Considerato che la direttiva 75/442/CEE del 15 luglio 1975 è stata modificata a più riprese e in modo sostanziale, il Consiglio europeo ha ritenuto necessario adottare la nuova direttiva a fini di razionalità e chiarezza.
Gli obiettivi sono, in primo luogo, la prevenzione o la riduzione della produzione e della nocività dei rifiuti; in secondo luogo il recupero dei rifiuti mediante riciclo, reimpiego, riutilizzo od ogni altra azione intesa a ottenere materie prime secondarie, oppure l'uso di rifiuti come fonte di energia.
È previsto, a carico degli Stati membri, l’obbligo di creare una rete integrata di impianti di smaltimento, che tenga conto delle tecnologie più perfezionate a disposizione; di elaborare quanto prima uno o più piani di gestione dei rifiuti; e di fare in modo che ogni detentore di rifiuti li consegni ad un raccoglitore privato o pubblico, o ad un'impresa che effettua le operazioni di smaltimento e recupero, oppure provveda egli stesso al recupero o allo smaltimento.
I soggetti che esercitano attività di smaltimento e recupero devono ottenere una specifica autorizzazione.
Infine, è previsto che gli Stati membri comunichino alla Commissione il testo delle principali disposizioni di diritto interno emanate nel settore dei rifiuti. (riproduzione riservata)
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