Pedane, palchi, tribune

Certificazione energetica: attesa per le Linee guida

Tutti i tecnici abilitati e iscritti agli Albi potranno essere certificatori; non è previsto alcun ‘patentino’

vedi aggiornamento del 20/01/2009
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26/10/2007 - Non è ancora possibile fare previsioni sulla data di emanazione del decreto attuativo dei Dlgs 192/2005 e 311/2006, che detterà le Linee guida sui criteri per la certificazione energetica degli edifici; sebbene il provvedimento sia già praticamente pronto, la discussione è ancora in corso.


Abbiamo chiesto a Roberto Moneta, dirigente del settore Energia del Ministero dello Sviluppo Economico, di darci qualche anticipazione sui contenuti delle Linee Guida.

La metodologia cui si è fatto riferimento per la redazione delle Linee Guida è quella UNI, prevedendo margini di flessibilità in relazione alle specificità delle diverse Regioni, le quali dovranno comunque modificare i propri standard al fine di armonizzare la normativa locale con quella nazionale (ad esempio l’Agenzia Casaclima della Provincia di Bolzano sta preparando un nuovo testo che si accorda con gli indirizzi nazionali).

Il modello di attestato di certificazione energetica (che sarà allegato alle Linee Guida) prevede che la prestazione energetica globale dell'edificio sia schematizzata attraverso un "cruscotto", ossia uno schema in cui il livello di efficienza energetica è indicato da una lancetta; sullo stesso schema va indicato anche il livello di prestazione energetica raggiungibile nel breve periodo.

Anche per quanto riguarda le caratteristiche del soggetto che certifica l’edificio, occorrerà trovare un accordo tra le norme nazionali e quelle regionali, e tra le Regioni.

Su questo tema l’impostazione del Ministero è generale:
- soggetti certificatori possono essere tutti i tecnici abilitati e iscritti agli Albi professionali (non è previsto alcun corso abilitante o “patentino”);
- enti certificatori saranno quelli accreditati dal Sincert; la certificazione potrà essere rilasciata da enti locali e da energy manager che operano in enti pubblici.

I corsi attualmente organizzati da organismi quali, ad esempio, Sacert e Casaclima, sono sicuramente utili per acquisire le conoscenze tecniche sui processi di diagnosi e certificazione energetica, ma non sono vincolanti per svolgere l’attività di certificatore.

Le Regioni, tuttavia, possono prevedere l’obbligo di iscrizione nei propri elenchi per i tecnici provenienti da un’altra Regione. Ad esempio, la Regione Lombardia ha istituito un elenco di certificatori abilitati, per iscriversi al quale è necessario possedere - oltre al titolo di studio specifico e all’iscrizione al relativo Albo - anche un’esperienza nella progettazione impiantistica e nella gestione energetica degli edifici, oppure la frequenza dei corsi organizzati da soggetti accreditati dalla Regione. (riproduzione riservata)
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Altri Commenti

azio

Ho frequentato un corso base sull'argomento e mi sono reso conto che per un professionista non è possibile improvvisarsi certificatore senza un'adeguata preparazione. Personalmente do' molta importanza all'aggiornamento permanente, indipendentemente dal fatto che esista un obbligo o no in un decreto. Esiste l'etica professionale.

poldo

é un´ottima idea, cosí qualsiasi cafone potrá fare danni dentro un argomento cosí delicato. Chi certificherá i certificatori? Chi assicurerá la competenza dei certificatori? Tutto questo mi sembra solo un modo di cambiare tutto senza cambiare niente. Ma si sa, siamo in italia. Complimenti ancora una volta alle istituzioni, sempre dalla parte del cittadino

Dr. Marco

In merito ai varicommenti sulle peculiarità che dovrebbe avere un certificatore energetico, ritengo in primo luogo che lo stato non dovrebbe abdicare a favore delle regioni, lasciandole libere di legiferare autonomamente e come meglio credono, creando un clima di anarchia; al contrario dovrebbero esservi unicamente delle linee guida unitarie da parte dello Stato, come del resto già avviene per le regole di prevenzione incendi. In secondo luogo non dovrebbe essere dato eccessivo valore alla quantità dell'esperienza, ma andrebbe invece valutata la qualità dell'esperienza tramite un esame specifico da sostenere ad esempio presso le sedi A.R.P.A.T. come già avviene per i verificatori impianti termici.

