Discariche abusive: l’Italia condannata dalla Ue
Violazioni di direttive europee per inadempienze nella gestione dei rifiuti
30/04/2007 - Due giorni dopo l’approvazione, da parte del Consiglio dei Ministri, del disegno di legge che introduce nuovi reati penali per chi danneggia l’ambiente, la Corte di giustizia europea condanna l’Italia per inadempienze nella gestione dei rifiuti.
Con la sentenza C-135/05 del 26 aprile 2007, i giudici della Ue hanno dichiarato che l’Italia non ha adottato tutti i provvedimenti necessari ad assicurare che i rifiuti siano recuperati o smaltiti senza pericolo per la salute dell’uomo e per l’ambiente; non ha fatto in modo che fossero gestiti, smaltiti e recuperati correttamente; non ha controllato che gli operatori che effettuano operazioni di smaltimento fossero autorizzati dall’autorità competente.
Lo Stato italiano, inoltre, non ha controllato che nei depositi di rifiuti pericolosi, questi ultimi siano catalogati e identificati, e non ha verificato che le discariche autorizzate, o operanti alla data del 16 luglio 2001, fossero dotate di un piano di riassetto, né ha provveduto a chiudere le discariche non più idonee all’attività.
Di conseguenza - si legge nella sentenza – la Repubblica Italiana è venuta meno agli obblighi previsti dalla direttiva 75/442/CEE, come modificata dalla 91/156/CEE, agli obblighi previsti dalla direttiva 91/689/CEE, relativa ai rifiuti pericolosi, e dalla direttiva 1999/31/CE, relativa alle discariche di rifiuti. (riproduzione riservata)
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