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Immobili non dichiarati al catasto: nuovi elenchi

Nel mirino anche i fabbricati non più rurali e le variazioni colturali

vedi aggiornamento del 08/01/2009
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31/12/2007 - L’Agenzia del territorio ha reso noto il quarto elenco di Comuni nei quali è stata accertata la presenza di fabbricati non dichiarati al catasto.

In conformità al comma 339 dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (legge finanziaria 2007), sono stati stilati gli elenchi delle particelle sulle quali si è accertata la presenza di costruzioni o di ampliamenti di costruzioni non dichiarati.

Gli elenchi, che riportano l’eventuale data cui riferire la mancata presentazione della dichiarazione al catasto, sono consultabili, per i 60 giorni successivi alla loro pubblicazione, presso i Comuni interessati, presso gli Uffici provinciali dell’Agenzia del Territorio e sul sito internet dell’Agenzia, alla pagina www.agenziaterritorio.gov.it.

I fabbricati devono essere dichiarati al Catasto Edilizio Urbano, a cura dei soggetti titolari di diritti reali, entro 90 giorni dalla data di pubblicazione dell’elenco. Qualora gli interessati non presentino le dichiarazioni entro tale termine, gli Uffici provinciali dell’Agenzia del Territorio provvedono all’iscrizione in catasto, con oneri a carico del proprietario.


Con un altro Comunicato è stato reso noto l’elenco dei Comuni nei quali è stata accertata la presenza di immobili che hanno perso i requisiti di ruralità ai fini fiscali. Anche il questo caso l’attività di accertamento condotta dall’Agenzia del Territorio è prevista dal comma 339 dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (Finanziaria 2007).

Anche in questo caso gli elenchi, comprensivi dell’eventuale data di mancata dichiarazione al catasto, sono consultabili per 60 giorni presso i Comuni interessati, presso gli Uffici provinciali dell’Agenzia del Territorio e sul sito internet dell’Agenzia, alla pagina www.agenziaterritorio.gov.it.

I proprietari hanno 90 giorni per dichiarare gli immobili al Catasto Edilizio Urbano; trascorso tale termine, l’Agenzia del Territorio provvederà alla dichiarazione, con oneri a carico del soggetto interessato.


Un terzo comunicato riguarda invece le variazioni colturali. Si tratta dell’elenco dei Comuni per i quali è stata completata l’operazione di aggiornamento della banca dati catastale sulla base delle dichiarazioni presentate nell’anno 2007 ai fini dell’erogazione dei contributi agricoli, messe a disposizione dall’Agenzia per le erogazioni in agricoltura (AGEA), come previsto dal comma 33 dell’articolo 2 del DL 262/2006 (convertito dalla legge 286/2006).

Gli elenchi delle particelle interessate, e di ogni porzione di particella a diversa coltura, indicanti la qualità catastale, la classe, la superficie e i redditi dominicale ed agrario, nonché l’eventuale simbolo di deduzione sono consultabili, per 60 giorni, presso i Comuni interessati, presso gli Uffici provinciali dell’Agenzia del Territorio e sul sito internet dell’Agenzia, alla pagina www.agenziaterritorio.gov.it.

I ricorsi di cui all'articolo 2, comma 2, del Dlgs 546/1992, contro la variazione dei redditi possono essere proposti alla Commissione tributaria provinciale competente per territorio entro il termine di 120 giorni dalla data di pubblicazione dell’elenco nella Gazzetta Ufficiale. (riproduzione riservata)
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Altri Commenti

Renato

Per lo piu' sono diroccati, di cui non si ha nessuna rendita: l'equita' fiscale, sono gli evasori non il recupero dell'ICI su detti fabbricati.

marco

in montagna vi sono tantissimi immibili, ereditati e non guadagnati, che hannoerso di fatto le caratteristiche di ruralità, specialmente perchè chi li possiede non è quasi mai coltivatore diretto e non servono alla conduzione del fondo. La sottrazione dell'ICI sulla prima casa, fatto demagogicamente giusto per quanto i costi della presenza di una casa (vedi rimozione neve...) sono elevati, ha di fatto introdotto il princio che sulle seconde, terze, quarte ecc. invece l'ICI vada applicata; Da questo secondo me c'è una grossa quota di ICI giacente nel territorio rurale italiano che deve essere recuperata, specialmente per equità verso chi è in affitto o chi ne ha veramente una sola.

Giulio

L'elenco degli immobili non dichiarati al catasto comprende, per la maggior parte capanne precarie negli uliveti, fabbricati abusivi e altre simili delizie. La smania tassatoria di Visco ha raggiunto il massimo livello anche di assurdità. A parte il numero spropositato (per il mio comune sono quasi 3.000) la loro entità fiscale è quasi irrilevante e volerli dichiarare al catasto in 90 giorni è assurdo e impossibile. SIAMO GOVERNATI DA DEI PAZZI CHE HANNO COME CHIODO FISSO DI FAR PAGARE TUTTI QUELLI CHE HANNO QUALCOSA SEMPLICEMENTE PERCHè HANNO QUALCOSA. PER LORO LA PROPRIETA' E' UN FURTO E LE TASSE SONO LA CONDANNA PER CHI HA COMMESSO IL DETTO FURTO

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