01/12/2006 - Il Consiglio dei Ministri di oggi ha approvato il disegno di legge in materia di professioni intellettuali. La legge delega, messa a punto dal Ministro della Giustizia Mastella, è arrivata sul tavolo di Palazzo Chigi al termine di un lungo percorso durante il quale il testo ha subito numerose modifiche.

“Abbiamo ascoltato tutti - ha detto il Ministro Mastella nella conferenza stampa al termine del CdM. Nell’illustrare il disegno di legge approvato, il Ministro ha sottolineato “l’apporto sostanziale dei ministeri concertanti”; il testo approvato costituisce il punto di equilibrio tra le reazioni impaurite degli ordini e le posizioni ideologiche sulle liberalizzazioni.
Tra i punti qualificanti del ddl vi è il riconoscimento pubblico della associazioni professionali, cui sono affidati i compiti di certificare le competenze degli iscritti; le associazioni devono possedere i requisiti di serietà e organizzazione interna, come richiesto dalla normativa europea. “Lungi da noi la voglia di eliminare gli ordini” – ha affermato il Ministro, ma è necessario modernizzarli, per adeguare il sistema professionale italiano al quadro normativo comunitario.
È previsto il riordino degli ordini professionali esistenti e l’accorpamento di quelli affini; gli ordini devono occuparsi dello sviluppo della qualità professionale degli iscritti, a garanzia non degli interessi dei professionisti ma di quelli dell’utenza. Gli ordini svolgeranno, inoltre, funzioni di aggiornamento e di supporto al turnover delle categorie. Il controllo sulla deontologia professionale sarà affidato a rappresentanti non tutti iscritti all’ordine.
Sarà consentita la pubblicità informativa e verranno attuate misure per promuovere l’ingresso dei giovani nella professione, che oggi avviene molto tardi. Il sostegno ai giovani dovrà essere assicurato dagli ordini, con risorse proprie.
“Sono 30 anni che si discute di riforma delle professioni intellettuali - ha concluso il Ministro – il precedente governo aveva tentato di farla senza riuscirci; oggi noi abbiamo fatto una cosa interessante e incisiva”. Ha infine auspicato che l’iter della legge delega proseguirà seguendo il criterio della concertazione adottato finora.
Il Ministro per lo sviluppo economico, Pierluigi Bersani, ha ricordato le novità del ddl: il sistema duale, la riforma dell’accesso alle professioni e le società professionali. Per Bersani, il testo conferma le scelte fatte finora dal Governo in materia di liberalizzazioni e apre significative prospettive di riforma.
Il Ministro per le Politiche giovanili, Giovanna Melandri, ha sottolineato l’abbattimento delle barriere di accesso alle professioni in favore dei giovani, che il ddl determina. Il ministro ha citato 4 aspetti innovativi: il tirocinio potrà durare al massimo un anno e dovrà essere retribuito, l’esame di Stato diventerà nazionale, sono previsti limiti temporali e di rieleggibilità per gli incarichi direttivi negli ordini e, infine, gli ordini dovranno sostenere i giovani nell’avvio della professione, con borse di studio, rimborso delle spese per l’assicurazione professionale e sostegno nella ricerca della struttura presso cui svolgere il tirocinio.
Sul disegno di legge, che verrà presentato immediatamente al Parlamento, si esprimerà anche la Conferenza unificata.
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arch. nicola piro dalla Germania | Cosa riformare, intanto ?
mercoledì 21 marzo 2007 - 14.21
Può un cosiddetto "dottore" in filosofia riformare gli ordini professionali ? Non sarebbe più opportuno nominare una commissione paritetica (ingg., archh., geomm.,) che meglio del ministro sarebbe in grado di formulare proposte più se- rie ?
giuseppe | abolire gli esami di stato
martedì 5 dicembre 2006 - 23.14
Io sono stato da sempre molto contrario al conseguimento degli esami di stato per poter essere abilitato alla libera professione , quando sarebbe a mio modo di vedere molto più utile un tirocinio di 2 o 3 anni
giuliano | e la chiamano riforma......
lunedì 4 dicembre 2006 - 18.09
ma è una riforma oppure lo smantellamente degli ordini professionali? per tutelare la concorrenza.... smantellano gli ordini. Esiste il duplice mercato, quello privato e quello pubblico. Nel mercato privato la concorrenza è un dato reale, eccome. Vige la qualità della prestazione, i tempi di esecuzione, e non ultimo l'elemento costo. Riassumendo si tratta di "offerta economicamente più vantaggiosa" ed il mercato reagisce benissimo senza necessità di azioni correttive. Professionisti e clienti sono perfettamente sintonizzati. Perchè non mutuare questo "metodo" anche per gli Enti pubblici? Se fosse, non servirebbe assolutamente lo sfascio provocato da Mastella con la regia di Bersani.... Vi pare?
