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Emissioni CO2: la Ue chiede all’Italia di ridurle del 6,3%

Anche l’edilizia dovrà fare la sua parte con il miglioramento dell’efficienza energetica e l’uso di fonti rinnovabili

vedi aggiornamento del 02/04/2009
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21/05/2007 - Un taglio del 6,3% alle emissioni di CO2. È questa la richiesta che la Commissione Ue ha fatto all’Italia, contestualmente all’approvazione del Piano nazionale italiano 2008-2012 per l’assegnazione delle emissioni di anidride carbonica, Piano inerente l’applicazione del protocollo di Kyoto. Dai 209 milioni di tonnellate indicate nel Piano, l’Italia dovrebbe scendere a 195,8.


“L’Europa è fermamente determinata a conseguire gli obiettivi del protocollo di Kyoto - ha dichiarato il commissario europeo all’Ambiente Stavros Dimas - e a fare del sistema di scambi di quote di emissione uno strumento efficace contro il cambiamento climatico. La decisione odierna, come le precedenti, invia un forte segnale in questo senso”.

“Se evitiamo le furberie siamo un Paese che può fare molto, soprattutto sul piano dell'efficienza energetica” ha commentato il Ministro dell’Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio. Il guadagno è duplice - ha spiegato il Ministro: attraverso il risparmio conseguente ai minori consumi e con l’esportazione delle tecniche per il miglioramento dell’efficienza.

Ma la riduzione delle emissioni non basta. La commissione Ue invita l’Italia a modificare il Piano delle emissioni, fornendo “maggiori informazioni sul trattamento che riserverà ai nuovi soggetti che entreranno nel sistema di scambio delle quote di emissione” e inserendo nel piano anche gli impianti di combustione, come hanno fatto tutti gli altri Stati membri”.


In un’intervista a Repubblica TV, Gianni Silvestrini, direttore del Kyoto Club, ha evidenziato “l’atteggiamento passivo” che il sistema industriale italiano ha tenuto nei confronti del Protocollo di Kyoto, non valutando invece le opportunità per le imprese che da questo potevano scaturire. Altri Paesi, come la Germania e la Spagna, lo hanno invece capito e hanno rafforzato il loro impegno in questa direzione.

Corrado Clini, direttore generale del Ministero dell’Ambiente, ha ricordato che anche l’edilizia ha molte potenzialità di riduzione dei consumi energetici: le nuove costruzioni devono utilizzare le tecnologie innovative e le fonti rinnovabili, mentre gli edifici esistenti possono essere resi più efficienti con il miglioramento dei sistemi isolanti e con impianti termici a basso consumo.

Secondo Luigi Tischer, direttore generale di Robur (azienda produttrice di sistemi di climatizzazione e riscaldamento ad alta efficienza), la necessità di ridurre le emissioni deve essere vista delle imprese come un’opportunità di sviluppo economico; agli investimenti dell’industria si deve aggiungere un sistema di incentivi rivolto non solo alle tecnologie esistenti ma alla ricerca scientifica e industriale. (riproduzione riservata)
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