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DL liberalizzazioni: le posizioni dei professionisti

Dopo le proteste dei primi giorni arrivano le proposte di modifica

vedi aggiornamento del 24/07/2006
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14/07/2006 - A seguito degli incontri dei giorni scorsi con i rappresentanti del Governo, le organizzazioni dei professionisti hanno diramato dei comunicati in cui espongono le loro posizioni e proposte riguardo al decreto Bersani sulle liberalizzazioni.


Il Consiglio Nazionale degli Ingegneri (CNI), in una circolare, ravvisa una “volontà vessatoria nei confronti delle libere professioni”. Relativamente alle società professionali, il CNI ritiene che occorra “contenere al di sotto del 25% l’accesso di capitale puro”; mentre l’abrogazione dei minimi tariffari comporterebbe il “fortissimo rischio di un abbattimento degli standard qualitativi delle prestazioni degli ingegneri e dunque il decadimento della qualità e dei livelli di sicurezza delle opere”.

Il CNI ha chiesto al Ministro Mastella di avviare un nuovo tavolo di discussione sulla riforma delle professioni ripartendo dalla bozza Vietti.

Il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori (CNAPPC), in una nota del 12 luglio, ritiene che i minimi tariffari vadano “mantenuti nei casi in cui sono in gioco interessi pubblici preminenti” e che “la competitività del paese si realizza soprattutto puntando sulla qualità delle prestazioni e non con metodi “al ribasso” né con la totale “deregolamentazione del mercato”. Sostiene inoltre l'urgenza di varare norme legislative in materia di “pubblicità informativa”, “società interprofessionali”, “assicurazione obbligatoria”, “tirocinio e aggiornamento permanente”.

Chiede infine un incontro con il Presidente del Consiglio e l'istituzione di un tavolo di confronto con il Governo, oltre allo stralcio delle disposizioni non urgenti che confluiscano in un disegno di legge di riforma organica.

Il Sindacato Nazionale Ingegneri e Architetti Liberi Professionisti (Inarsind) invece, preso atto dei contenuti del decreto Bersani, propone l’avvio di una concertazione in cui esporre i propri punti programmatici, tra cui:
- una dettagliata individuazione dei compiti e responsabilità del professionista e dei contenuti della prestazione professionale, finalizzata all’analisi da parte del professionista dei propri costi di produzione, e da parte del committente, di una corretta valutazione dell’offerta presentata;
- l’estensione dell’obbligo di validazione ai progetti redatti all’interno della P.A.;
- l’obbligatorietà dell’assicurazione sui rischi professionali;
- l’accesso del professionista a tutte le agevolazioni previste per l’impresa.

Il CUP fa sapere, con un comunicato, che intende sostenere gli emendamenti presentati in Parlamento lo scorso 11 luglio. (riproduzione riservata)
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