URBANISTICA

Il Piemonte semplifica la relazione paesaggistica

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Un accordo definisce i casi in cui è necessario presentare la relazione

Vedi Aggiornamento del 16/06/2008
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20/07/2007 - L’Assessore alle Politiche Territoriali, prof. Sergio Conti, in rappresentanza della Regione Piemonte e il dott. Mario Turetta, Direttore Regionale per i beni Culturali e paesaggistici del Piemonte, in rappresentanza del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, hanno firmato in data 27 giugno 2007 l’Accordo che, in attuazione dell’art 3 del DPCM 12 dicembre 2005, prevede il ricorso alla relazione paesaggistica semplificata per specificate tipologie d’intervento. La relazione paesaggistica semplificata dovrà essere presentata in tutti i casi elencati nell’Accordo stesso, che si riferiscono alla gran parte degli interventi oggetto di subdelega ai Comuni ai sensi dell’art. 13 della legge regionale 20/89 e s.m.i. oltre a una serie di opere minori per le quali la Regione Piemonte, di concerto con la Direzione Regionale per i beni Culturali e paesaggistici del Piemonte, ha ritenuto che il ricorso a tale modalità non pregiudicasse la valutazione di un intervento ai fini di un corretto inserimento nel contesto paesaggistico interessato. Tale importante provvedimento si inscrive in una politica di semplificazione delle procedure amministrative, intrapresa e condivisa dalla Regione Piemonte finalizzata a favorire l’utenza e contemporaneamente tesa ad affinare e migliorare le azioni di tutela e di valorizzazione dei beni paesaggistici, nello spirito della Convenzione europea del paesaggio e del Codice dei beni culturali del paesaggio (D.Lgs 42/2004 e s.m.i.). L’adozione della relazione paesaggistica semplificata secondo quanto previsto all’art. 3 del DPCM 12 dicembre 2005 risponde quindi da un lato all’esigenza di rendere più flessibile la valutazione di una serie di interventi non ritenuti pregiudizievoli nelle trasformazioni del paesaggio, tenendo invece ferma la necessità di focalizzare l’attenzione su quelle opere che per la loro natura e complessità appaiono suscettibili di determinare durature e significative trasformazioni del paesaggio, che pertanto debbono essere attentamente valutate tenendo presenti sia i valori storico-culturali e naturalistici su di esso presenti, sia le legittime esigenze di trasformazione richieste da una società dinamica in continua evoluzione. Fonte: www.regione.piemonte.it
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