Sette città per Bologna
Strategie e progetti per il nuovo piano urbanistico
23/01/2007 - A venti anni di distanza dall’ultimo piano urbanistico generale, Bologna avvia il percorso di approvazione di un nuovo strumento per il governo del territorio. Questo periodo è stato segnato da trasformazioni importanti di città e territorio e da una nuova legge urbanistica che ha cambiato radicalmente il quadro di riferimento istituzionale. La proposta del nuovo piano urbanistico costituisce un evento importante per la storia della città e dell’urbanistica bolognese.
Dopo la chiusura della conferenza di pianificazione che ha registrato il consenso unanime di enti e istituzioni sulle scelte di fondo e la sottoscrizione dell’accordo di pianificazione con la Provincia di Bologna (maggio 2006) e dopo un anno di lavoro progettuale, il Piano strutturale comunale si appresta ad essere approvato dalla Giunta per avviare la fase finale di discussione presso i Quartieri, il Consiglio comunale e la città.
Un Psc integrato con Poc e Rue
La nuova strumentazione per il governo delle trasformazioni del territorio comunale, che sostituisce il vecchio Piano regolatore generale, è costituita dal Piano strutturale (Psc), dal Piano operativo (Poc) e dal Regolamento urbanistico edilizio (Rue). I tre strumenti sono in corso di costruzione in maniera integrata; attorno al Psc si avvia la discussione più generale sulle linee di tutela e sviluppo del territorio, che poi saranno articolate e precisate negli altri due strumenti.
Il Piano è stato elaborato da un gruppo di progettazione interno all’area Urbanistica Ambiente e Mobilità dell’Amministrazione, con la consulenza scientifica generale della professoressa Patrizia Gabellini del Politecnico di Milano.
È stata presentata un’anteprima del Psc formata da una collezione di documenti: una relazione illustrativa, tre serie di tavole (“Figure della ristrutturazione”, “Strategie per la qualità”, “Regole”), indice e scampoli del Quadro normativo.
In sette città la strategia del Psc
“Bologna città metropolitana” e “Bologna città di città” sono due immagini con le quali è stato sintetizzato il percorso di lettura sfociato nel Quadro conoscitivo e il processo di verifica concluso con il Documento preliminare. Con queste immagini si è portata l’attenzione sulla natura plurima delle forme di urbanità che oggi contraddistinguono Bologna e il suo territorio, esprimendo la volontà di valorizzarle.
Nel lavoro di definizione del Piano strutturale quelle immagini, ancora vaghe, sono state tradotte e riferite a precise parti del territorio dove si concentrano progetti, politiche e azioni, parti alla cui trasformazione è affidata la ristrutturazione del capoluogo e dell’area metropolitana. Le 7 Città sono figure territoriali che intendono rendere percepibili differenze già presenti e “far vedere” le strategie che orientano azioni diversamente declinate nello spazio, nel tempo e per gli attori coinvolti. Rappresentano il progetto generale che lega e anima le singole scelte del Psc, reinterpretando anche idee e proposte del passato, attraversando le partizioni amministrative sovracomunali e quelle dei quartieri bolognesi.
Le 7 Città, della Ferrovia, della Tangenziale, della Collina, del Reno, del Savena, della Via Emilia Ponente, della Via Emilia Levante, incardinate le une nelle altre, ma distinguibili per storie, caratteri esistenti e strategie future, identificano altrettante catene di spazi, costruiti e aperti, dove prevalgono alcune popolazioni e pratiche sociali, dove cambia il modo di abitare. In queste differenze si riconosce la ricchezza della città contemporanea e nella loro progettazione si misura l’utilità di un piano strutturale che non coinvolge in maniera uniforme il territorio, ma concentra e diversifica gli interventi.
Fonte: www.comune.bologna/portaleterritorio.it (riproduzione riservata)
Consiglia questa notizia ai tuoi amici
Inserisci un commento alla news