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Riforma professioni: pace fatta tra ingegneri e Mantini

CNI: no al titolo di ingegnere per i diplomati. Mantini: il termine ‘ingegneria’ esclusiva degli ingegneri

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vedi aggiornamento del 17/11/2008

15/11/2007 - Riparte il dialogo sulla riforma delle professioni. Con questo segnale di apertura il Consiglio nazionale degli Ingegneri fa pace con Pierluigi Mantini, autore insieme con Giuseppe Chicchi, del progetto di legge di riforma delle professioni recentemente presentato alla Camera.

Sulla questione della creazione del nuovo “Ordine dei tecnici laureati per l’ingegneria”, previsto all’art. 5 del progetto di legge di riforma delle Professioni “Mantini-Chicchi” – si legge in un comunicato stampa –, il Consiglio nazionale degli Ingegneri prende atto con soddisfazione dei chiarimenti forniti dall’On. Pierluigi Mantini che ha garantito la modifica del testo di legge, al fine di fugare ogni dubbio derivante dall’ utilizzo del termine “ingegneria”, che resterà una esclusiva degli appartenenti all’Ordine degli Ingegneri.
Rientra dunque l’allarme per il “grave attacco all’ingegneria italiana” lanciato nei giorni scorsi dal CNI in relazione alla proposta – contenuta nella bozza Mantini-Chicchi – di istituire il nuovo “Ordine dei tecnici laureati per l’ingegneria”, nel quale dovrebbero confluire oltre ai laureati triennali in Ingegneria anche i tecnici diplomati, Geometri ed i Periti. Secondo il CNI ciò costituirebbe “un atto di chiara mistificazione che rischia di vanificare eventuali spunti innovativi del progetto”.

Attualmente – spiega il CNI con un comunicato del Presidente Paolo Stefanelli – gli Ingegneri iunior (laureati triennali in Ingegneria) occupano a pieno titolo la sezione B dell’Albo degli Ingegneri con i quali condividono parte del percorso formativo presso le Facoltà Universitarie di Ingegneria. Al solo evidente scopo di assecondare le richieste di un ingente numero di tecnici diplomati, senza che ciò possa produrre alcun vantaggio per la Collettività e per le sue esigenze di maggior qualità delle prestazioni professionali, si prevede la migrazione degli Ingegneri iunior nell’albo dei tecnici diplomati che così si nobilita in “Albo dei Tecnici Laureati i per l’Ingegneria”. È evidente la strumentalità dell’iniziativa che, con l’alibi della riduzione degli Ordini, porta ad “emancipare”, geometri e periti, che hanno formazione certamente non ingegneristica, a scapito del titolo di Ingegnere e di ciò che rappresenta nel nostro Paese.

Un cittadino che necessiti di prestazioni ingegneristiche – continua il comunicato –, nel nuovo scenario prefigurato nel P.d.L. non saprà a chi rivolgersi, avendo davanti a sé tecnici, apparentemente simili, ma solo nel nome; da un lato i laureati quinquennali, iscritti all’“Albo del Ingegneri” e dall’altro, i laureati triennali ed i diplomati alla scuola media superiore, iscritti all’“Albo dei Tecnici Laureati per l’Ingegneria”.

Il CNI, adempiendo ai propri compiti istituzionali in difesa del titolo di ingegnere e nell’interesse generale, aveva quindi chiesto alle forze politiche, al mondo dell’Università, ai professori ed agli studenti, a tutti gli Ingegneri ed a tutti i cittadini un impegno affinché il titolo di Ingegnere conservi il valore che da sempre lo ha distinto facendo dell’ingegneria italiana uno dei principali vanti dell’Italia nel mondo, e invitava gli onorevoli Mantini e Chicchi a ritirare immediatamente l’art. 5 del Progetto di legge, sul quale non c’è stato alcun confronto preventivo con i 200.000 ingegneri italiani rappresentati dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri.

