Geologi: concluso a Matera il congresso nazionale
Due i temi principali: i cambiamenti climatici e il ruolo professionale
15/05/2007 - Si è concluso a Matera il XIII Congresso Nazionale dei Geologi. Hanno partecipato ai lavori oltre 140 delegati in rappresentanza dei 15mila iscritti della categoria. L’assise nazionale si è svolta su due direttrici: una sessione scientifica sugli effetti dei cambiamenti climatici, l’altra sul ruolo professionale del geologo, anche in relazione alle proposte di legge presentate dal Governo.
“Sentinella dei cambiamenti della Terra”; così il Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi, Pietro De Paola, ha definito il geologo, ricordandone l’impegno “in prima linea per uno sviluppo ambientale sostenibile, per il controllo delle coste, per la tutela delle riserve idriche, per l’utilizzo della geotermia, per la programmazione, la gestione e il controllo del territorio”.
Vincenzo Ferrara, climatologo ENEA, ha evidenziato il ruolo chiave che i geologi avranno, in un futuro ormai vicino, nella pianificazione dell’uso del territorio, soprattutto alla luce dei fenomeni di riscaldamento climatico. “Le conclusioni allarmanti a cui è giunto l’Ipcc (Comitato Intergovernativo sul mutamento climatico delle Nazioni Unite) - ha avvertito Ferrara – obbligano la comunità internazionale a prendere iniziative nel breve termine”. “Per affrontare la crisi climatica in atto nel pianeta – secondo Ferrara – è necessario agire sia sul versante delle cause interrompendo l’accumulazione di gas serra in atmosfera provocata dalle attività umane, sia su quello degli effetti attraverso la predisposizione di piani e di programmi in grado di ridurre tanto la vulnerabilità territoriale quanto quella socio economica provocata dai cambiamenti del clima. É proprio in questo contesto che il ruolo dei geologi assume una rilevanza fondamentale”.
Ospite dell’assise anche Jeremy Rifkin, Presidente della FET (Foundation on Economic Trends), che ha ricordato che “L’obiettivo della riduzione del 20% delle emissioni di Co2 entro il 2020 è un obiettivo ambizioso che dà all’Europa la possibilità di essere il leader mondiale di un nuovo sistema energetico rivoluzionario e democratico”. “Ai geologi – ha affermato Rifkin - spetta il compito di aiutare le società a passare a un sistema energetico democratico che si fondi sulla cura della biosfera. Il pianeta soffre e in meno di un secolo la metà delle specie animali potrebbe sparire. E non è detto che la specie umana sia destinata a sopravvivere”.
Sull’emergenza acqua ha ricondotto l’attenzione Pietro Bruno Celico, ordinario di Idrogeologia dell’Università “Federico II” di Napoli. “Secondo i dati della Conferenza Nazionale sulle acque – ha spiegato Celico – le perdite dai nostri acquedotti potabili ammontano in media al 40%, con punte del 90% al Sud, come nel caso della città di Venafro in Molise”. “Per evitare gli sprechi, invece di costruire nuovi acquedotti sarebbe meglio rendere più efficienti quelli già esistenti, costruire invasi artificiali e incentivare attività che facilitino l’infiltrazione delle acque”.
Al centro della discussione anche la riforma delle professioni: “non si può modernizzare partendo dalla liquidazione di un così grande patrimonio culturale e di esperienza – ha affermato De Paola –, non si può tutelare il cittadino abbassando la qualità delle prestazioni. Eliminare le tariffe minime, per esempio, produrrà delle gravi conseguenze nei lavori pubblici”.
“Per questa ragione il 23 maggio, insieme anche alle altre categorie, con i Cup territoriali, daremo vita agli Stati generali dei professionisti. Sempre per questa ragione, vista l’assoluta miopia dei sostenitori ad oltranza delle deregolamentazioni, il 4 giugno raccoglieremo le firme per la presentazione di una nostra proposta di legge di riforma degli ordinamenti professionali. E’ arrivato il momento di recepire i nostri suggerimenti, di ascoltare le nostre osservazioni” ha concluso De Paola. (riproduzione riservata)
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