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Digital Water Pavilion per Expo Zaragoza 2008

Il MIT progetta una parete di acqua controllata digitalmente

vedi aggiornamento del 19/06/2008
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01/08/2007 - Architetti ed ingegneri del Massachusetts Institute of Technology (MIT) hanno progettato un edificio con pareti di acqua controllate digitalmente. Si tratta del Digital Water Pavilion, una struttura che troverà spazio all’ingresso di Expo Zaragoza 2008, l’esposizione internazionale spagnola in programma il prossimo anno sul tema “Acqua e Sviluppo sostenibile”.

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La struttura ospita un’area espositiva di 330 metri quadrati e due “scatole” di 12 e 30 metri quadrati che accolgono rispettivamente un centro informazioni ed una caffetteria con terrazza.

“Per comprendere il concetto di acqua digitale - spiega Carlo Ratti dello studio torinese carlorattiassociati, alla guida del SENSEable City Laboratory del MIT - immaginate una stampante a getto d’inchiostro su larga scala, in grado di controllare le gocce d’acqua che scendono a cascata”.

Le pareti d’acqua che compongono la struttura consistono in una fila di valvole solenoidi disposte a minima distanza l’una dall’altra lungo un canale sospeso in aria. Un sistema di controllo digitale consente la chiusura e l’apertura delle valvole ad alta frequenza. L’effetto è quello di una cascata d’acqua che si interrompe in alcuni punti specifici creando una sorta di schermo nel quale i pixel che disegnano le immagini non sono luminosi, bensì fatti di aria ed acqua. L’intera superficie si trasforma in un display digitale che scorre continuamente verso il basso come una cascata.

Non solo le pareti. Anche la copertura del padiglione presenta in superficie uno strato di acqua. Immaginato come una struttura mobile, il tetto del Digital Water Pavilion di Saragozza è sostenuto da pistoni idraulici che, a seconda delle diverse esigenze, consentono di sollevarlo o abbassarlo.
In condizioni di vento troppo forte, i pistoni vengono ad esempio abbassati per una maggiore protezione. In chiusura il tetto viene invece completamente abbassato determinando in tal modo la completa scomparsa della struttura espositiva.

“Il sogno di una architettura digitale – commenta Carlo Ratti - consiste da sempre nella creazione di edifici interattivi e continuamente riconfigurabili. Pensate a degli spazi che possono essere ampliati o ristretti. Effetti difficilmente raggiungibili quando si ha a che fare con cemento, mattoni e mortai. Ma questo può diventare realtà grazie all’acqua digitale, in grado di comparire e scomparire”.

Il progetto architettonico è stato messo a punto da Walter Nicolino, Carlo Ratti e Claudio Bonicco dello studio carlorattiassociati.
Lo studio relativo al controllo digitale dell'acqua è stato realizzato dal Massachusetts Institute of Technology. (riproduzione riservata)
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