24/11/2006 - Inizierà la prossima settimana presso le Commissioni Giustizia e Attività produttive della Camera, l’esame dei disegni di legge di riforma delle professioni; quattro le proposte in calendario: quelle dei deputati Siliquini, Mantini, Vietti e Laurini.
Presentate tra maggio e luglio di quest’anno, le proposte puntano a riorganizzare le attività professionali, gli ordini e le associazioni, l’accesso alle professioni e le società tra professionisti.
Contemporaneamente prosegue l’iter del disegno di legge delega proposto dal Ministro della Giustizia, Clemente Mastella, presentato alcuni giorni fa ai professionisti, e che non smette di suscitare reazioni.
“Il testo conserva il sistema ordinistico - ha puntualizzato il Guardasigilli in una nota -, ma in un'articolazione più razionale e moderna, soprattutto nell'interesse dell'utenza; conferma per gli ordini la natura di enti pubblici non economici, enuncia principi rigorosi per quanto attiene alla qualità degli iscritti e alla idoneità delle prestazioni, nonché per i codici deontologici; prevede, anche nel tirocinio e nell'accesso, meccanismi atti ad agevolare l'immissione di risorse giovani”.
“Un testo – prosegue il Ministero - che ha visto uno dei sottosegretari impegnarsi in ben 40 audizioni e per il quale sarà seguita la strada del disegno di legge. E se la delega per l'attuazione della legge dovesse essere affidata al ministro della Giustizia, Mastella ha sottolineato che la eserciterà ascoltando ancora tutte le categorie interessate”.
Ma gli Ordini restano critici: il Cup è soddisfatto per la definizione degli Ordini quali “enti pubblici non economici” ma continua a ritenere la bozza Mastella lacunosa sul tema del mantenimento delle professioni esistenti e sulla questione delle tariffe.
Confprofessioni apprezza invece la volontà del Ministro di proseguire con le consultazioni; sarà importante – secondo il presidente Gaetano Stella - in fase di stesura dei decreti legislativi, anche perché la delega è troppo ampia.
(riproduzione riservata)
sara | mai europei
martedì 28 novembre 2006 - 18.54
dalla lettura della bozza è palese che l'accesso alle professioni resterà ancora troppo vincolato, e che per i giovani sarà sempre difficile il confronto e la immissione sul mercato del lavoro. Penso che tutto debba essere snellito e ricondotto alle università. Ad esempio, dopo la laurea un master formativo interno alla Università di sei mesi o in alternativa un tirocinio di 12 mesi presso altro professionista, alla fine del percorso, un esame di stato generale, in ultimo iscrizione all'ordine per contributi e quant'altro P.IVA e Via sul mercato a confrontarsi, ovviamente senza minimi tariffari a tutela della concorrenza. NON credo che sarà così sono scettica sulla classe politica in generale. SARA laureata 110 e lode, master in corso di specializzazione.
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