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Riforma professioni, inizia l’esame alla Camera

Le Commissioni Giustizia e Attività produttive hanno esaminato ieri quattro nuove proposte di legge

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vedi aggiornamento del 02/02/2007

29/11/2006 - È iniziato ieri alla Camera l’esame dei disegni di legge di riforma delle professioni. Le Commissioni riunite Giustizia e Attività produttive hanno esaminato le proposte di legge presentate dai deputati Mariagrazia Siliquini, Pierluigi Mantini, Michele Vietti e Giancarlo Laurini.

I relatori sono Pierluigi Mantini per la Giustizia e Giuseppe Chicchi per le attività produttive.
Il relatore Mantini ha sintetizzato il contenuto delle quattro proposte di legge sottolineando che l’obiettivo non è quello di abolire gli Ordini professionali, ma di rinnovarli e di riconoscere le nuove professioni e le loro associazioni. L’accesso alle professioni intellettuali - ha proseguito - dovrebbe essere in linea di principio libero, senza predeterminazione numerica, sulla base dell’esame di Stato, che va anch’esso riformato. È necessario qualificare il praticantato e riconoscere un equo compenso al tirocinante.

Sul tema delle tariffe, il relatore ha affermato il principio della libera e consensuale determinazione del corrispettivo, prevedendo eventualmente casi limitati, nei servizi di pubblico interesse, in cui è utile fissare corrispettivi massimi e minimi. Ha ricordato, inoltre, le innovazioni introdotte dal decreto Bersani, che costituisce un punto fermo.

Sono state illustrate le proposte in tema di società professionali, pubblicità, previdenza e riconoscimento delle associazioni delle nuove professioni, oltre alla questione dei corsi di aggiornamento professionale, che potranno essere organizzati direttamente dagli ordinamenti di categoria ovvero dagli Ordini territoriali.

Le Commissioni avvieranno, infine, una serie di audizioni dei soggetti interessati dal provvedimento.

Leggi la discussione alla Camera.

Ricordiamo che Mariagrazia Siliquini nella passata legislatura, in qualità di sottosegretario al Ministero dell’istruzione, dell’Università e della Ricerca, aveva lavorato alla modifica del Dpr 328/2001 sull’accesso alle professioni; la riforma non era però giunta a termine. Michele Vietti invece è stato il promotore di una bozza di riforma dell'ordinamento delle professioni che è stata ad un passo dall’approvazione.

Il relatore Mantini, che spesso si è occupato di ordinamento delle professioni, avrà ora il compito di sintetizzare queste due bozze, oltre a quella del deputato Laurini a alla propria, per mettere a punto un testo unitario da sottoporre all’esame parlamentare.

Prosegue intanto il dibattito sul tema delle professioni: domani si terranno gli Stati Generali del Colap (Coordinamento Libere Associazioni Professionali), cui parteciperanno il Ministro della Giustizia, Clemente Mastella, il Ministro del Lavoro, Cesare Damiano, il relatore della proposta di Legge di Riforma delle Professioni Pierluigi Mantini, e l’onorevole Bruno Tabacci (Udc).

Il Cup (Comitato Unitario delle Professioni), invece, consegnerà ai parlamentari un memorandum con indicazioni per migliorare il testo del disegno di legge delega.

Intanto il disegno di legge Mastella approderà in Consiglio dei Ministri venerdì prossimo, come confermato dal sottosegretario Luigi Scotti presente ieri alla Camera.

(riproduzione riservata)

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2 Commenti

vitelli francesco | minimi tariffari

domenica 3 dicembre 2006 - 13.04

io ritengo che l'abolizione dei minimi tariffari per le professioni ingegneristiche deve essere accompagnato, se si vuole agevolare l'entrata nel mondo delle professioni dei giovani, dal divieto della professione da parte di chi occupa un posto di lavoro a tempo indeterminato in modo particolare nel mondo scolastico, perchè questo crea una concorrenza sleale nei confronti di chi svolge solo la libera professione rispetto a chi tra le altre cose nella maggior parte dei casi utilizza, per svolgere la libera professione, strumenti non propri.

Fabio | Tariffe minime abolite...già da tempo!

domenica 3 dicembre 2006 - 11.26

Sul tema delle tariffe, dato che il relatore ha affermato il principio della libera e consensuale determinazione del corrispettivo (cosa che tra l'altro già esisteva nel mondo reale e rivolto sempre più verso il basso), credo che questo porti ad un'ulteriore abbassamento degli importi a discapito della qualità dei lavori e rivolto verso la quantità (in un mondo che va verso la qualità). Infatti, non basta fissare corrispettivi massimi e minimi solo per i servizi rivolti al pubblico interesse. Questo dovrebbe farci riflettere sulla direzione che si sta prendendo!

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