18/09/2006 - Sui progetti di restauro la competenza è esclusivamente degli architetti. A stabilirlo è la sentenza n. 5239/06 del Consiglio di Stato che conferma la precedente pronuncia del Tar Toscana respingendo il ricorso di un ingegnere civile il cui progetto di restauro non era stato accettato dalla Soprintendenza per i beni ambientali e architettonici perchè “redatto da un tecnico non abilitato, in quanto non iscritto all’albo degli architetti”.

Non hai un account Facebook?
Silvia
Sempre tante chiacchiere senza risultati.Se e' appurato che il restauro e' competenza degli Architetti perche' non si fa un DL in tal senso, per fugare ogni dubbio?
Francesco Paolo
Continuo a leggere il susseguirsi, delle altalenanti sentenze dei vari organismi giurisidizionali inerenti le competenze professionali di ingegneri e architetti. Intanto mentre, i giudici continuano a proferire pereri a giorni alterni secondo "legittime" interpretazioni normative gli ambiti della professione dell'architetto vengono giornalmente ridotte, non ultimo anche da quanto riportato sulla determina dell'Autorità dei LL.PP. riguardo alla competenza professionale dell'architetto a frimare i calcoli strutturali. Ritengo che tutto quanto riguarda il processo edificatorio del manufatto edilizio sia, competenza dell'architetto sia per quanto riguarda la configurazione architettonica del manufatto stesso sia la sua formazione strutturale e con essa il relativo calcolo. Per quanto tempo ancora dovremmo assitere al silenzio del Consiglio Nazionale degli Architetti per un chiarimento finale sulla materia? Inoltre, desidero porre anche un quesito: un ingegnere può progettare una revisione di un PRG di un'area interamente vincolata dal Codice dei BB.CC.
Renzo Marrucci
Non è solo ancora valida la normativa del 1925 Il decreto che formula la ripartizione delle competenze tra ingegnere ed architetto andrebbe rivisitato e aggiornato, alla luce delle problematiche odierne e andrebbero messe, in condizioni tutte le Soprintendenze e gli Uffici tecnici di Comuni Province e Regioni, di formulare la stessa attenzione ai ruoli e alla tutela della norma. Si vedono troppi D.L. sui beni vincolati lasciati correre in una grave dispersione di professionalità. Dovrebbero essere gli italiani stessi a insegnare all' Europa come gestire le competenze professionali a livello dei beni architettonici, paesaggistici e sui centri storici, ma ciò non avviene proprio per mancanza di valide iniziative culturali e attività, che invece sono in qualche modo sempre convenzionalmente represse... in modo stantio e miope. La scarsa considerazione in cui vive la cultura in Italia, arroccata nei formalismi tipici di burocrazia tronfia e incapace, fa sì che non avvenga mai una seria ripresa e un adeguamento responsabile alle attese e alle esigenze di un paese moderno e vitale come il nostro. Il ritardo del nostro paese sulla ricerca e sulla cultura architettonica e artistica è bene espresso da un ministero dei Beni Culturali che non riesce a liberarsi dalla pastoia mentale e antistorica di una democrazia ipocrita, che non riesce a rispondere alle attese ma in qualche modo le frena, le invischia nella burocrazia e nella trita e vecchia idea di un’ azione burocratica, che contribuisce allo stato confusionale in cui vive la professione dell'architetto oggi... ...
Speciale LAVORI IN QUOTA sponsored by:
Inserisci un commento alla news