arch.Pasquale Giugliano | Proposta da diffondere ai vari ordini d’Italia.
lunedì 4 dicembre 2006 - 17.56
Gli ordini degli Architetti e degli Ingegneri dovrebbero allearsi e smetterla con le loro sciocche guerre tra poveri, atte ad accaparrarsi briciole di territorio che non hanno, perché l’”osso” è ormai sempre più piccolo ed i “cani” sempre più numerosi, e proporre senza se e senza ma 3 semplici ma efficacissime regole : 1)Parcelle obbligatorie ma derogabili con sconto max. del 20% non un centesimo in più, come per le opere pubbliche; 2)Per ogni pratica Dia o PdC l’obbligo di emettere fattura e relativa parcella e allegarla alla documentazione stessa, l’UTC dovrebbe richiederla per legge, come è richiesta la ricevuta di pagamento dei contributi di costruzione, pena la nullità del titolo abilitativo. 3)Gli ordini invece di dormire su 4 guanciali, dovrebbero obbligare tutti gli iscritti, a fine anno, a presentare parcelle e fatture emesse, come da legge, per essere vidimate; anche se questo dovesse rappresentare un piccolo onere economico per i professionisti, sarebbe il modo per avere la certezza dell’introito e della giusta e decorosa retribuzione. Tali norme gioverebbero non poco alla qualità del costruito, sarebbero un’efficace panacea per combattere l’evasione fiscale, eviterebbero continui contenziosi con i committenti e ridarebbero dignità e professionalità ad Architetti, Ingegneri e Geometri italiani. Finalmente prevarrebbe la meritocrazia e non il bieco clientelismo!Si stimolerebbe la cultura tecnico-architettonica, la ricerca e l’aggiornamento professionale e questi sarebbero gli unici parametri per valutare la concorrenza e non il sol prezzo come se si vendesse frutta e verdura! Ricordo ai signori legislatori e con un pizzico di ironia, che viviamo o dovremmo vivere in una società che ama definirsi evoluta e civile!
paolo | ordini si o no?
lunedì 4 dicembre 2006 - 16.15
gli ordini attualmente hanno tutto per la testa meno che rappresentare i propri obbligati iscritti ma vivono di gettoni di presenza, favori nelle concessioni di lavori ed appalti e quant'altro riescono i vari rappresentanti ad ottenere. sono centri di potere dove l'iscritto paga e basta tanto e' vero che prima si vota il bilancio preventivo e solo poi il consuntivo. I presidenti e consiglieri, tranne pochi casi sfoggiano sedi di grande rappresentanza pagate comn i nostri soldi ma non liquidano le parcelle in tempi accettabili ed ora col decreto Bersani non liquidano più nulla. A cosa servono oltre che a vuotarci le tasche come solo Prodi sa fare????
emanuele | iscrizione albo
lunedì 4 dicembre 2006 - 11.12
Si parla tanto di queste liberalizzazioni al punto che nessuno ci capisce più niente, l'abolizione dei minimi tariffari con i privati è già in atto da sempre, quindi nulla di nuovo, quello che vorrei sapere io, se c'è qualcuno in grado di rispondermi è: con la nuova legge, posso essere iscritto (avendone i requisiti) in due albi diversi?, ad esempio geometri e agenti immobiliari?
Mario | legge delega approvata
lunedì 4 dicembre 2006 - 08.02
salve si mi sembra una buona legge per i professionisti cosiche' non ci sono piu' speculazione degli attuali ordini,mi sembra altresi' giusta e importante anche la legge bersani per quanto riguarda gli avvocati cpsi' anche gli stessi la finiscono di tartassare l'utente con tariffe astronomiche saluti.Mario
elio | errori
lunedì 4 dicembre 2006 - 07.48
con la riforma universitaria gli ex sessantottini ( quelli degli esami di gruppo e del sei politico) hanno rovinato l'uiversità imserendo tra l'altro gli esami d'accesso all'università, sfavorendo le classi meno agiate, ora stanno tentando di rovinare le professioni, unica cosa intelligente e far si che gli stage vengano retribuiti e non siano una forma di sfruttamento
marco | da quando il tirocinio
domenica 3 dicembre 2006 - 15.51
ma se uno studente si laurea adesso o laureatosi non ha ancora sostenuto l'esame di stato, da quando si può pensare diverrà obbligatorio il tirocinio? la prossima sessione dell'esame di stato sarà a giugno, è possibile che vi si possa accedere senza tirocinio?
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