Pierluigi Mantini, da parte sua, non ci sta a ricoprire il ruolo di “ammazza ingegneri”. Il nuovo testo della riforma delle professioni in parlamento, spiega Mantini facendo una mezza marcia indietro “promuove la modernizzazione nel pieno rispetto delle qualità e delle specificità professionali. L’unificazione in un solo ordine dei tecnici laureati triennali, delle figure dei periti industriali, dei geometri e dei periti agrari, è una scelta di semplificazione importante che crea una professionalità di livello europeo immediatamente spendibile sul mercato. Dispiace dunque che la presenza nel testo base della parola “per l’ingegneria”, assolutamente generica e provvisoria, e che sarà eliminata senza alcun problema, sia stata mal intesa dal Consiglio Nazionale degli ingegneri quasi come un attacco diretto alla professione dell’ingegnere in Italia”.
Il malinteso, secondo l’esponente dell’Ulivo, dovrebbe essere spiegato anche alla luce del principio affermato all’art. 30 del testo, secondo cui non è comunque possibile usare la denominazione professionale altrui. “Il nuovo testo di riforma – aggiunge Mantini - presenta novità di rilievo e idee innovative di una certa complessità, tra cui il principio di autoriforma degli ordinamenti da parte degli Ordini e i minimi tariffari nella progettazione delle opere pubbliche. Siamo certi che il Consiglio Nazionale degli ingegneri vorrà esprimere il proprio parere sul testo con la stessa ampiezza e attenzione usate su una parola assolutamente irrilevante della proposta di legge”.

“Il chiarimento fornito e gli impegni assunti con una tempestività che fa onore ai Parlamentari firmatari della proposta di legge – fa sapere Stefanelli con un nuovo comunicato –, consente una serena valutazione dell’ articolato che tra l’ altro contiene uno spunto innovativo di rilievo: l’autoregolamentazione da parte degli Ordini”.

Viene, inoltre, positivamente valutato il fatto che il Pdl concorda con quanto da tempo sostiene in ogni sede la Categoria degli Ingegneri e, cioè, che è improcrastinabile l’individuazione delle soglie retributive al di sotto delle quali le prestazioni professionali devono presumersi non correttamente rese, il che porta, quantomeno nel settore dei Lavori e Servizi Pubblici, al ripristino di un regime tariffario sulla individuazione del quale siamo pronti a dare contributi propositivi.

(riproduzione riservata)

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18 Commenti

Nicola | SIAMO LAUREATI

sabato 19 dicembre 2009 - 14.56

Sono un ingegnere iscritto alla sez.B dell'albo. Sono quindi LAUREATO. Sulla mia laurea c'è scritto: DOTTORE IN INGEGNERIA Non c'è scritto: Dottore in ingegneria breve, mini o iunior. I tecnici diplomatisi presso la scuola superiore, (geometri e periti) avendo studiato meno, avendo una qualifica inferiore, NON CAPISCO PERCHE' VOGLIONO FARE COSE che solo i laureati in quanto tali possono fare. ...MAH!!! Queste cazzete accadono solo in italia. E' ovvio che il laureato triennale ha maggiori competenze di chi ha studiato meno di lui. E' come se gli infermieri pretendessero di fare i MEDICI. Se i cari geometri vogliono fare cose da ingegneri, debbono laurearsi in ingegneria. Hanno le palle? No! No, perchè vogliono fare gli ingegneri senza fare l'università e studiare materie come ANALISI MATEMATICA, MECCANICA RAZIONALE, FISICA TECNICA, ETC... Voglio poi dire agli ingegneri magistrali (3+2): RICORDATEVI CHE SE AVETE CONSEGUITO LA LAUREA SPECIALISTICA E' SOLO GRAZIE ALLA LAUREA TRIENNALE. LA VOSTRA LAUREA SPECIALISTICA HA VALORE IN QUANTO POSSEDETE LA LAUREA TRIENNALE!! Quindi non fate tanto gli snob! Infine, io ai geometri ed ai periti, faccio fare i manovali nei cantieri. Abbassate la cresta diplomati. NOI SIAMO DOTTORI IN INGEGNERIA, voi siete solo diplomati alla scuola superiore. NOI SIAMO LAUREATI......ABBIAMO FATTO L'UNIVERSITA' ....MAI A CONFONDERCI CON VOI DIPLOMATI!!!!!!!! MAI INSIEME A VOI....MAI NEL VOSTRO ALBO. Andate a leggere l'art.3 comma4&5 del M.I.U.R. 270/2004. Leggete cosa scrive il legislatore in merito alle virtuose capacità dei laureati triennali. Tale articolo è stato concepito e scritto proprio per non confonderci con chi ha studiato meno di noi e che quindi sa meno di noi e che quindi ha una forma mentis inferiore alla nostra. Cari saluti Dott.Ing. Nicola P. sez.B settore a)

dini | meglio un buon geometrt

giovedì 25 dicembre 2008 - 12.13

i laure<ti triennali in architettura o ingegneria sono solo dei diplomati con tre anni spesi a far cos?? ripetere lezioni che si facevano nel dimpolnm

barbara | aiuto ragazzi....

