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NORMATIVA

Professionisti contro la legge Bersani e il ddl Mastella

di Rossella Calabrese
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Ma arriva anche la proposta di un patto per costituire una libera associazione di rappresentanza degli architetti

Vedi Aggiornamento del 08/04/2008
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20/04/2007 - Si è costituito il 18 aprile scorso nella sede del Cup (comitato unitario delle professioni) di Napoli, il Movimento Nazionale delle professioni . Oltre mille professionisti hanno accolto la proposta di Maurizio de Tilla, Presidente dell’Adepp (associazione degli enti previdenziali privati), nata con l’obiettivo di contrastare la legge Bersani e il disegno di legge Mastella sulla riforma delle professioni, ma anche le dichiarazioni dell’Antitrust rese alla Camera dei Deputati l’8 marzo scorso. Leggi tutto “I professionisti difendono il diritto di svolgere il proprio lavoro con dignità e autonomia e reagiscono vibratamente alla legge Bersani e al disegno di legge Governativo sulla riforma delle professioni che si ispira alla concezione che individua nel professionista un imprenditore, affermata dell’Antitrust nell’udienza dell’8 marzo scorso davanti alle Commissioni riunite Giustizia e Attività produttive” afferma Maurizio de Tilla. In una direzione diametralmente opposta va, invece, l’iniziativa di Uniarch - Unione Nazionale Architetti Italiani che il 12 maggio prossimo a Milano inviterà gli ingegneri e gli architetti italiani a firmare un patto per dichiarare che: - non intendono più essere rappresentati da enti ad iscrizione obbligatoria (Ordini/Consigli Nazionali); - chiedono l’applicazione integrale delle norme antitrust in materia di professioni tecniche; - pretendono la terzietà del giudice disciplinare. Dopo una prima riunione tenutasi Roma, durante la quale si è discusso della necessità di costituire una associazione di rappresentanza nazionale degli architetti non più ad iscrizione obbligatoria, si è arrivati alla formalizzazione. Ci prepariamo – dichiara Uniarch – a fare il grande passo verso la prima libera associazione di rappresentanza degli architetti più simile a quelle esistenti in tutti i Paesi progrediti del Nord Europa. Federarchitetti (Sindacato nazionale architetti liberi professionisti) rigetta l’iniziativa del CUP sul disegno di legge di iniziativa popolare di riforma delle professioni intellettuali. “Nel rilevare nell’iniziativa il “difetto di rappresentanza” del soggetto promotore, autolegittimatosi nello scavalcare le iniziative parlamentari correnti – si legge nel comunicato di Federarchitetti (allegato sotto) –, si evidenzia come la pur corposa base giurisprudenziale sia finalizzata a cristallizzare l’attuale assetto delle professioni, premunendosi di non decidere sui temi condizionanti lo sviluppo delle stesse in Italia. La stessa elaborazione autoctona della proposta, - continua il sindacato degli architetti – nella supposizione della inopportunità di un confronto, conferma la insensibilità verso uno schieramento quadro dei soggetti professionali e la volontà a non intaccare le componenti lobbystiche che ne condizionano lo sviluppo”. Prosegue intanto alla Camera l’iter dei disegni di legge di riforma delle professioni : nel pomeriggio di ieri si è tenuta, presso le Commissioni riunite Giustizia e Attività produttive, l’audizione di rappresentanti di Confindustria, del Comitato unitario per le professioni intellettuali (CUP - settore economico-sociale), del Forum delle professioni intellettuali e del Coordinamento libere associazioni professionali (COLAP). Il ruolo delle associazioni professionali per lo sviluppo sociale ed economico nazionale, la necessità di tutelare milioni di lavoratori privi di diritti ed una valutazione positiva del Ddl Mastella sono stati i punti ribaditi dal Colap nell’audizione. “Appoggiamo l’impianto normativo della proposta Mastella – ha aggiunto Giuseppe Lupoi, presidente Colap, nel corso dell’audizione – e rivendichiamo con forza la necessità di riconoscere il ruolo delle associazioni professionali per contribuire al rilancio del sistema economico del paese e per dare dignità e tutele a tutti quei professionisti che oggi si vedono negati i propri diritti”.
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Altri commenti
Massimo Dandini

Era ora che qualcuno cominciasse a tirar fuori il malcontento dei professionisti verso gli ordini. Mi domando: se non sono considerati interlocutori nelle decisioni del governo sulle riforme professionali, se latitano quando chiamati a posizioni per difendere le categorie dallo scempio delle laure brevi e brevissime, che siano diventati semplici uffici di riscossione delle nostre quote di associazione? Io francamente come professionista iscritto da oltre 25 anni potendo scegliere ne farei volentieri a meno.