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Riforma professioni: i tecnici ascoltati alla Camera

Architetti: più occasioni di lavoro con i concorsi di progettazione

vedi aggiornamento del 19/09/2007
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14/05/2007 - Proseguono in queste settimane le audizioni, presso le Commissioni Riunite Giustizia e Attività produttive della Camera, dei rappresentanti di Ordini e associazioni professionali, nell’ambito della riforma della disciplina delle professioni.


L’ultimo resoconto pubblicato è quello relativo all’audizione del 3 maggio scorso (la seduta del 10 maggio è stata annullata), cui sono intervenuti, tra gli altri, Assoprofessioni e il settore tecnico del CUP.

Per gli architetti è stato ascoltato Massimo Gallione, vicepresidente del Consiglio nazionale degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori, che ha innanzitutto ricordato i “numeri” dei progettisti in Italia: su 58 milioni di abitanti ci sono 220.000 professionisti che operano nell'edilizia civile, pubblica e privata, 130.000 sono architetti e 90.000 ingegneri civili e ambientali. In Francia, su 60 milioni di abitanti, i progettisti sono 28.600. Facendo gli stessi confronti sul PIL, emerge che i progettisti francesi hanno 9,28 volte capacità di mercato rispetto agli italiani, pur godendo delle stesse direttive europee (n. 18/2004 e n. 34/2005).

Gallione ha poi ricordato che la direttiva 18/2004 dedica grande attenzione “a quello che l’Europa ritiene essere il maggior contributo alla concorrenza, ovvero il concorso di progettazione”, ma “l’Italia si evidenzia per il peggior rapporto di concorrenza determinato dall’azione pubblica in questo ambito, non favorendo i giovani professionisti che vogliono accedere al lavoro”.

Altro tema che è stato sollevato è quello delle tariffe: in Inghilterra o in Irlanda, ove il rapporto è 8 volte superiore al nostro, le tariffe minime non esistono e i compensi sono molto più alti. I 3.200 architetti irlandesi – osserva Gallione – possono praticare la tariffa che vogliono, perché l’offerta è bassa rispetto al mercato, mentre il rapporto con i 220.000 italiani è totalmente diverso.

In definitiva il CNAPPC non vuole bloccare l’ingresso dei giovani nel mercato ma “se costoro si iscrivono, devono avere possibilità di lavorare”, e chiede “che si applichi in Italia quanto l’Europa esige, ovvero la procedura del concorso di progettazione” che consente l’accesso al lavoro ai meritevoli, in virtù dell’anonimato, e non a chi abbia il capitale o all’impresa che “attraverso la contemporanea offerta di lavoro tramite il deprecabile sistema dell'appalto integrato”, riesce ad acquisire lavoro, esecuzione e progettazione con offerte prossime allo zero.

Giorgio Berloffa, presidente di Assoprofessioni, ha ribadito il suo parere favorevole sul ddl Mastella, auspicando l’inserimento di quattro elementi, tra cui la distinzione temporale tra la riforma degli ordini e la regolamentazione delle professioni non regolamentate, e la disciplina del rilascio dell’attestato di competenza, attribuito alle associazioni, ma sotto il controllo di un ente terzo. Berloffa ha infine chiarito che Assoprofessioni non chiede il riconoscimento di tutte le professioni esistenti, ma solo di quelle con un percorso formativo adeguato alla richiesta e alla tutela dell’utente. (riproduzione riservata)
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Altri Commenti

Arch.PASQUALE GIUGLIANO

Concordo aperta verbis con il vicepresidente Arch.Massimo Gallione, ma esiste in Italia una moltitudine di pseudo progettisti da lui non menzionata ovvero: geom, periti industr, periti agrari, ing.chimici, meccanici, elettrici elettronici, gestionali,ecc,arch.ir, ing.ir, agronomi, ecc.ecc. che hanno diritto a progettare seppur con minime limitazioni, e più andremo avani più le pseudo-università ne sforneranno dei nuovi! Di questo passo dove andremo a finire!? Bisogna porre un freno, nelle proposte ciò di cui parlo va tenuto in massima considerazione, rappresenta il problema più grande e grave di noi professionisti laureati! Fra poco se continueremo così anche una casalinga potrà lavorare come progettista, previa convenzione universitaria!

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