lunedì 28 gennaio 2008 - 00.40

sono perito edile, ingegnere junior in ing. civile strutture, e ora studio per raggiungere la laurea specialistica. Penso assolutamente che le professioni tra diplomati e laureati debbano essere separate. il perito edile o il geometra non possono assolutamente effettuare un calcolo di cemento armato, se non aprendo un prontuario e applicando la formula. Ma sappiamo benissimo che questo è un grosso limite. Bisogna conoscere a fondo la teoria dei metodi di calcolo, e i vari campi di applicazione, altrimenti si rischia di prendere cantonate. Inoltre proporrei lo sbarramento per i vari ordini... Non è ne corretto ne professionale che un ing. meccanico o elettrico possa firmare progetti e calcoli di strutture in c.a. (semplici che siano).... Spero vivamente che Mantini (o chi per lui) si informi sui programmi svolti nei vari corsi di studi e che si faccia affiancare da docenti universitari e ingegneri dell'ordine.

alex | giusto ma quale vanto?

domenica 20 gennaio 2008 - 15.12

pienamente d'accordo che un titolo di laurea 5ennale, non deve esser equiparato ad uno junior e che sia più giusto portare gli junior in un albo più vicino ai diplomati. Ma solo non vedo quale sia il vanto dell'ingegneria italiana nel mondo o nella stessa italia. Forse il vanto è solo nell'aver rovinato buona parte dell'edilizia in italia, avendo dato con furbizia al titolo da ingegnere un valore al di sopra delle effettive funzioni, l'avere studiato l'analisi matematica ed esser ottimi calcolisti , non vuol dire esser tuttologi. Cosi direi di riformare anche altri aspetti, per esempio non si capisce come ingegneri idraulici o elettronici o aereonautici, ma anche edili ( ottimi calcolisti e basta) progettino edifici, e approfittando del peso dato in italia ad un titolo altrove rispettato al pari degli altri ( hanno rovinato con brutture buona parte dell'italia)insieme e non diversamente dai geometri. Cosi o gli ingegneri fanno gli ingegneri come negli altri paesi europei, ammirati per il loro pregio nel calcolo e nelle soluzioni tecniche avanzate e nella capacita a collaborare senza "arroganza", o se vogliono fare edilizia è giusto che stiano nell'albo con i geometri, dato che sul piano della progettazione non trovo alcuna differenza. La mia non vuole esser un offesa per nessuno, ma vorrei solo vedere, la qualità che si vede in Spagna in Francia o in Inghilterra, dove ognuno gestisce il suo ruolo rispettando gli altri. capirete che chi scrive è un architetto.

Anna | leggittimo difendere il fortino.

lunedì 17 dicembre 2007 - 23.31

Il decreto doveva far chiarezza solo sulle competenze. Ora è falso e tendenzioso parlare “L’unificazione in un solo ordine dei tecnici laureati triennali, delle figure dei periti industriali, dei geometri e dei periti agrari, è una scelta di semplificazione importante che crea una professionalità di livello europeo immediatamente spendibile sul mercato.”. Di quale semplificazione stiamo parlando? Perché c’è quest’esigenza io francamente non, la capisco. Qual è la Professionalità di livello europeo che crea l’unificazione? Parole vuote e senza un contenuto afferrabile. Le lauree triennali, da quando sono nate si sono sempre scontrate con problemi di legittimità e riconoscimenti, di polemiche in prevalenza con il vecchio ordinamento e con il relativo albo. Si è trovato un accordo nell’appartenenza a due sezioni diverse, perché continuare ancora…a far finta che non esiste, screditandolo a tutti i costi e occasioni? Prima complicano le cose, e poi sulla pelle e sacrifici degli altri cercano semplificazioni? Semplificatevi il cervello… No grazie, bisognava pensarci prima, Ora che vi piaccia o no, non ci potete assimilare ad un Diplomato, perché se fosse, veramente non serve studiare altri tre anni. E poi che dire? Grazie per sminuire sempre ed in ogni occasione la laurea triennale, a cominciare dai vari nomignoli “mini laurea” “laurea breve” etc. etc. Dai programmi ridotti, dallo studio in tre mesi, basta! Prima di parlare dovete avere una conoscenza molto approfondita sul tema, e questa conoscenza appartiene indiscutibilmente a chi l’ha frequentata, il resto è solo chiacchiere inutili. La professionalità, esige in primis chiarezza sulle competenze! Solo questo è progresso, invece grazie alla politica stiamo qui a perdere tempo difendendo, o attaccando un titolo nato 7 anni fa, ma non voluto. Auguri a tutti

