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Toscana: via libera alla nuova legge sugli appalti

Proposta una legge nazionale con gli articoli bocciati dalla Consulta

vedi aggiornamento del 22/09/2008
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19/12/2007 - Il governo regionale della Toscana prosegue nel suo impegno per mettere a disposizione delle imprese, dei lavoratori, delle amministrazioni pubbliche una normativa che garantisca trasparenza e sicurezza. Lo fa con due interventi legislativi approvati in giunta, su iniziativa del vicepresidente Federico Gelli, che potranno ridisegnare il quadro normativo dopo il pronunciamento della Corte Costituzionale rispetto a un ricorso di alcune regioni sul Codice unico degli appalti (leggi tutto).


Si tratta di una proposta di legge regionale che modifica la legge 38/2007 (“Norme in materia di contratti pubblici e relative disposizioni sulla sicurezza e regolarità del lavoro”) intervenendo sugli articoli in varie misura interessati dalla sentenza dei giudici costituzionali; e di una proposta di legge al Parlamento nazionale per modificare il decreto legislativo 163/2006, ovvero il Codice dei contratti pubblici, una proposta che punta a recuperare le parti fortemente innovative della legge regionale che è stato necessario cancellare in base a quanto deciso dalla Corte Costituzionale.

«Approvare la legge 38 è stato un atto di coraggio, oltre che di estrema attenzione alle richieste che ci provengono dal mondo dell’economia e del lavoro. Poi quello che è successo dopo, con il pronunciamento della Corte, ci ha imposto un nuovo tipo di urgenza - spiega Gelli - Abbiamo dovuto prendere atto di una sentenza che ha sancito nuovamente la competenza statale di parti importanti della legge, come la materia dei subappalti e ci siamo sentiti obbligati a intervenire prontamente con una nuova legge, concertata con enti locali e parti sociali, per offrire a tutti punti di riferimento certi. E lo abbiamo fatto forti di due convinzioni: che i giudici costituzionali hanno sollevato un problema di competenza, non di contenuto della legge; che proprio per questo era necessario richiamare con più forza il governo nazionale alle sue responsabilità».

La sentenza della Corte Costituzionale produce effetti che vanno oltre l’articolo 20, quello sui subappalti, e investe almeno altri 8 articoli, per cui si deve prevedere l’abrogazione totale o parziale. Sono articoli che riguardano temi quali i piani di sicurezza, gli affidamenti in economia, l’esclusione delle imprese per violazioni in materia di sicurezza e regolarità contributiva, la presentazione delle giustificazioni ai fini della verifica delle offerte troppo basse, il subentro di altre imprese nel corso dell’esecuzione del contratto. «Al di là della questione delle competenze si tratta insomma di questioni di grande importanza – commenta Gelli – per le quali abbiamo fatto la nostra parte, trasformando le parti della legge regionale investite dalla sentenza costituzionale in una proposta di legge al Parlamento italiano».


Fonte: www.regione.toscana.it (riproduzione riservata)
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