Anna

Trovo giusto che tutti i tecnici iscritti possano essere certificatori. Non è creando un nuovo albo che si eliminano i fannulloni che non vogliono aggiornarsi. Non era neanche necessaria una classificazione energetica, bastava solo una legge più restrittiva in materia e poi farla rispettate. Per far questo era sufficiente un'pò di formazione sul contenimento energetico ai tecnici comunali. L'argomento è complesso, non è sicuramente una materia semplice, non ci si può improvvisare, ma non ci sono solo gli IMPIANTI!! nella progettazione di un edificio interagiscono vari fattori, solo un a parte interessa gli impianti. il certificato energetico è un ulteriore PEZZO DI CARTA, in doppia copia che allego alla presentazione dell'agibilità, ma che in altra forma, ma con gli stessi contenuti allego alla presentazione del permesso di costruire. Non è assurdo!!!

Dario

Nella proposta della riforma delle professioni si parla di aggiornamento. Lo ritengo doveroso e fondamentale! Ma far firmare le certificazioni a chiunque anche se non è aggiornato in materia significa creare ulteriore caos !! La chiarezza non è di casa!! Evidentemente si vuole ancora una volta agevolare i fanulloni che non si aggiornano e gli amici degli amici. A casa tutti i politici che non sanno legiferare e quando legiferano lo fanno in questo modo barbino.

Gianmario

Non è possibile che la Legge permetta che si possa diventare "certificatore" senza aver seguito un corso abilitante ed aver superato con profitto un esame dedicato. Esistono professionisti che non conoscono nulla sugli impianti termotecnici civili e non si può dare la "patente" ad una persona che non sa guidare. Purtroppo l'Italia dimostra ancora una volta la sua incapacità nell'affrontare e gestire problematiche tecniche che meriterebbero scelte decisionali di polso e non risposte di tipo politico. Ancora una volta dimostriamo di essere il "Paese delle banane"!

Salvatore Tortora

Prima si dice: "tutti i tecnici abilitati e iscritti agli Albi potranno essere certificatori; non è previsto alcun ‘patentino’", poi: "ad esempio, la Regione Lombardia ha istituito un elenco di certificatori abilitati, per iscriversi al quale è necessario possedere - oltre al titolo di studio specifico e all’iscrizione al relativo Albo - anche un’esperienza nella progettazione impiantistica e nella gestione energetica degli edifici, oppure la frequenza dei corsi organizzati da soggetti accreditati dalla Regione".

marco

Non è possibile che basti l'iscrizione ad un albo professionale per poter diventare soggetti certificatori. Nella gran parte dei casi i professionisti non hanno le competenze necessarie! Del resto è già previsto dalla legislazione regionale lombarda (DGR 2/5018) che anche chi può dimostrare di avere almeno tre anni di attività professionale SPECIFICA nell'ambito , può accedere ad un ESAME DI ABILITAZIONE presso ORGANISMI ACCREDITATI DELLA REGIONE. Ma consentire a tutti di fare i certificatori significa smantellarne l'efficacia e annullare l'effetto innovativo sul problema dell'efficienza energetica nel settore dell'edilizia. MA FORSE E' PROPRIO QUESTO CHE SI VUOLE ........

Antonio geom. COIRO

Solo un tecnico iscritto ad un'albo può certificare la classe energetica di appartenenza di un edificio. Come potrà fare non si sà! La materia e prettamente tecnica e particolari parametri di calcolo possono essere conosciuti solo dopo opportuni corsi di formazione specifici, ma questi son dettagli! Tanto in italia è così basta avere un'iscrizione a qualche albo per poter certificare qualsiasi cosa senza nemmeno conoscere quello che si certifica e non poter certificare dopo essere stato formato al ruolo perchè non iscritto ad un'albo.

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