Maurizio Galletti | FORT ALAMO

lunedì 17 dicembre 2007 - 12.03

Leggo degli Ingegneri Juonior che non si vogliono confondere con i diplomati geometri e Periti e mi pare che questo atteggiamento non sia particolarmente innovativo o brillante: non fai in tempo ad individuare una nuova area di competenza e .. zac , viene eretto un altro fortino da difendere ! Se tutti ragioniamo in questa direzione non ci può essere sviluppo a favore della società: Fort Alamo non può reggere all'assalto della vera competitività, quella sana ! Chi studia due capitoli in più di un libro, si sente in diritto di chiedere più competenza, più titolo, forse perchè noi Italiani siamo stati abituati a difendere il nostro Fort Alamo e non ad impegnarci per migliorare le nostre conoscenze! Ogni società moderna fa studiare i propri figli più dei padri, e che fra qualche anno i futuri professionisti avranno studiato in media l'equivalente di due lauree di oggi, e già oggi con corsi post laurea e specializzazioni si studia molto di più di venti anni fa per le medesime attività specialistiche riservate? Il confronto non va fatto solo sui percorsi scolastici che al termine dei vari percorsi assegnano delle competenze a forfait senza preoccuparsi dell'effettiva conoscenza: non tutte le lauree di ingegneria sono uguali, non tutti gli attuali architetti hanno sufficenti conoscenze strutturali, ma tutti questi possono fare tutto senza limiti ! Per fortuna in realtà , poi, i committenti sanno scegliere fra chi è capace e l'incapace ed il mercato, sempre quello sano, pareggia tutti gli egoistici ed inutili ragionamenti di difesa dei propri fortini !Buon Natale a tutti

marco | ma stiamo scherzando vero?!!!!

lunedì 17 dicembre 2007 - 10.09

Salve, sono ''per adesso'' e lo sottolineo, per adesso, un ing edile iunior, ed anche un geometra. Non penso affatto che dopo il diploma le mie conoscenze siano rimaste invariate. Sto continuando gli studi per il pezzo di carta aggiuntivo a quello già esistente,proprio per evitare tutte queste chiacchiere. Diciamo la verità appena usciti dall'università non riuscirai mai a progettare le petronas tower (quinquennale o triennale che sia) quello che conta è la persona la sua intelligenza e l'esperienza sul campo. Perchè un'ingegnere architetto (quinquennale) o meglio ancora un'architetto è autorizzato a firmare progetti in cui è richiesta la conoscenza ad es della dinamica delle strutture se non sa neanche dove sta di casa? Sappiamo tutti che si fermano alla cara tecnica delle costruzioni in ambito strutturale...esattamente come un triennale! Insomma Mantini non conosce bene il settore essendo un'avvocato. Per quanto riguarda i V.O. non possono affatto pensare che studiamo meno di loro perchè i programmi in molti casi sono rimasti invariati per pigrizia dei professori, e ai V.O chiedo...calcolatemi una struttura agli stati limite... CHE COSA SONO GLI STATI LIMITE???...aggiornatevi siete davvero vecchi...lasciate stare le T.A. Comunque dopo lo sfogo auguro una ripresa di lucidità a Mantini. Saluti

Francesco | USO DELL'INGEGNO

lunedì 26 novembre 2007 - 15.50

l'ingegno caratterizza l'evoluzione umana .L'ingegneria è l'applicazione del sapere. Se il sapere è commisurato all'opera l'ingegno è adeguato. Quindi meglio sarebbe parlare di competenze e capacità. Il dottorato in ingegneria ( EDILE- ELETTRICA- MECCANICA ecc.) laurea dei Dottori in ingegneria. " Dott. Ing." Il diploma in ingegneria ( EDILIE-ELETTRICA- MECCANICA ecc.) diploma dei Diplomati in ingegneria . "Dipl. Ing." Le competenze sono facilmente ricavabili da quanto fatto dal dopoguerra ad oggi sia dagli "ingegneri" che dai "periti industriali". Quindi i titoli da modificare sono 2, senza nulla togliere o pretendere. Non si vuole essere degli "INGEGNERI" , ma dei DIPLOMATI IN INGEGNERIA .

