decreto definisce le modalità di utilizzo del combustibile da rifiuti CDR-Q. (riproduzione riservata)
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