Project financing: tre ddl all'esame della Camera
Authority: occorrono celerità nelle procedure e certezze per i privati
17/01/2008 - La Commissione Ambiente della Camera ha avviato l’esame di tre disegni di legge sulla semplificazione delle procedure di project financing nella realizzazione di opere pubbliche.
Su questo tema, lo scorso 15 gennaio si sono tenute le audizioni informali dell'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di appalti, servizi e forniture, dell'ANCE e dell'AGI.
Per l’Authority sono intervenuti il Presidente dott. Luigi Giampaolino e i consiglieri Alessandro Botto e Andrea Camanzi.
Giampaolino ha valutato con favore questa iniziativa parlamentare - spiega l’Authority in un comunicato – in quanto l’attuale procedura, suddivisa in tre fasi, come previsto dagli articoli 153-155 del Codice dei contratti, non è tale da garantire una efficace allocazione delle risorse finanziarie presenti nel mercato privato né incentiva la presentazione delle proposte da parte dei promotori (soggetti privati che possono presentare proposte per la realizzazione di lavori pubblici). Tali difficoltà sono confermate anche dai dati elaborati dall’Autorità che documentano una flessione del ricorso allo strumento della finanza di progetto.
L’Autorità ha poi sottolineato l’opportunità di ulteriori modifiche volte ad anticipare il più possibile la fase di acquisizione delle autorizzazioni, problema questo che è alla base dei ritardi nel processo decisionale e, soprattutto di notevoli aumenti dei costi per la realizzazione delle opere, costi che incidono sui piani economico-finanziari. In tal senso, l’Autorità ha evidenziato la necessità di un rafforzamento dell’utilizzo dello strumento della conferenza di servizi e della redazione di studi di fattibilità con contenuti più soddisfacenti e puntuali.
A tal proposito l’Autorità ha annunciato una propria iniziativa volta a dare indicazioni alle amministrazioni ed ai promotori circa la redazione di studi di fattibilità che consentano di rendere la fase a valle delle scelte più scorrevole.
Ieri è stata invece la volta dell’OICE che ha illustrato alla Commissione il proprio parere sui disegni di legge all’esame. Il direttore generale, dott. Massimo Ajello e ha illustrato il ruolo delle società di ingegneria nelle operazioni di finanza di progetto e ha messo in luce i risultati dell’andamento del mercato, che inizia a mostrare i primi segni di difficoltà derivanti dalla soppressione del c.d. diritto di prelazione.
Il direttore dell’ufficio legislativo, Avv. Andrea Mascolini, ha toccato i seguenti temi: il rilancio del ruolo del promotore, attraverso l’incentivazione della collaborazione con le Amministrazioni nella fase di programmazione (si è proposto di assegnare un rimborso pari allo 0,50% del costo dei lavori al “promotore” che ha presentato uno studio di fattibilità, poi fatto proprio dall’amministrazione e relativo ad un intervento affidato in concessione); la necessità di superare l’attuale fase procedurale per andare verso una gara “secca” da aggiudicare con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa; l’ulteriore necessità della certezza dei costi di realizzazione anche con riguardo alle eventuali correzioni del piano economico-finanziario; l’opportunità di anticipare alla fase di programmazione la conferenza dei servizi, da svolgere sullo studio di fattibilità; la necessità di mettere a disposizione delle amministrazioni linee-guida, capitolati e schemi di contratto (attraverso l’opera dell’Unità finanza di progetto e dell’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici) e di definire accuratamente il contenuto degli studi di fattibilità. (riproduzione riservata)
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