Marco | ..sono un ingegnere iunior

martedì 20 novembre 2007 - 15.04

.. Sono un Ingegnere iunior che è anche geometra e che lavora a fianco di ing sez A .... e mi rendo conto che le competenze si possono solo misurare ed imparare sul campo i grandi Prof. Dott. Ing. delle Aule Universitarie NON CI INSEGNANO NULLA. Comunque ti pare giusto che un Ing. sez A che ha fatto Ingegneria Elettrica o Telecomunicazioni possa firmare un progetto di una struttura in cemento armato ??? Chi ne sa di più in materia ????

ing.fasano | competenze professionali

martedì 20 novembre 2007 - 12.43

E’ inutile parlarne, ormai siamo alla deriva! A mio avviso, non c’è bisogno di chiarezze sul titolo, ma bensì sulle competenze. Dal geometra al perito, dall’ing. Junior a quello quinquennale… ma chi è l’esperto e di cosa? A seconda del titolo di studio, ci vogliono forti e soprattutto CHIARE limitazioni. Io non mi sognerei mai di portare l’auto con un pneumatico forato dal carrozziere, mentre nel nostro campo, tutti fanno tutto. E non rispondete che la differenza viene fatta dall’istruzione e dalle capacità, tutte fesserie, la differenza è fatta dalle conoscenze… quelle politiche e varie.

Michele Palescandolo | Infermieri Medici

martedì 20 novembre 2007 - 11.56

Premetto che sono Ingegnere (navale e meccanico) da circa 30 anni. Considerato lo scenario: perchè non rivalutare gli infermieri (diplomati) e qualificarli come Medici? Sono certo che accetterebbero. Va da sè che chi se la sentisse di decretare una normativa di questo tipo dovrebbe dare il buon esempio e farsi curare da un infermiere e non da un Medico anche in caso di serie necessità di salute. A pensarci meglio si potrebbero includere anche i chiropratici, i tecnici odontoiatri ed i fisioterapisti purchè diplomati. Nel mio campo potremmo inserire i saldatori (patentati), i carpentieri (magari con una autocertificazione) ed il personale marittimo con una certa esperienza o con un diploma. L'importante è avere studiato (un pò) e salvaguardare i prodotti con una buona polizza assicurativa (nel caso le cose si mettano male, ma non è detto). Con ogni cordialità.

Maurizio Galletti | Titoli di studio e competenze

lunedì 19 novembre 2007 - 14.22

Occorre spostare l’asse del ragionamento dai titoli di studio alle prestazioni professionali. Uguali titoli di studio prevedono differenti percorsi formativi e pertanto non possono essere uguali le competenze professionali che tale titolo consegna a forfait: occorre abilitare diverse competenze anche all’interno del medesimo titolo di studio. Oggi le competenze professionali sono dei pacchetti preconfezionati da affidare in premio a chi taglia il traguardo di un titolo di studio, ma ciò non è corretto in quanto sono diversi i percorsi formativi anche a parità di titolo di studio. Le competenze devono abilitare alle singole prestazioni professionali, solo previa verifica dell’effettivo percorso formativo e del saper fare la prestazione stessa. Occorre elencare le prestazioni tecniche riservate ai professionisti, elencarne le caratteristiche e definire quali siano i saperi formativi indispensabili per poter esercitare tale prestazione, poi ovviamente da mantenere con la formazione continua. Quindi ogni singola prestazione professionale specialistica, deve avere il proprio “cartello” che elenca le condizioni indispensabili per poterla esercitare: il sapere che proviene dai percorsi formativi ed il saper fare che si forma prima con il tirocinio poi con l’esperienza. Occorre quindi evolvere i nostri fiacchi e logori concetti di competenze legati ai titoli di studio, ma iniziare a ragionare che il fine ultimo resta il responsabile assolvimento delle singole prestazioni professionali e quindi ragionare sulle singole effettive capacità, necessarie ed indispensabili per il migliore assolvimento della prestazione che la comunità attende. La competenza deve essere figlia della conoscenza e non del titolo!

