14/11/2006 - È scaduto ieri sera il termine entro cui i professionisti potevano presentare al Ministero della Giustizia osservazioni e richieste di modifiche relative al disegno di legge di riforma degli ordini professionali e di accesso alle professioni.
L’Assemblea del Forum delle professioni intellettuali, Coordinamento dei Comitati Unitari delle professioni intellettuali del nord Italia, chiede il mantenimento dei minimi tariffari per le prestazioni oggetto di riserva di competenza, in modo tale che i corrispettivi siano circoscritti al costo della prestazione, comprensivo delle spese e del compenso del professionista; propongono, inoltre, di affidare a decreti del Ministro competente, adottati con la partecipazione degli ordini interessati, la fissazione dei casi e dei corrispettivi oggetto di eccezione, nonché dei relativi standard qualitativi prestazionali minimi.
Vedi documento PDF allegato sotto.
I rappresentanti dei professionisti evidenziano la necessità di un confine più marcato tra le prerogative e le funzioni degli ordini e quelle delle associazioni e chiedono di eliminare la possibilità per soggetti non professionisti di partecipare alle società tra professionisti, alle quali chiedono che sia applicato il regime fiscale attualmente previsto per il lavoro autonomo.
Ma nel suo percorso verso il Consiglio dei Ministri, il ddl registra un nuovo intervento: quello del Ministro dell’Università e della Ricerca, Fabio Mussi, che in una lettera inviata al Ministro Mastella rivendica il suo coinvolgimento nella elaborazione del testo di legge.
Il Ministero di Mussi, si fa notare nel messaggio, non è stato invitato ad alcuna riunione né è stato consultato in merito al ddl; eppure ne avrebbe tutto il diritto, dal momento che l’art. 1, comma 18, della legge n. 4 del 14 gennaio 1999 conferisce anche al Ministero dell’Università e della Ricerca la competenza sugli ordinamenti professionali.
Infatti, si rammenta nella lettera, nella passata legislatura il Ministero dell’Università aveva presentato un disegno di legge di modifica del Dpr 328/2001, che era stato firmato dal Presidente della Repubblica ma era stato bloccato per via di un rilievo della Corte dei Conti.
Per concludere, il Ministro Mussi chiede che il suo Ministero venga consultato sui provvedimenti che riguardano l’accesso alle professioni.
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silvio trotter - Uniopen | Macchè riforma
mercoledì 15 novembre 2006 - 11.10
questa non è una riforma degli ordini, tanto il ddl quanto la controproposta, che ottenga la sbandierata liberalizzazione delle professioni, è solo un maquillage, per giunta peggiorativo. Infatti gli aspetti liberali sono patetici auspici e la sostanza è un rafforzamento delle storture antidemocratiche della normativa esistente ed un aggravamento di oneri obbligatori (leggi assicurazione e formazione) per i non più liberi professionisti. Essendo a quanto pare utopica la semplice ed efficace abolizione degli Ordini, indecente retaggio corporativo, che tale sembra solo a Francesco Giavazzi e pochi altri, la vera riforma rimane l'unica strada praticabile. Una seria proposta passa anzitutto per provvedimenti di democratizzazione della vita degli Ordini e cioè: - ripristino di un quorum elettorale pari almeno ad un terzo dell'elettorato - decentramento- sdoppiamento territoriale, degli Ordini delle aree metropolitane - regole ferree di trasparenza delle richieste di consulenza ed altro rivolte agli Ordini dalle realtà territoriali e dei relativi incarchi a singoli professionisti, con rigida incopatibilità per gli eletti e le cariche sociali - messa a punto di strumenti atti a garantire la partecipazione telematica alle attività dell'Ordine ed alle sue iniziative di formazione continua Questo è il minimo da fare per norma e non affidandolo alla buona volontà degli Ordini, che si distinguono nelle chiacchere retoriche senza combinare altro che sporchi affarucci personali dei sedicenti rappresentanti degli iscritti. In linea di massima, anche per le libere associazioni il criterio di rapppresntanza obbligatorio deve essere quello del quorum degli iscritti paganti, al momento parecchio millantato.
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