Via Milano

Professioni: riparte dalla Camera il ddl Mastella

Il testo, firmato dal Presidente della Repubblica il 12 gennaio scorso, arriva in Commissione per iniziare l’esame

vedi aggiornamento del 04/06/2007
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22/01/2007 - Dovrebbe approdare quasi certamente nel corso di questa settimana alla Camera, il disegno di legge di riforma delle professioni messo a punto dal Ministero della Giustizia e approvato dal Consiglio dei Ministri il 1° dicembre 2006.


Il provvedimento, dato per disperso in queste ultime settimane, è stato firmato dal Presidente della Repubblica il 12 gennaio scorso.

Ricordiamo che il ddl messo a punto dal Ministro Mastella prevede, tra le altre cose, il riconoscimento pubblico della associazioni professionali, cui sono affidati i compiti di certificare le competenze degli iscritti, il riordino degli ordini professionali esistenti e l’accorpamento di quelli affini, l’eliminazione del divieto di la pubblicità informativa e l’attuazione di misure per promuovere l’ingresso dei giovani nella professione.

Giovedì scorso le Commissioni Giustizia e Attività produttive della Camera, in sede di Uffici di Presidenza integrati dai rappresentanti dei gruppi, hanno esaminato le proposte di legge sulla riforma delle professioni presentate dai deputati Siliquini, Mantini, Vietti e Laurini.

Tra i professionisti, intanto, prosegue il dibattito sui temi della riforma.
“La proposta Mastella sulle professioni - ha affermato il coordinatore nazionale del Colap, Giuseppe Lupoi, in un incontro tenutosi a Firenze venerdì scorso - è l’unica davvero riformatrice perché innova senza fare rivoluzioni”. Le parole di Lupoi sono state pronunciate in risposta all’intervento di Maurizio De Tilla, presidende Adepp (Associazione enti previdenziali privati) che ha definito “autoritario il progetto normativo del ministro della Giustizia”.

Sulla riforma si è espresso anche il centro studi del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, che ha formulato delle considerazioni preliminari sul testo del ddl delega. In premessa il CNI ritiene che occorre elaborare e attuare strategie nuove, che difendano la specificità della professione di ingegnere al fine di consentirne la sopravvivenza e, possibilmente, il suo rafforzamento.

E non si ferma nemmeno il lavoro di alcune associazioni di architetti come Anarchit (Associazione nazionale architetti italiani) che ritiene il ddl Mastella “riforma punitiva soprattutto per i professionisti più deboli” e caratterizzata da “gravissime imposizioni anticoncorrenziali attribuiti agli Ordini, come la costante verifica della qualificazione e dell’aggiornamento permanente degli iscritti agli Ordini e la verifica del rispetto degli obblighi di aggiornamento da parte dei professionisti iscritti”. (riproduzione riservata)
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