Q Cells

L'estinzione del reato paesaggistico non si estende a quello edilizio

Corte Costituzionale: impossibile estinguere il reato edilizio attraverso il ripristino delle aree vincolate

vedi aggiornamento del 11/01/2012
Letto 25078 volte

08/05/2007 - Non è possibile estendere al reato edilizio il condono paesaggistico ottenuto a seguito di ripristino dei luoghi.

L'estinzione del reato paesaggistico non si estende a quello edilizio

Norme correlate

Ordinanza 27/04/ 2007 n. 144

Corte Costituzionale - Giudizio di legittimità costituzionale dell'art. 181, comma 1-quinquies, del ..

Legge dello Stato 15/12/ 2004 n. 308

Delega al Governo per il riordino, il coordinamento e l'integrazione della legislazione in materia ambientale ..

Decreto Legislativo 22/01/ 2004 n. 42

Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell'articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137. ..


Lo ha stabilito la Corte Costituzionale con l’Ordinanza n. 144 del 27 aprile 2007 che conferma la legittimità dell’art. 181, comma 1-quinquies, del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 (Codice dei beni culturali e del paesaggio), comma aggiunto dall’art. 1, comma 36, lettera c), della legge 15 dicembre 2004, n. 308 (Delega al Governo per il riordino, il coordinamento e l'integrazione della legislazione in materia ambientale).

Il caso riguarda un processo, in corso presso il Tribunale di Grosseto, per la realizzazione di opere edilizie in zona sottoposta a vincolo paesaggistico in assenza della concessione edilizia e del nulla osta dell'autorità preposta alla tutela del vincolo; il difensore degli imputati ha richiesto il patteggiamento per tutti i reati contestati perchè i responsabili dell’abuso avevano provveduto spontaneamente al completo ripristino dell’area oggetto dell’intervento edilizio non autorizzato, con conseguente estinzione del reato ambientale, ai sensi dell'art. 181, comma 1-quinquies, del Dlgs 42/2004.

Il Tribunale di Grosseto si è rivolto alla Corte Costituzionale per verificare la legittimità costituzionale dell'art. 181, comma 1-quinquies, del Dlgs 42/2004.

Il Tribunale ha richiamato la giurisprudenza della Cassazione la quale (sentenze n. 9749 del 1994 e n. 10557 del 1995) esclude l’assorbimento del reato edilizio nel reato ambientale, escludendo di conseguenza che l’estinzione del reato edilizio a seguito di sanatoria determini l’estinzione di quello ambientale.

Lo stesso Tribunale ha ricordato anche la giurisprudenza della Corte Costituzionale che ha confermato che il rilascio della concessione edilizia in sanatoria non estingue, oltre alle violazioni di natura strettamente urbanistica, anche il reato ambientale. In particolare, nell’ordinanza n. 46 del 2001 si afferma che il diverso trattamento normativo è dovuto alla peculiare esigenza di tutela dei beni paesaggistico-ambientali “considerata tra i principi fondamentali della Costituzione come forma di tutela della persona umana nella sua vita, sicurezza e sanità, con riferimento anche alle generazioni future, in relazione al valore estetico-culturale assunto dall'ordinamento quale valore primario ed assoluto insuscettibile di essere subordinato a qualsiasi altro”. D’altro canto, prima dell’entrata in vigore del Dlgs 42/2004, era pacifico che l’eliminazione delle opere abusive non comportasse l’estinzione del reato commesso con la loro costruzione.

Sempre il Tribunale di Grosseto ha dichiarato di ritenere irragionevole la mancata estensione al reato edilizio dell’estinzione del reato ambientale, e di ritenere “francamente sprovvista di ogni ragionevole giustificazione" la previsione dell’estinzione del reato ambientale a seguito del ripristino, e non di quello edilizio.

Nella controversia è intervenuta anche l’Avvocatura generale dello Stato, secondo la quale la ratio dell’art. 181, comma 1-quinquies consisterebbe proprio nella incentivazione del ripristino immediato dello stato dei luoghi e la scelta legislativa di non estendere l’effetto estintivo al reato edilizio sarebbe ragionevole, data la diversità dei beni tutelati. D’altra parte, fa notare la difesa erariale, una ipotetica estensione avrebbe determinato il paradossale effetto di consentire l'estinzione del reato edilizio se commesso su area sottoposta a vincolo paesaggistico e di negarla in caso di assenza del vincolo.

I giudici costituzionali spiegano che la questione di legittimità sollevata dal Tribunale di Grosseto è manifestamente infondata in quanto l’estinzione anche del reato edilizio - in caso di ripristino delle aree o degli immobili soggetti a vincoli paesaggistici - non è possibile, trattandosi di reati analoghi, ma non identici, tanto è vero che sono in concorso tra di loro e hanno oggetti giuridici diversi.

D’altra parte - spiega la Corte - i reati paesistici ed ambientali tutelano il paesaggio e l’ambiente e cioè dei beni materiali, mentre i reati edilizi tutelano un bene astratto, cioè il rispetto della complessiva disciplina amministrativa dell’uso del territorio.

In definitiva, la diversità degli oggetti “finali” protetti dai due reati giustifica discipline sanzionatorie e fattispecie estintive differenziate. (riproduzione riservata)
Consiglia questa notizia ai tuoi amici

Normativa sull'argomento

Inserisci un commento alla news

Non hai un account Facebook?

Clicca qui
I vostri commenti sono preziosi. Condivideteli se pensate possano essere utili per tutti i lettori. Le vostre opinioni e le vostre osservazioni contribuiranno a rendere questa news più precisa e completa.
Altri Commenti

antonio

vorrei sapere se un abitazione costruita nel 1978 e con richiesta di condono nell'84 che ora cade nel parco vesuvio, se può usufruire del condono

NEWS IN TEMPO REALE?
ISCRIVITI AI NOSTRI CANALI SOCIAL







Made 2015
Da oggi il WEB è WEBER
Easy Wand
Kone Monospace
Climacell