Servizi nel mercato interno: sì alla Bolkestein
Si applica ai servizi di architettura; no al principio del paese d’origine
22/11/2006 - È stata approvata dal Parlamento europeo la direttiva sui servizi nel mercato interno, la cosiddetta Bolkestein, in una versione notevolmente modificata rispetto a quella originaria.
La principale novità è la soppressione del controverso principio del paese d’origine, che è stato oggetto, negli scorsi mesi, di contestazioni e resistenze da parte di molti eurodeputati, e che aveva diffuso per l’Europa la mitica figura dell’idraulico polacco. Il principio del paese d’origine è stato ora sostituito da quello di "libertà di prestazione dei servizi".
La direttiva stabilisce le disposizioni generali per l’esercizio della libertà di stabilimento dei prestatori nonché la libera circolazione dei servizi, «assicurando nel contempo un elevato livello di qualità dei servizi stessi». Il testo, inoltre, precisa che la direttiva «non riguarda la liberalizzazione dei servizi d’interesse economico generale riservati a enti pubblici o privati, né la privatizzazione di enti pubblici che forniscono servizi».
Tra i servizi oggetto della direttiva rientrano , i servizi alle imprese, quali i servizi di certificazione e di collaudo, i servizi di gestione delle strutture, compresi i servizi di manutenzione degli uffici e i servizi di pubblicità. Sono compresi i servizi collegati con il settore immobiliare, come le agenzie immobiliari, l’edilizia, compresi i servizi di costruzione e architettura.
Nell’ambito di applicazione della direttiva rientrano anche i servizi ai consumatori, quali i servizi nel settore del turismo, compresi i servizi delle guide turistiche, i servizi ricreativi, i centri sportivi e i parchi di divertimento.
Non si applica, invece, ai servizi non economici d’interesse generale, ai servizi finanziari quali l’attività bancaria e di assicurazione, le pensioni professionali o individuali, i titoli, gli investimenti, i fondi, ai servizi di pagamento e quelli di consulenza nel settore degli investimenti. Sono esclusi i servizi e le reti di comunicazione elettronica.
Per saperne di più: http://ec.europa.eu (riproduzione riservata)
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