Marcello | Il tit. di Ing. non lo vogliamo

lunedì 19 novembre 2007 - 13.18

Buon giorno, mi chiamo Marcello, sono un per. ind. e conduco l'att.di lib.prof. Mi occ.di prog.di imp.tecn.nel sett.del riscald. e del condiz. Volevo dare la mia opin.su quanto sta succed.Da premett.che ho dato 12 mat. in ing. mecc. e poi, per problemi pers.,ho dovuto abband.-ma non ho mai pret.il tit.di ing. e vi dirò di più: nel mio campo (civ.resid.) posso garant.che basta la formaz. dell'istit. tecn. ind. per poter operare (natur.dopo un periodo di esper.pratica) e comun.non ci serve il tit.di ing. per poter dare soddisf.all'utente-lo dimos.il fatto che chiunque mi abbia chiam. ing. ho sempre risp.(a testa alta) che sono un "sempl." per.ind. So beniss.cosa si studia in ing., almeno per quello che riguar.il periodo proped., e ness. vuole togliere i meriti a chi ha studiato dopo il dip.Detto questo concludo manif., invece, una mia preoccup.: non vorrei che tutto questo movim.faccia venire in mente a qualcuno di toglierci quelle compet.che ci siamo guadagnati (e molti ingg. lo sanno perchè vi dico anche che molti dei miei clienti sono anche ingg.) ed attraverso le quali riusciamo a campare le nostre famiglie. Molti ingg sanno anche che i per. ind. che operano nei loro campi specifici sono dei "tecnici professionisti" affidabili e qualificati. In europa esistono gli ing. dipl. ed i dott. ing.- noi, in Italia, dobbiamo sempre complicare le cose e, di fatto, concretizziamo poco - pensiamo sempre a fare polemiche). Penso, pertanto, che stiamo facendo una guerra inutile, Vi prop., quindi, di trovare un termine che non faccia confusione con gli ingg. ma che sia degno della nostra prof.e e dignità e di oper.in sin. ognuno "nell'ambito delle rispettive compet." - forse in questo modo, un giorno, riusciremo ad otten.risult. in campo, ad esempio energ., simili a quelli dei ted.,aust., svizz.-anche gli Spagn.ci hanno sup.e mentre l'Europa ci multa perchè siamo sempre inademp., noi contin.a litigare per chi si deve chiamare ingegnere e chi non.

Marisa | Ingegneri

lunedì 19 novembre 2007 - 10.31

Ho trovato preoccupante e sconcertante il contenuto del testo di Mantini. E' una vera vergogna! Grazie presidente Stefanelli, per fortuna esistono ancora persone come Lei! Una giovane ingegnere (quinquennale)

SALVATORE | POVERI NOI

lunedì 19 novembre 2007 - 10.31

A questo punto mi viene da chiedermi: mi sono diplomato Geometra nel 2000, mi sono laureato Ing.Civile iunior nel 2004, ma a questo punto se qualcuno decidesse di accorpare i Geomatri con gli Ingegneri iunior potrei solo pensare di aver speso altri 3 anni della mia vita sui libri senza aver concluso nulla? posso comunque garantire che gli altri 3 anni mi hanno veramente formato professionalmente. mentre il diploma da geometra non mi aveva nemmeno insegnato a fare qualche rilievo di cantiere e non sapevo nemmeno il cemento armato cosa fosse, fate voi...

FRANCESCO59 | ERA ORA

lunedì 19 novembre 2007 - 10.31

ERA ORA CHE SI CHIARISCA CHI FOSSE "ABILITATO" AL TITOLO DI INGEGNERE, SONO UN INGEGNERE IN UN AMBIENTE DI GEOMETRI CHE RITENGONO ESSERE INGEGNERI A PIENO TITOLO MAH SALUTI

m. zaccardini | Il CNI sa che esistono Società di

lunedì 19 novembre 2007 - 10.31

Complimenti al CNI......... Gli ingeneri si sono risentiti per l'uso improprio del termine "ingegneria" nel testo dell'Onorevole Mantini, facendo forse finta di non conoscere l'attuale normativa sulle Società di "Ingegneria". Queste ultime, infatti, possono essere costituite, (per assurdo) anche da 4 casalinghe(capitale) e da un architetto (Direttore Tecnico). Tanto "frastuono" per cosa?

Alessandro | Pienamente d'accordo

lunedì 19 novembre 2007 - 10.30

Sono pienamente d'accordo sul fatto di non dare questo Titolo che così duramente mi sono preso con anni di studi seri ed estenuanti secondo il vecchio ordinamento . In più essendo anche Geometra posso dire certamente che io non assumerei mai un Ingegnere junior ma non avrei dubbi ad assumere un geometra che abbia conseguito il diploma con un buon voto e questo perchè li almeno le materie tecniche vengono fatte per 3 anni e non per 3 mesi ridicoli come è tutt'ora previsto per gli Ingegneri Junior!

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