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Di Pietro all’Ance: in arrivo 3° correttivo del Codice

Annunciate modifiche alle norme su project financing e subappalto

vedi aggiornamento del 21/12/2007
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23/11/2007 - I problemi più urgenti del mercato dei lavori pubblici in Italia sono stati affrontati lo scorso 21 novembre nel corso di un incontro tra gli imprenditori dell’Ance e il ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro che si è svolto nella sede dell’Associazione.


Al centro del dibattito, aperto dagli interventi del presidente dell’Ance Paolo Buzzetti e del vicepresidente Riccardo Giustino, l’evidente paradosso che sta attraversando oggi il settore delle opere pubbliche, in cui, nonostante la forte iniezione di risorse - della quale gli imprenditori del settore hanno dato atto con soddisfazione al ministro Di Pietro - si continua a registrare una preoccupante riduzione dei bandi di gara.

Un paradosso riconosciuto anche dal ministro, che ha rilevato come la politica dei veti incrociati con la quale si scontra il suo stesso dicastero - che pure, ha detto Di Pietro, oltre all’aumento delle risorse ha varato importanti accelerazioni delle procedure - impedisca di fatto il rilancio delle opere pubbliche nel nostro Paese.

L’incontro è stato inoltre l’occasione per fare il punto sulle molteplici questioni su cui le imprese del settore si aspettano risposte e interventi concreti, a partire dal problema del taglio degli appalti, su cui il presidente Buzzetti ha sottolineato l’esigenza di un maggiore equilibrio dimensionale, più adeguato alle caratteristiche del tessuto industriale italiano.

Importanti sono state le aperture del ministro rispetto alle richieste degli imprenditori. Particolare soddisfazione ha suscitato la disponibilità manifestata dal responsabile delle Infrastrutture a elevare la soglia del subappalto rispetto all’attuale limite del 30% e a semplificare le procedure del project financing attraverso lo snellimento della fase di scelta del promotore e di affidamento della concessione.

Tutte misure che il ministro Di Pietro si è impegnato a inserire nel terzo decreto correttivo del Codice appalti.

Una sostanziale apertura del ministro si è registrata anche sull’esigenza, fortemente sentita dalla categoria, di ridurre il peso del fatturato nella qualificazione delle imprese.

Cruciale infine la questione dell’eliminazione dell’arbitrato negli appalti pubblici. Su questo punto il ministro si è dimostrato disponibile, sia pure in una linea di discontinuità rispetto al passato, a considerare attentamente la possibilità di utilizzare in via transitoria l’arbitrato amministrato suggerito dall’Autorità di vigilanza per i lavori pubblici, per poi affidare, in via definitiva, la soluzione di tutti i contenziosi sugli appalti a sezioni specializzate della magistratura ordinaria con rito abbreviato.


Fonte: www.ance.it (riproduzione riservata)
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