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Isolamento sismico nell’edilizia residenziale

L’innovativo progetto di ricostruzione del “comparto 219” di Marigliano

vedi aggiornamento del 16/04/2009
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07/02/2007 - Innovative soluzioni architettonico-ingegneristiche per mettere al riparo edifici residenziali dal pericolo sismico. È prevista a breve in Italia una nuova importante applicazione dell’isolamento sismico all’edilizia residenziale, con una soluzione strutturale ad oggi utilizzata solo in Giappone. Si tratta del progetto di demolizione e ricostruzione del “comparto 219”, ubicato in località Pontecitra a Marigliano, in provincia di Napoli. Lo studio di fattibilità è stato messo a punto dal GLIS (Gruppo di Lavoro Isolamento Sismico) coordinato da Alessandro Martelli, responsabile della sezione Prevenzione Rischi Naturali e Mitigazione Effetti (PREV) dell’ENEA.


Il progetto prevede la demolizione di undici edifici che furono realizzati a Marigliano negli anni successivi al terremoto del 1980 come soluzione provvisoria per i terremotati. Il complesso, uno dei numerosi comprensori urbani allora realizzati, è tuttavia ancora oggi abitato, e si trova in uno stato di profondo degrado.

Nel 2005 veniva richiesto al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti un urgente intervento di risanamento dell’area di Marigliano in modo da risolvere il grave problema ormai da tempo consolidato di degrado sociale. Data la significativa pericolosità sismica dell’area in questione – classificata in categoria sismica 3 al momento della costruzione, ma poi riclassificata in zona sismica 2 dall’Ordinanza n. 3274/2003 – il Ministero si è avvalso della collaborazione del GLIS dell’Anti-Seismic Sistems International Society (ASSISi), coordinato dall’ENEA. Di qui l’inizio dello studio da parte dell’ENEA della demolizione e della ricostruzione del comprensorio.

Da un primo sopralluogo, effettuato il 16 gennaio del 2006, risultò necessaria la demolizione degli edifici esistenti, senza alcuna possibilità di recupero. Questo alla luce della totale mancanza di manutenzione ordinaria e straordinaria delle strutture e degli impianti, nonché del mancato adeguamento degli impianti elettrici alla Legge 46/90. Non solo. Ascensori non funzionanti, significativi problemi di sicurezza nelle scale, e presenza di fibre di amianto all’interno delle pareti portanti.

Alla luce della riclassificazione dell’area in zona sismica 2, la relazione successivamente messa a punto da Martelli sottolineava inoltre l’importanza di un intervento di isolamento sismico per la ricostruzione, insieme all’applicazione di tecniche costruttive quali l’utilizzo di “pannelli in conglomerato cementizio armato con rete elettrosaldata ed anima in polistirene espanso, che assicurano, oltre ad un’elevata resistenza sismica, anche un ottimo isolamento termico”.

Il progetto
Nella prima fase dello studio il nuovo comprensorio risultava costituito da 2 “torri” di 8 piani, 1 “torre” di 7 piani ed altri edifici di 3 o 4 piani, per sostenere le quali erano stimate necessarie 14 piastre isolate sismicamente.
Nella seconda e definitiva fase, manifestatasi la possibilità di estendere la superficie edificabile ad una nuova area limitrofa, le “torri” sono state sostituite da edifici di 4 piani. In tal modo la nuova versione del progetto ha accontentato le richieste della popolazione che rifiutava la realizzazione di edifici di otto piani fuori terra.

I nuovi edifici sorgeranno su 16 grandi piastre in c.a. supportate da isolatori sismici.
Ciascuna piastra ospiterà più edifici, per garantire il funzionamento ottimale dell’isolamento sismico (assicurando che sugli isolatori gravi un peso adeguato) e costituirà, di fatto, un nuovo “terreno artificiale” asismico (il cosiddetto “artificial ground”).
“La scelta di erigere gli edifici su piastre comuni ad alcuni di essi – spiega il coordinatore del progetto in un saggio pubblicato sulla rivista 21mo Secolo - è in linea con le più avanzate soluzioni architettonico-ingegneristiche adottate nel mondo, in particolare in Giappone”.

Quattordici piastre avranno forma rettangolare, 1 forma quadrata ed un’altra sarà ad “arco di cerchio”. È inoltre prevista la realizzazione di “servizi di quartiere” e di due “contenitori commerciali”. Per questi ultimi sono previste strutture in acciaio e vetro molto leggere che, come tali, potranno essere protette da dissipatori (ad esempio inseriti in elementi diagonali in acciaio), piuttosto che mediante isolamento sismico.

Lungo il contorno delle piastre, al fine di massimizzare la rigidezza rotazionale del sistema d’isolamento, sono stati disposti isolatori in gomma naturale ad alto smorzamento (High Damping Rubber Bearing o HDRB) - in fig. 3 e 4 in alto a sinistra - mentre nelle parti centrali (meno caricate verticalmente) sono stati inseriti gli appoggi multidirezionali acciaio-teflon (Sliding Device o SD).
“Nella seconda e definitiva fase dello studio (nella quale il numero di piani è stato limitato a 4) - continua Martelli - in considerazione dello scarso peso delle sovrastrutture, sono risultati adeguati HDRB in mescola di gomma cosiddetta “soffice” (cioè con modulo di taglio G = 0,4 MPa), con coefficiente di smorzamento pari al 10%”.
È prevista l’installazione di 400-450 HDRB e di 360-380 SD. Il numero esatto potrà essere determinato solo a seguito delle analisi più dettagliate che saranno effettuate nella fase di progetto esecutivo.

Per la valutazione delle sollecitazioni in condizioni sismiche è stata adottata la tecnica dell’analisi modale con utilizzo dello spettro di risposta, come indicato nell’OPCM 3274/2003

Si attende ora l’attuazione del progetto definitivo ed esecutivo.
“In considerazione dell’estrema gravità dei problemi che ormai affliggono il “comparto 219” di Marigliano e degli ottimi risultati dello studio da noi effettuato per il risanamento di tale comparto (che assicura, fra l’altro, la massima sicurezza sismica al nuovo comprensorio urbano) – sottolinea Martelli - è quindi auspicabile che il Ministero delle Infrastrutture non deluda le giuste aspettative della popolazione e non vanifichi il nostro lavoro, anzi lo valorizzi, confermando la volontà, dichiarata dalla precedente amministrazione all’inizio di quest’anno, di dare rapida attuazione al progetto definitivo ed esecutivo di ricostruzione con l’isolamento sismico: il primo passo dovrà consistere, ovviamente, nella comunicazione di tale volontà al Comune di Marigliano e nella formalizzazione dell’incarico al GLIS”.

Per non creare disagi la demolizione comincerà appena costruito il primo nucleo dei nuovi edifici. Vi andranno ad abitare gli inquilini del primo edificio da demolire. E si procederà con questo criterio. Annuncia l'architetto Massimiliano Turri del Glis: «Il comprensorio diventerà un quartiere vivibile, con una piazza e luoghi d'incontro». (riproduzione riservata)
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Altri Commenti

ing.Gino CVapelli

Per poter calcolare correttamente un sistema ealstico affinchè isoli occorre avere come dati al contorno: carichi statici,dinamici e relative frequenze disturbenti(traffico,apparecchiature ecc).Definita la geometria di massima dell'appoggio se ne deve determ.Rapporto di forma ,curva statica carichi-cedimenti e poi la frequenza propria.In base a questa verificare poi la zona di isolamento.La durezza è variabile dipendente

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