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02/10/2006 - L’attività legislativa sulle fonti rinnovabili, in particolare sul fotovoltaico, registra in queste settimane una significativa accelerazione.

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luigi mazzoletti
Nel febbraio 2006 sulla carta si poteva tranquillamente coprire con il fotovoltaico il fabbisogno energetico di un terzo della popolazione italiana senza spendere una lira. L'energia la si poteva ottenere coprendo di pannelli le parti insulse della nostra nazione quelle che si possono coprire senza perdere nulla di piacevole e con dei rimborsi per energia prodotta molto convenienti (tanto che le adesioni hanno superato di gran lunga le piu' rosee previsioni e le aziende che assemblano questi prodotti hanno cominciato a lavorare a pieno regime). In quel periodo una qualsiasi banca chiedeva un rata di rimborso inferiore al ricavo per energia prodotta. Da allora i tassi sono aumentati parecchio, il rimborso per energia prodotta sta diminuendo (da 0,45 a 0,35), la burocrazia sta riprendendo il suo potere. Ora non e’ piu’ conveniente il fotovoltaico. Ora che una buona legge e’ stata affossata si puo’ tranquillamente riprendere a considerare il nucleare e la possibilita’ di acquistare energia elettrica dalla Libia che magari nel frattempo si sara’ attrezzata per produrla coprendo di pannelli fotovoltaici parte del deserto. Sarebbe auspicabile che le leggi avessero una vita lunga, stravolgerle continuamente rende difficile seguirle, le leggi dovrebbero essere semplici, comprensibili, durare nel tempo. Le leggi dovrebbero venire scolpite in lastre di marmo dal relatore della stessa legge, se poi qualcuno le vuole modificare lo faccia pure ma dopo aver personalmente scolpito delle nuove lastre di marmo. Quando ha finito (ma impieghera' un paio di mesi) si potranno pubblicare sulla gazzetta ufficiale e dopo sei mesi entreranno in vigore, previa distruzione delle vecchie tavole. E' una soluzione che se fosse applicabile riuscirebbe a dare stabilita' all'apparato legislativo e tranquillita' al nostro fegato con beneficio per il Ministero della Salute.
luigi mazzoletti
Nel settembre 2005 una legge sul "Conto Energia" mi e' passata fra le mani. Fra le righe si poteva leggere: la possibilita' di chiamare un tecnico, farsi fare un preventivo, passare in banca e farsi fare un prestito, richiamare il tecnico far fare il lavoro, alla fine se tutto ok si paga una parte dell'impianto e si comincia ad utilizzare la propria energia. il tecnico poi passa poi la pratica all'autorita' competente che: se tutto e' a posto ok per il conto energia, si attivano pertanto i contatori gia' installati e ci si collega in rete a questo punto si salda il conto. Lo Stato si limita a fare i controlli di merito. Io mi limito a fare i conti per una valutazione di convenienza ed a mettere a disposizione lo spazio dove operare. Al tecnico una giusta ricompensa per il buon lavoro svolto. All'Italia un minore inquinamento. Da quel settembre quante assurde modifiche ad una buona legge. Ogni due mesi o meno qualcuno che evidentemente non ha nulla da fare si diverte ad inserire nuove norme o regolette attuative che rendono questa via impraticabile. I conti vengono stravolti.
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