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Riforma professioni: la nuova versione del disegno di legge

Il Ministro ha presentato il testo ai rappresentanti di ordini e associazioni

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vedi aggiornamento del 18/12/2006

09/11/2006 - Presentato dal Ministro della Giustizia Mastella ai rappresentanti di ordini e associazioni, il disegno di legge di riforma degli ordini professionali e di accesso alle professioni.

Il nuovo testo del ddl è stato predisposto dal Ministero della Giustizia, in accordo con gli altri Dicasteri competenti, e ha tenuto conto anche dei precedenti incontri con i rappresentanti dei professionisti.
Ricordiamo che il 31 ottobre scorso, con una nota, il Ministero ha fatto sapere di aver completato la stesura del disegno di legge: otto articoli che stabiliscono i principi di delega al Governo per la disciplina sia degli ordini che delle associazioni professionali di interesse generale, nonché delle società tra professionisti.

La riforma prevede il mantenimento del sistema ordinistico e il riconoscimento delle associazioni, attraverso l'iscrizione in un apposito registro, che riceveranno ben precisi compiti per garantire la qualità delle prestazioni professionali, la costante idoneità degli iscritti e degli associati, la cura della deontologia professionale, l'aiuto ai giovani per l'accesso all'esercizio della professione. Approfondisci

Il disegno di legge approderà in Consiglio dei Ministri probabilmente la prossima settimana.

Il Governo appare deciso ad andare avanti rapidamente sulla riforma: qualche giorno fa il Ministro dello Sviluppo Economico, Pierluigi Bersani, ha annunciato che la riforma delle professioni sarebbe arrivata in Consiglio dei Ministri entro poche settimane.

Soddisfatto della convocazione presso il Ministero, il presidente di Assoprofessioni, Roberto Falcone, interpreta l’invito come “la prova che la concertazione reclamata a gran voce da chi si nasconde dietro il confronto perché non vuole questa riforma, in realtà c’è. È infatti la seconda volta nel giro di due mesi, che varchiamo la soglia del ministero della Giustizia a questo scopo. Ci auguriamo adesso che dopo il nuovo giro di audizioni, il disegno di legge passi alle aule parlamentari per la sua definitiva approvazione”.

Il Cup (Comitato Unitario delle Professioni) guarda con fiducia all’incontro di oggi ritenendolo una importante occasione di confronto con il Governo; tuttavia i tempi troppo stretti difficilmente consentiranno l’accoglimento, da parte del Ministero, di eventuali correttivi proposti dagli Ordini. Destano preoccupazioni anche i soli otto articoli del disegno di legge che - teme il Cup - sono troppo pochi per disciplinare una materia così complessa.

Favorevole al mantenimento degli ordini e delle rappresentanze istituzionali si dichiara Gaetano Stella, presidente di Confprofessioni, sottolineando la necessità di evitare sovrapposizioni per le attività per le quali è già prevista l'iscrizione agli albi. Confprofessioni - continua Stella - non vuole dare deleghe in bianco al governo, ma auspica il varo di una legge quadro che disciplini al meglio la materia, negli interessi dei professionisti e dei consumatori.

Intanto il Colap (Coordinamento libere associazioni professionali), che riunisce 170 associazioni e 300mila iscritti, ha programmato per il 30 novembre un incontro generale che sarà l’occasione per un ampio dibattito sul ruolo delle associazioni professionali per lo sviluppo economico e sociale del Paese.

(riproduzione riservata)

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2 Commenti

Giovanni | gli ordini professionali

giovedì 23 novembre 2006 - 09.02

gli ordini? un sitema medioevale di caste chiuse alle quali si accede pagando fior di quattrini, che non permette una reale liberalizzazione delle prestazioni professionali con conseguente risultato di "tutelare" i non capaci e rimandare ancora una volta la meritocrazia

Mario | Basta con le caste

lunedì 13 novembre 2006 - 15.42

Da anni migliaia di professionisti lavorano ugualmente pur non essendo iscritti agli Albi professionali,pagando i cosiddetti professionisti per far certificare il proprio lavoro, vi sembra giusto? Questo vuol dire che non è necessario un albo per essere "professionali" ma ben altro!

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